Scusi, grazie, prego, tornerò…

4 luglio 2011 11 Commenti StampaStampaStampaPDF by IP

dialogoBuongiorno, mi scusi, mi perdoni se la disturbo, saprebbe dirmi qual è la metro più vicina per favore? Grazie...”

Buongiorno, scusi, pardon, mi dispiace molto ma non abito in questo quartiere, non lo so proprio, scusi sa.

Grazie comunque e mi scusi se l’ho disturbata, arrivederci, grazie ancora.”

linea

Avete appena assistito a quella che potrebbe essere una tipica conversazione di due persone per strada a Parigi… o in generale di due francofoni.
Se facciamo un rapido calcolo, possiamo notare che all’interno di ogni frase c’è una quantità spropositata di formule cerimoniose, ma quando si impara a parlare francese questo diventa normale.

Una delle cose che un italiano deve assolutamente imparare a Parigi è saper sfruttare gli scusi e i pardon se vuole sopravvivere e non essere vittima del tipico sguardo assassino che tradotto vuol dire:

“Anvedi sto’ cafone che manco dice buongiorno, adesso non me lo filo proprio”

… che tradotto in italiano vero vuol dire:

“Ma guarda un po’ questo screanzato che neanche si degna di dire buongiorno, decido di rimanere volontariamente indifferente a ogni sua futura richiesta”.

Potrebbe anche capitarvi che, entrando in un negozio e domandando subito l’informazione cercata, il commesso vi risponda con un Bonjour quand même! cosicché da farvi sentire in colpa per i seguenti 10 anni!

Ma imparare ad abusare delle formule di educazione può anche volgersi a vostro favore, tipicamente nella giungla urbana dei sensi di marcia della metropolitana.

Molto spesso infatti il pardon diventa un’arma letale in caso di scontro frontale causato da un senso vietato: quando vi immettete in un corridoio pieno di gente e non riuscite a passare perché tutta Parigi ha deciso di venirvi contro, sfoderate tutta la cattiveria che non avete mai saputo di avere in corpo, sporgete i gomiti all’infuori, stampatevi un sorriso in faccia e mentre travolgete altri esseri umani per poter passare pronunciate a raffica “Pardon,excusez-moi, désolé”… sarete cosi’ perfettamente integrati tra gli autoctoni.

Insomma, tutto questo per dire che, come al solito, e a parte gli umorismi, quando si va in un paese straniero bisogna attenersi ad alcune regole di base della convivenza e che un grazie, un buongiorno e uno scusi in più, alla fine non fanno male a nessuno… tranne alla persona che si sarà beccata la vostra gomitata-pardon in metropolitana! :-)

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10 Commenti

  1. Sara
    128 giorni ago

    Ahahah! Verissime tutte queste cerimonie!!! Son sempre lì a dare di gomito al mio cmpagno suggerendogli “pardon, excusez-moi, pardon, pardon…”

    Reply

  2. andres
    286 giorni ago

    … conosco la francia e mi trasferisco finalmente dopo tanti pensieri a parigi …. tra una strizza e una ritrovata goliardia mi preparo a cominciare da zero…o quasi. ho un lavoretto vicino parigi ma l intenzione è quella di vivere in città e trovarmi un lavoro e una casetta da qualceh parte…chissà come finirà…. baci a tutti dalla solita e incasinata roma….

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  3. Giuseppe
    572 giorni ago

    Buonasera a tutti, nel rinnovarvi i miei complimenti per questo fantastico sito già espressi in un mio commento sulla notte bianca del 2 ottobre, vorrei porre questo quesito:
    al di là dei riconoscimenti degli studi effettuati in Italia, in concreto, secondo voi un quasi 50enne diplomato in ragioneria e laureato in Giurisprudenza, appartenente alle Forze dell’Ordine, che possibilità avrebbe di trovare un lavoro a Parigi, da potergli consentire quello che vorrebbe fare da una vita:trasferirsi lì
    Credetemi la mia è una domanda seria e Siti come questo che fanno finalmente luce su tante cose importantissime, aiutano a far diventare i sogni e le speranze molto molto piu’ tangibili. Grazie per la cortesia che vorrete accordarmi nel rispondermi. Voster semper voster Giuseppe

    Reply

  4. Marzia
    661 giorni ago

    Dalla ville lumière alla ville manière! ;)
    Sempre meglio un sorriso in piu’ che un pardon con costola prestata da ADAMO rotta ….

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  5. Annies
    684 giorni ago

    Ciao, ho da poco scoperto il tuo blog, è davvero ben fatto e soprattutto CHIARO, diversamente dai miliardi di siti su cui continuo ad arrovellarmi (per gli aspetti burocratici).
    Avendo in programma per la rentrée di trasferirmi a Parigi, avrei una domanda da porti: in caso volessi proseguire i miei studi in Francia, è assolutamente obbligatorio il riconoscimento d’equivalenza degli studi di cui si parla qui (http://www.ciep.fr/enic-naricfr/mode_emploi.php)?
    Mi trovo in una situazione particolare perché ho compiuto i miei studi superiori in tre anni all’Istituto Europeo di Design (quindi NON università Statale) e non riesco a capire se questo riconoscimento d’equivalenza sia a discrezione dei rettori delle università francesi (ovviamente presentando tutti i papiri richiesti, tradotti e giurati), oppure io debba prepararlo in ogni caso (procedura lunghetta, sui tre-quattro mesi).

    Ultima cosa: non essendo la mia una professione regolamentata (sono grafica-illustratrice), il problema di sopra si pone anche per un’eventuale ricerca di lavoro? Così a senso pensavo proprio di no, ma ho sempre paura di sbagliarmi, di non saperne abbastanza… e che il mio CV risulti privo di valore ad un potenziale datore di lavoro!

    Grazie in anticipo e complimenti ancora!
    annalisa

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    • IP
      683 giorni ago

      Ciao Annalisa,
      innanzitutto grazie per i complimenti! :-)
      Per l’equivalenza del diploma sinceramente credo che dipenda molto dall’Università in cui ti iscriverai, io per esempio ho semplicemente dovuto tradurre il mio diploma e laurea breve e gli è bastato, ma ogni Università ha le sue regole, dovresti informarti direttamente alle segreterie.
      per quanto riguarda il lavoro il mio motto è “volere è potere” e quello che ho scoperto qui è che se ti sai vendere e dimostrare cosa sai fare non gliene importa a nessuno di che diploma hai, a patto che tu ne abbia uno! :-)
      Ti consiglio di dare un’occhiata al post “CERCARE LAVORO A PARIGI”, troverai un sacco di consigli utili!
      In bocca al lupo!

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      • Annies
        682 giorni ago

        Grazie per le indicazioni, a volte i siti delle università sono tutt’altro che chiari…
        Già guardata attentamente la sezione ricerca di lavoro… sto preparando il cv in lingua secondo il “modello” francese….
        A presto!

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  6. Ale
    942 giorni ago

    Gad El Maleh…in particolare dal 2.25… génial! :-D
    http://www.youtube.com/watch?v=GqImLnRc2Ns&feature=player_embedded

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    • Italiani Pocket
      942 giorni ago

      E’ il mio comico francese preferito!! la prima volta che ho visto questo sketch ero piegata in due dalle risate! :-)

      Reply

  7. Mammamanga
    1031 giorni ago

    vero, vero, lo avevo notato :)

    baci :)

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Un Trackback

  1. [...] potrebbe dire il contrario!) e la loro educazione anche se a volta ipocrita, ma preferisco un ipocrita buongiorno di una commessa, piuttosto che l’indifferenza [...]

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