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I diritti dei lavoratori in Francia

Oggi facciamo giretto molto generico nel mondo del lavoro per spiegarvi come funziona a grandi linee, insegnarvi un po’ di glossario e darvi un po’ di informazioni utili sui diritti dei lavoratori.

La fonte di tutte le informazioni è il sito www.service-public.fr che potete consultare per approfondire un argomento specifico.

Non sono un Avvocato, non posso quindi rispondere alle vostre richieste personali riguardanti il diritto sul lavoro. Il massimo che posso fare, oltre a trasmettere le informazioni che ho, è consigliarvi di informarvi nei vari link che ho inserito nel post

Sommario

Il CV
Il colloquio
A lavoro
La fine del contratto

Il CV

Il Curriculum è il primo approccio con l’eventuale datore di lavoro, ma purtroppo anche la sede dei maggiori stereotipi che possono indurre alla discriminazione. Potete quindi evitare di indicare età e stato civile (i dettagli nel prossimo paragrafo).

Per ulteriori consigli su come preparare un CV alla francese potete leggere il post cercare lavoro a parigi o acquistare il corso online creato da me COME SCRIVERE UN CV ALLA FRANCESE.

Il colloquio

Una volta che siete riusciti ad attrarre l’attenzione con il vostro CV, si passa al colloquio.
Vi ricordo che il colloquio è il momento in cui dovete vendere al meglio le vostre competenze e l’interesse che avete per il posto, ma questo non vuol dire che il recrutatore ha il diritto di chiedervi n’importe quoi!

La legge francese contro la discriminazione protegge il futuro impiegato in 4 settori:

– La sessualità e la situazione matrimoniale (“sei sposato/a?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere, a meno che non lo avete indicato nel CV)
– le attività sindacali (“appartieni a un sindacato?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere)
– le opinioni politiche (“quali sono le tue opinioni politiche?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere)
– la religione (“la tua religione potrebbe ostacolare la tua giornata lavorativa?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere)

Il dettaglio del testo lo trovate nella L1132-1 del Codice del lavoro e dice:

“Aucune personne ne peut être écartée d’une procédure de recrutement ou de l’accès à un stage ou à une période de formation en entreprise, aucun salarié ne peut être sanctionné, licencié ou faire l’objet d’une mesure discriminatoire, directe ou indirecte […] en raison de son origine, de son sexe, de ses moeurs, de son orientation sexuelle, de son âge, de sa situation de famille ou de sa grossesse, de ses caractéristiques génétiques, de son appartenance ou de sa non-appartenance, vraie ou supposée, à une ethnie, une nation ou une race, de ses opinions politiques, de ses activités syndicales ou mutualistes, de ses convictions religieuses, de son apparence physique, de son nom de famille ou en raison de son état de santé ou de son handicap.”

O anche nella L 121-6 del Codice del lavoro:

“Les informations demandées, sous quelque forme que ce soit, au candidat à un emploi ou à un salarié ne peuvent avoir comme finalité que d’apprécier sa capacité à occuper l’emploi proposé ou ses aptitudes professionnelles. Ces informations doivent présenter un lien direct et nécessaire avec l’emploi proposé ou avec l’évaluation des aptitudes professionnelles. Le candidat à un emploi ou le salarié est tenu d’y répondre de bonne foi.”

Se qualcuno vi fa domande indiscrete o che possono essere discriminatorie, per evitare qualsiasi tipo di conflitto diretto, avete due possibilità:

Rispondere con un “Mi chiede questo in quanto è importante per il posto che mi stà proponendo?”
Mentire: il candidato infatti ha il diritto di mentire quando la domanda non è in stretta relazione con il posto proposto.

A lavoro

Una volta entrati nella nuova azienda ricordatevi sempre che in quanto lavoratori avete dei diritti e che non siete obbligati a subire certi comportamenti se per sfortuna doveste esserne vittime.

Ecco qualche esempio:
Mobbing sessuale
Mobbing psicologico
Discriminazione
Burn out
– Ecc…

La fine del contratto

Il contratto di lavoro può prendere fine in vari modi, ecco i principali.

CDD (contratto a tempo determinato)
Dimissioni
Rupture conventionnelle du contrat
Prise d’acte della rottura del contratto

Alla fine di ogni contratto l’impiegato deve ricevere:

certificat de travail (un foglio in cui c’è scritto che l’impiegato ha lavorato da tale a tale data), comprese le ore di CPF accumulate
l’attestazione per il Pôle emploi per il calcolo della disoccupazione
– la liquidazione (solde de tout compte)

CDD

Un CDD può finire o per una rottura anticipata, oppure perché è arrivato al termine prestabilito e non si trasforma in CDI. La fine di un CDD può essere soggetta al versamento di indennità che variano a seconda delle condizioni che hanno messo fine al contratto.

Rottura anticipata (casi autorizzati)

Accordo tra l’impiegato e il datore di lavoro
Domanda dell’impiegato che giustifica un’assunzione in CDI in un’altra azienda o nella stessa azienda
Colpa grave dell’impiegato o del datore di lavoro
Forza maggiore
Inattitudine constatata dal medico del lavoro

Preavviso
L’impiegato deve rispettare un preavviso se rompe il CDD per un CDI.
La durata è di un giorno lavorato (dal lunedì al venerdì) per ogni settimana lavorata e in ogni caso il preavviso non può essere maggiore di 2 settimane.

Indennità in caso di rottura autorizzata
Se la fine del contratto dipende da un caso di forza maggiore, l’impiegato ha diritto a un’indennità che corrisponde allo stipendio che avrebbe percepito fino alla fine del suo contratto, ma se mette fine al contratto in modo non autorizzato, l’impiegato può essere condannato a versare al datore di lavoro una somma che corrisponde al danno subito dalla perdita dell’impiegato.
Idem se è il datore di lavoro che mette fine al CDD al di fuori dei casi autorizzati.

Durata del CDD
Se l’impiegato conserva il suo posto dopo la data di fine del contratto e che nessuna comunicazione viene fatta dal datore di lavoro, il contratto si trasforma automaticamente in CDI.

Indennità di fine contratto
L’impiegato ha diritto a una prime di precarietà se il CDD finisce e non si trasforma in CDI, tranne se:

– L’impiegato rifiuta un CDI che gli viene proposto con una remunerazione equivalente o maggiore
– Rottura anticipata del CDD all’iniziativa dell’impiegato
– Rottura anticipata per colpa grave dell’impiegato o per forza maggiore
– Rottura del CDD durante il periodo di prova
– Impiego stagionale o per il quale non è previsto un CDI
– Contratto durante le vacanze scolastiche o universitarie

LA FINE DI UN CDD PERMETTE DI RICEVERE LA DISOCCUPAZIONE.

Dimissioni

Ogni impiegato in CDI ha diritto alle dimissioni senza doverle giustificare, ma non devono essere prese per nuocere al datore di lavoro. Per essere valide, devono rispettare alcune regole. Gli impiegati in CDD non possono dare le dimissioni.

Condizioni
L’impiegato deve avvertire il datore di lavoro della sua volontà di lasciare il lavoro sia oralmente che per scritto. È vivamente consigliato di scrivere una lettera e inviarla in raccomandata con ricevuta di ritorno per evitare ogni contestazione.

Preavviso
La durata del preavviso è fissata dalla convention collective o accord collectif dell’azienda. A volte può trovarsi anche nel contratto di lavoro, a condizione che la durata sia più corta di quella prevista dalla legge o dalla convention.

Si può non effettuare il preavviso per :
– Gravidanza
– Crescere un bambino
– Creare la propria azienda
– Accordo con il datore di lavoro

Assenza per la ricerca di un lavoro
La convention collective può prevedere delle assenze per la ricerca di lavoro durante il preavviso.

LE DIMISSIONI NON DANNO DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE

Rupture conventionnelle du contrat

Il datore di lavoro e l’impiegato possono decidere di mettere fine al contratto di comune accordo. Le due parti stabiliscono le condizioni della rottura convenzionale attraverso diversi colloqui obbligatori.

Durante ogni colloquio l’impiegato può farsi assistere da una persona di sua scelta che può essere un collega, un rappresentante del personale, un avvocato, ecc… ma deve avvertire il datore di lavoro della sua scelta. Il datore di lavoro ha lo stesso diritto.

Le due parti devono stabilire e firmare una convenzione di rottura, che deve definire tutte le condizioni e soprattutto :
– la data di fine del contratto (fissata non prima del giorno dell’omologazione)
– il montante delle indennità

Le due parti hanno 15 giorni per contestare la convenzione.
In assenza di contestazione una delle due parti invia una domanda d’omologazione alla DIRECCTE.

La DIRECCTE ha 15 giorni per verificare che tutto sia a norma. L’assenza di risposta vale come tacita accettazione della convenzione. In caso di rifiuto la DIRECCTE deve giustificare il suo rifiuto.

LA RUPTURE CONVENTIONNELLE PERMETTE DI RICEVERE LA DISOCCUPAZIONE

Prise d’acte de la rupture du contrat de travail (au tort de l’employeur)

L’impiegato che non è soddisfatto dell’esecuzione del contratto e che non vuole dare le dimissioni, può prendere atto della rottura del contratto di lavoro a causa del datore di lavoro. La fine del contratto è provocata da una colpa del datore di lavoro che non ha rispettato una o più clausole del contratto o del codice del lavoro.

L’impiegato invierà quindi una raccomandata al datore di lavoro spiegando il perché è stato forzato a lasciare l’azienda a causa sua.

La prise d’acte rompe immediatamente il contratto e libera l’impiegato da qualsiasi obbligo (preavviso incluso).

Niente impedisce al datore di lavoro di contestare le colpe che gli sono indirizzate dall’impiegato.

Per l’impiegato, la prise d’acte è rischiosa in quanto la colpa del datore di lavoro deve essere provata e convalidata da un giudice, che deciderà se trasformare la prise d’acte in dimissioni (se le prove non sono abbastanza forti e convincenti) o in un licenziamento senza causa reale, che permetterà quindi il versamento delle indennità all’impiegato.

Per ottenere le indennità di fine contratto l’impiegato dovrà quindi ricorrere obbligatoriamente al Prud’hommes e la procedura può durare anche svariati anni.

LA PRISE D’ACTE senza una decisione ufficiale che prova la colpa del datore di lavoro NON DA ACCESSO ALLA DISOCCUPAZIONE.

 

75 Commenti

  1. Cristina ha detto:

    Buongiorno Elena, lavoro da più di sei mesi in ruolo manageriale con contratto CDI per una azienda francese che si trova in redressement judiciaire. A causa della difficile situazione economica aziendale, ho sempre lavorato in continuo sovraccarico di mansioni, senza pause, con una media di 45/50 ore di lavoro reale a settimana, contro le 35 previste dal contratto. A causa dello stress, ho iniziato ha manifestare sintomi depressivi associati a un esaurimento nervoso e attualmente sono in arret maladie (con durata di un mese), certificato a seguito di un burn out. Non ho la minima intenzione di riprendere e sto pensando di inviare una richiesta di rupture conventionnelle, senza effettuare il preavviso (per contratto 48 ore). Non posso permettermi un avvocato privato, quindi ho bisogno di sapere se ci sono uffici di consulenza preposti, analoghi ai sindacati italiani, dove posso dare incarico di rappresentanza e chiedere inoltre un controllo sulle buste paghe.

  2. Valentina ha detto:

    Ciao e complimenti per il sito avrei bisogno di un consiglio
    Ho un problema sul lavoro in pratica lavoro da 1 anno e qualche mese in un ristorante come aiuto cuoca il mio problema è che il mio datore di lavoro non mi paga più lo stipendio da luglio quindi io mi sono messa in malattia il bello è che non mi paga nemmeno quella non ho mai ricevuto la mutuelle nonostante l’abbia richiesta più volte non mi ha più dato le buste paghe sul contratto ci sono molte cose che non vanno bene tipo smic troppo basso del normale ho proposto di fare la rottura all amiable mi ha risposto si si si ma non si è mai presentato all’appuntamento ho sentito un avvocato ma in pratica mi dice che alla fine ci vogliono degli anni tramite proud’homme, ma io sono costretta a licenziati da me e perdere veramente tutto compreso chômage?

    • IP ha detto:

      Ciao Valentina… cambia avvocato e fatti assistere da uno competente che abbia voglia di aiutarti!
      Se vai al Prud’homme si certo ci vogliono anni, ma devi trovarne uno che ti assista prima di tutto a lasciare il lavoro nelle migliori condizioni per te senza perdere lo chômage. Oppure dai le dimissioni e perdi lo chômage, ma ci guadagni in salute!

  3. Alessio Meloni ha detto:

    Salve, mi trovo in una situazione scomoda, lavoro in Cdi per una grossa azienda, e per diverse controversie avute con i miei superiori vorrei andare via! Incorro in sanzioni se non rispetto il periodo di preavviso? Mi sono stati fatti dei torti e voglio andarmene al più presto! Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi informazione possiate darmi!

    • IP ha detto:

      Ciao Alessio, se non vuoi rispettare il preavviso devi metterti d’accordo con il tuo datore di lavoro, non puoi non farlo senza il suo accordo. A presto

  4. Fabio Giovannini ha detto:

    Ciao ,
    Sono un maestro di scherma, mi è stato proposto un contratto a tempo indeterminato con due mesi di prova. Si fa riferimento alla convenzione collettiva nazionale dello sport…mi sembra tutto ok, si parladi stipendio lordo e netto, assistenza sociale ecc
    Due cose: se dopo il periodo di prova decidessi di andarmene è sufficiente dare un preavviso di due mesi o devo pagare indennità?
    Lo stipendio lordo e’ di 2350 euro, sono compresi i contributi pensionistici?
    Grazie per l’attenzione
    Fabio Giovannini

    • IP ha detto:

      Ciao Fabio,
      il periodo di preavviso è indicato sul tuo contratto e/o sulla convenzione collettiva. Nel lordo sono compresi i contributi pensionistici e altro (ma non conosco i dettagli).

  5. emanuela ha detto:

    Salve , é da sette mesi che lavoro per un ristorante, ma non mi sono trovata molto bene , purtroppo il datore di lavoro é davvero perfido !!
    Premetto che io faccio il lavoro di restoratore con il cuore , senza mai lamentarmi , ma con lui é davvero difficile , infatti grazie a lui ho iniziato ad avere problemi allo stomaco per lo stress che mi ha trasmesso , tutte le volte che pulisco il bar va di proposito a sporcare la mattina per potermi rimproverare , quando passo in cucina si lamente che lascio la lavastoviglie con i piatti del dessert , mentre invece al mio collega con tutto che non svuota nemmeno la spazzatura a fine servizio non dice nulla , potrei elencavi una sfilza di dispetti che mi fa !
    Soltanto che da qualche tempo avevo detto che sarei andata via , perché non sto bene come avevo già detto il lavoro al suo fianco mi trasmette molto stress e lo stomaco non mi regge !
    Me ne sono andata senza dare dimissioni , perché non voglio dargli vinta , io vorrei sapere come mi devo comportare in questo caso e se lui ha il potere di potermi far pagare quelque mora o non so cos’altro !
    Momentaneamente lavoro da in altra parte , e loro sono veramente gentilissimi tutto lo stress mi é scomparso !!
    *vorrei solo conoscere bene le cose , perché non é la prima volta che lui si comporta così con qualcuno , io sono stata davvero male a causa sua , e voglio far valere i miei diritti da E fargli capire che i suoi dipendendi non sono dei cani , ma degli essere umani .

    • IP ha detto:

      Ciao Emanuela, io non sono cmpetente per rispondere a questo tipo di domande, devi rivolgerti a un avvocato esperto di diritti dei lavoratori, a un Délégué du personnel se ne conosci, alla Médecine du travail forse visto che lo stress ha causato malattia… non mi viene in mente altro. A presto

  6. Matteo ha detto:

    Ciao Elena ti scrivo x conto di un mio caro lui a lavorato x 21 mesi nello stesso posto ,ora sta x licenziarsi come funziona la liquidazione qui in Francia grazie in anticipo

  7. lose ha detto:

    Ciao Lavoro a Montecarlo da un paio di anni , volevo sapere come funziona per noi donnine in caso di gravidaza ( anche caso in cui fosse una gravidanza a rischio) allattemento e congedi vari
    Grazie mille

  8. Daniela ha detto:

    Ciao, sono in Francia da 15 giorni..sono stata contattata per un lavoro come nounou ma come funziona per il contratto? È il datore che lo procura. .ho visto che alcune nounou sono già fornite di contratto. Esiste un sito nel quale poter trovare informazioni in merito?

  9. fidai ha detto:

    Buongiorno io sono in francia da 2 anni volevo sapere se c’è un oficio caf in torno st louis in francia. Grazie toni

  10. Emanuele De Micco ha detto:

    Salve elena,complimenti per il sito molto utile.
    Ti volevo domandare se con il cdi,ze io mi licenziassi perderei la disoccupazione e il tfr (ma mi sembra che nn esiste qui )e scusa ma e il primo anno …grazie mille

    • IP ha detto:

      Ciao Emanuele, la risposta è nel post che in teoria hai appena letto. 😉
      Il TFR non ho idea di cosa sia mi dispiace.

  11. Martina ha detto:

    Ciao!! Avrei bisogno di un consiglio.. Sono in CDD da settembre fino ad aprile a Parigi.. Ora pero mi é stata offerta una posizione a tempo determinato in Italia. Cosa posso fare secondo te? Perché per rompere il contratto avrei bisogno di un indeterminato.. quali sono le conseguenze se me ne vado comunque? Me lo possono impedire? Grazie mille in anticipo per la risposta..

  12. Andrea ha detto:

    Ciao elena e complimenti per il sito. La mia domanda e’ : ho contratto cdi da un anno come pizzaiolo… a novembre probabilmente il titolare vuole ristrutturare il ristorante.. x una durata di tre mesi.. ho diritto ad essere pagato ugualmente in questo periodo?

    • IP ha detto:

      Ciao Andrea, purtroppo non sono competente per entrare nei dettagli delle situazioni personali, dovresti cercare dei Forum di diritto del lavoro o di avvocati, se ne trovo qualcuno lo inseriro’ nel post. a presto

  13. Marco di mauro ha detto:

    Buongiorno volevo sapere si forse hai un avvocato in francia per un caso di razismo il quale a portato all abandono dell lavoro grazie

  14. Benedetta ha detto:

    Ciao! e complimenti per quest sito. Avrei una domanda un po’ al contrario da farti. Vivo e lavoro a Marsiglia da 5 anni, con contratto CDI. Sto ora pensando seriamente di lasciare il lavoro (con la rupture conventionelle) e tornare in Italia e allora mi chiedo (più che altro lo chiedo a te!:)) se posso mantenere il mio diritto allo chomage anche in Italia e per quanto tempo. Chi pagherebbe? Lo stato Francese o Italiano? hai consigli o dritte da darmi al riguardo? Grazie mille! Benedetta

    • IP ha detto:

      Ciao Benedetta, io so che se percepisci la disoccupazione in un Paese europeo puoi trasferirla in un altro paese europeo per un periodo di 3 mesi rinnovabili una volta, ma per come fare devi sentire il Pôle emploi, che sarebbe poi l’organismo che ti paga l’eventuale disoccupazione. Facci sapere come va a finire ok? Puo’ essere interessanti per altri lettori. 🙂

  15. Nicolò ha detto:

    ciao Luca… non ti faccio i complimenti perché ne hai già da vendere….
    Ti descrivo brevemente la mia situation…
    – residenza Italiana (sanremo)
    – assunto in Francia (Nizza) in qualità di Chef de chantier da una Sarl francese, con contratto a tempo indeterminato per la durata dei cantieri. Un cantiere, a Nizza, inserito nel contratto, è già terminato; l’altro è relativo alla ristrutturazione di una mega villa a Beulieu. L’ordinanza del sindaco vieta che nei mesi di luglio ed agosto vengano svolti lavori rumorosi, pertanto, vista la nostra attività (abbastanza rumorosa) il lavoro è stato sospeso, ed il mio contratto…. FINITO, con la possibilità di riprendere a settembre con un percentuale dl 98/99%, a detta del mio titolare.
    Mi hanno detto che non ho diritto al TFR.
    Mi hanno detto che il chomage (ho maturato oltre 800 ore di lavoro) mi verrà pagato dall’inps (ma non so da quando e quanto), pertanto domani dovrò andare ad iscrivermi alle liste di disoccupazione italiana.
    Mi hanno detto che il conges payes verrà corrisposto dalla data di assunzione (18/01/2016) fino al 31 marzo ( ma anche qua non so quanto andrò a prendere)
    Mi riesci a dare qualche informazioni in proposito…. un grazie esagerato. Nicolò

    • IP ha detto:

      Ciao Nicolò… non so chi sia questo Luca che complimenti ma ti lascio fare, good vibes! Ahahahah!
      La risposta, per la disoccupazione, è semplice:
      contratto italiano = regole italiane, organismi italiani
      contratto francese = regole francesi, organismi francesi (pôle emploi)
      la residenza non ha nulla a che vedere, visto che in Francia domicilio e residenza sono praticamente la stessa cosa (http://www.italianipocket.com/category/leginews/).

      Voilà, per dettagli più tecnici e personali devi sentire gli organismi competenti. 🙂

      A presto
      ELENA (!!)

    • Cristian ha detto:

      Se mi puoi contattare

  16. Davide marce ha detto:

    Ciao! Mi unisco ai complimenti che vengono fatti negli altri commenti per il sito e la sua grande utilita.
    Ho per te una domanda piuttosto spinosa!
    Io ho la partita iva in italia aperta come architetto. Vista la magra di lavori ho pero accettato un contratto stagionale di 5 mesi come marinaio qua in francia.
    Una delle ragioni che mi ha convinto a farlo è il diritto allo chomage alla fine del contratto.
    Come avrai gia capito io pero non vorrei chiudere la partita iva in italia. Anche se al momento non sto fatturando per ovvie ragioni sono in un regime fiscale dei minimi aggevolato che chiudendo la partita e poi eventualmente riaprendola potrei scordarmi.
    Da qui la mia domanda: se ho la partita iva aperta in italia ho diritto allo chomage? Esiste un controllo incrociato?
    Grazie in anticipo per la risposta e ancora complumenti per l impegno a seguire il sito

  17. Luca ha detto:

    Ciao, volevo un informazione io ora voglio cambiare lavoro, ho un CDI per un ristorante italiano, quanti giorni di preavviso devo dare? E devo ricevere una liquidazione?

  18. alessandro ha detto:

    Ciao sono Alessandro lavoro a san Julienne e genovois lavoro da due mesi per una pizzeria italiana ma ho ancora residenza in Italia e il mio datore di lavoro dice che il contratto non è ancora pronto non ho domicilio ne assistenza sanitaria…sapreste dirmi se sia possibile tutto questo ritardo…da premettere che ancora non ho preso soldi perché dice che il contabile fa ritardo…potete aiutarmi.grazie

    • IP ha detto:

      Ciao Alessandro,

      Per lavorare in Francia, in quanto europei NON C’È BISOGNO DI AVERE UN NUMERO DI SECURITE SOCIALE. Se vi rifiutano un lavoro perché non avete la copertura sanitaria francese È ILLEGALE!

      http://www.italianipocket.com/carte-vitale/

      Idem per il domicilio, basta che hai un indirizzo francese, niente di più…

  19. Samantha ha detto:

    Salve….
    non mi è arrivato il pagamento delle ferie di agosto….vorrei sapere come posso fare per sapere se il mio datore di lavoro ha realmente versato i contributi
    grazie

    • IP ha detto:

      Ciao Samantha,
      non ho idea di come aiutarti personalmente.
      Di riflesso ti direi che devi chiarire con il tuo datore di lavoro / DRH / Délégué du personnel, ma in ogni modo con qualcuno della tua azienda…

    • Sara ha detto:

      Ciao!intanto mi complimento per il sito veramente utilissimo! ! Vorrei un aiutino, à breve mi devo trasferire in francia con i miei due bambini di 2 e 8 anni, attualmente percepisco la disoccupazione e vorrei sapere quali documenti devo richiedere in italia da portare al pole emploi, caf ecc. Per poter continuare à percepire la disoccupazione in francia e regolizzare i bimbi se occorre…..vorrei evitare di fare avanti e indietro per la documentazione, e avere gia con me tutto il necessario…ringrazio in anticipo.

      • IP ha detto:

        Ciao Sara grazie per i complimenti! 🙂

        Tutto quello che so lo trovi qui: http://www.italianipocket.com/cercare-lavoro-a-parigi/

        Se nel mentre ricevete la disoccupazione in Italia potete continuare a riceverla in Francia per un periodo massimo di 3 mesi, prolungabili a 6 dopo l’accordo dei due Stati (Italia e Francia). Il versamento della disoccupazione non è obbligatorio, verificate prima di partire che l’esportazione in Francia sia possibile. Per esportare la disoccupazione in Francia avrete bisogno del modulo U2 da recuperare in Italia e da presentare al Pôle Emploi al momento dell’iscrizione.

  20. Mimmo ha detto:

    Buonasera, sono arrivato in francia da un mese ma prima di venire ho dato la dimissione in italia potato con me modello u1 .chiedo quanti giorni devo lavorare per avere diritto alla disoccupazione

  21. abdul ha detto:

    salve grazie ip per il sito chi da aiuto posso fare una domanda quando hai il diritto alla disocuupazione quanto mese devo la vorare?

    grazie

  22. Domo ha detto:

    Scusatemi, qualcuno mi sa indicare i casi di forza maggiore ??? Avevo bisogno di lavorare e ho accettato un CUI (contrat unique d’ insertion) anche se non ho macchina e vado a piedi/bici al lavoro ogni volta,inoltre lavoro di notte e uscire a mezzanotte ora che si avvicina il terribile inverno e farmi 3 km a piedi/velo mi viene difficile. Vorrei cercare qualcos’ altro ma ho paura di non potere dare le dimissioni.

    Grazie sempre al mio primo sito di riferimento…

    • IP ha detto:

      Ciao Domo,
      le dimissioni puoi darle sempre, poi però non hai diritto chiaramente alla disoccupazione.

      Per la definizione: http://fr.wikipedia.org/wiki/Force_majeure

      • Domo ha detto:

        Perdonami ma io non ho diritto a prescindere per mancanza dei periodi necessari. Prima di lavorare percepivo l’ RSA . Vorrei se dò le dimissioni quantomeno continuare a prenderla altrimenti sono incastrato e congelato 🙂 …

        Grazie sempre, utilissima come sempre

  23. michela ha detto:

    salve!avrei un’altra domanda da porti:il datore di lavoro mi ha pagato con un assegno(societe generale),ma non ho ancora un conto in banca e ho con me solo la paypal.c’è un modo per incassarlo attraverso paypal?grazie come sempre.

  24. michela ha detto:

    ciao!prima di tutto ti ringrazio per l’aiuto che mi stai dando attraverso questo sito.Dunque sono stata assunta con CDD ossia primi tre mesi di prova e poi cambiamento in CDI,purtroppo dopo 48 ore di lavoro,quindi una settimana più o meno mi hanno licenziato con lettera annessa che spiegava che non c’era molto lavoro etc.vorrei dunque sapere quanto percepirò,se mi pagheranno come se avessi fatto il mese o meno,se c’è liquidazione etc grazie mille,michela.

  25. Stefano ha detto:

    Ciao,
    volevo appunto mettere in atto une Rupture conventionnelle du contrat.
    avrei alcune domande :
    1. Può il datore di lavoro non accettarle ? e quindi cosa fare per mollare il lavoro e aver diritto agli assedic ?
    2. alle eventuali indennità (che sono, mi sembra, il quinto della paga moltiplicato per gli anni di lavoro effettuati) vanno aggiunti i congés payés non utilizzati ?
    3. Può il datore di lavoro accettare questo tipo di rottura di contratto ma non voler pagare le indennità ?

    Grazie mille
    Stefano

  26. Claudio ha detto:

    Ciao IP, approfitto del tuo ottimo blog e della tua vasta esperienza in terra francese che metti a disposizione, per rivolgerti il seguente quesito.
    Esiste la concreta possibilità che la mia compagna (46 anni) debba trasferirsi a Parigi per motivi di lavoro (privato). Io ho 51 anni e sono un funzionario statale con 27 anni di anzianità. Prima di mettermi a cercare informazioni tra i meandri burocratici del mio ministero (Interno) vorrei chiederti qualche indicazione, nel caso decidessi di trasferirmi a Parigi, riguardo la possibilità (ove ce ne fossero) di collocarmi in un ambito lavorativo presso l’amministrazione pubblica francese. Oppure qualche suggerimento circa un impiego che alla mia non più “verde” età potrei intraprendere. Non ti nascondo che l’idea di lasciare Roma per Parigi non mi dispiace affatto, il problema maggiore sarebbe quello di trovare un lavoro e non perdere i versamenti contributivi italiani. Scusami del quesito tecnico e ti ringrazio per qualunque elemento utile potrai fornire.

  27. elga ha detto:

    Solo due cose:
    1. c’è anche il diritto alla disocuupazione se si è costretti a licenziarsi causa mutation del partner (in Italia mi pare non esista proprio….)
    2. mi interesserebbe sapere se ci sono “domande vietate” ufficialmente anche in un colloquio italiano… 😉
    Grazie

  28. Alessia ha detto:

    Mi scuso per la mancata serietà del mio commento… ma mi hai davvero strappato una risata con l’incipit del tuo post 😀 Freud ci marcerebbe sopra 🙂
    P.S.: complimenti per il post e per il sito in generale, è parecchio utile ^_^

  29. Claudia ha detto:

    Ciao IP,
    grazie per l’interessante articolo… manca pero’ la figura dei “fonctionnaires”, hai qualche dritta a riguardo?
    Grazie, ciao!

    • IP ha detto:

      Ah i fonctionnaires! Questo mondo a parte fatto di ferie e privilegi! ;-p
      A parte gli scherzi, le informazioni riguardano i comuni mortali, non ho idea se i fonctionnaires seguono le stesse regole ma credo di si perché si tratta del codice del lavoro, diciamo che saranno MOLTO avvantaggiati ogni volta che parlo di “convention collective”… credo… sono solo ipotesi che faccio. 🙂

      • Claudia ha detto:

        😀 non puoi immaginarti come mi sento marziana: fonctionnaire, italiana che non parla benissimo francese… mmh! 😉
        Grazie per le info, immagino sia simile al CDI.. io continuo a legger scartoffie e “manuali” e ci capisco il giusto 😉

      • Mario ha detto:

        voglio approfondire: qualche mese fa volevo dimettermi da un cdd della fonction publique, ma apparentemente non ne avevo il diritto, quindi ho dovuto rinunciare ad una ottima opportunità di lavoro

        • IP ha detto:

          Ciao Mario,

          Rottura anticipata di CDD (casi autorizzati)
          Domanda dell’impiegato che giustifica un’assunzione in CDI in un’altra azienda o nella stessa azienda

          • Mario ha detto:

            Si si, ma nel mio caso lasciavo un cdd per un altro cdd (anche se mooooolto migliore); la regola generale del codice del lavoro dice che non hai diritto alle dimissioni ma solo alla “rottura del contratto” che se non è consensuale permette al tuo employer di chiederti danni e interessi. Ma non sono riuscito a capire bene se nella fonction publique le cose funzionano diversamente: secondo la DRH di una certa università A nel mio caso si ha diritto alle dimissioni, secondo la DRH dell’università B prevale la regola generale del codice del lavoro, quindi no.
            Sob :(((
            Vabbè, ormai è andata

  30. Mario ha detto:

    Ciao IP, bell’articolo come sempre che potrà essere molto utile a chi viene a lavorare per la prima volta in Francia, ma che è anche un reminder per quelli che già ci lavorano.
    Una cosa che non ho capito: ma per avere diritto all’allocation de chomage (disoccupazione) bisogna aver versato contributi per un periodo minimo? Credo sei mesi negli ultimi 18.

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