Abbonati ai post

Scusi, grazie, prego, tornero’…

dialogo

guillemets_ouvre Buongiorno, mi scusi, mi perdoni se la disturbo, saprebbe dirmi qual è la metro più vicina per favore? Grazie... guillemets_ferme

guillemets_ouvre Buongiorno, scusi, pardon, mi dispiace molto ma non abito in questo quartiere, non lo so proprio, scusi sa. guillemets_ferme

guillemets_ouvre Grazie comunque e mi scusi se l’ho disturbata, arrivederci, grazie ancora. guillemets_ferme

linea

Avete appena assistito a quella che potrebbe essere una tipica conversazione di due persone per strada a Parigi… o in generale di due francofoni.
Se facciamo un rapido calcolo, possiamo notare che all’interno di ogni frase c’è una quantità spropositata di formule cerimoniose, ma quando si impara a parlare francese questo diventa normale.

Una delle cose che un italiano deve assolutamente imparare a Parigi è saper sfruttare gli scusi e i pardon se vuole sopravvivere e non essere vittima del tipico sguardo assassino che tradotto vuol dire:

“Anvedi sto’ cafone che manco dice buongiorno, adesso non me lo filo proprio”

… che tradotto in italiano vero vuol dire:

“Ma guarda un po’ questo screanzato che neanche si degna di dire buongiorno, decido di rimanere volontariamente indifferente a ogni sua futura richiesta”.

Potrebbe anche capitarvi che, entrando in un negozio e domandando subito l’informazione cercata, il commesso vi risponda con un “Bonjour quand même!” cosicché da farvi sentire in colpa per i seguenti 10 anni!

Ma imparare ad abusare delle formule di educazione può anche volgersi a vostro favore, tipicamente nella giungla urbana dei sensi di marcia della metropolitana.

Molto spesso infatti il pardon diventa un’arma letale in caso di scontro frontale causato da un senso vietato: quando vi immettete in un corridoio pieno di gente e non riuscite a passare perché tutta Parigi ha deciso di venirvi contro, sfoderate tutta la cattiveria che non avete mai saputo di avere in corpo, sporgete i gomiti all’infuori, stampatevi un sorriso in faccia e mentre travolgete altri esseri umani per poter passare pronunciate a raffica “Pardon,excusez-moi, désolé”… sarete cosi’ perfettamente integrati tra gli autoctoni.

Insomma, tutto questo per dire che, come al solito, e a parte gli umorismi, quando si va in un paese straniero bisogna attenersi ad alcune regole di base della convivenza e che un grazie, un buongiorno e uno scusi in più, alla fine non fanno male a nessuno… tranne alla persona che si sarà beccata la vostra gomitata-pardon in metropolitana! :-)

POST SIMILI

3 Commenti a “Scusi, grazie, prego, tornero’…”

Lascia un Commento

 


Fair Paris -2°

SEGUIMI ANCHE SU