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I diritti dei lavoratori in Francia

Oggi facciamo giretto molto generico nel mondo del lavoro per spiegarvi come funziona a grandi linee, insegnarvi un po’ di glossario e darvi un po’ di informazioni utili sui diritti dei lavoratori.

La fonte di tutte le informazioni è il sito www.service-public.fr che potete consultare per approfondire un argomento specifico.

Non sono un Avvocato, non posso quindi rispondere alle vostre richieste personali riguardanti il diritto sul lavoro. Il massimo che posso fare, oltre a trasmettere le informazioni che ho, è consigliarvi di informarvi nei vari link che ho inserito nel post

Sommario

Il CV
Il colloquio
A lavoro
La fine del contratto

Il CV

Il Curriculum è il primo approccio con l’eventuale datore di lavoro, ma purtroppo anche la sede dei maggiori stereotipi che possono indurre alla discriminazione. Potete quindi evitare di indicare età e stato civile (i dettagli nel prossimo paragrafo).

Per ulteriori consigli su come preparare un CV alla francese potete leggere il post cercare lavoro a parigi o acquistare il corso online creato da me COME SCRIVERE UN CV ALLA FRANCESE.

Il colloquio

Una volta che siete riusciti ad attrarre l’attenzione con il vostro CV, si passa al colloquio.
Vi ricordo che il colloquio è il momento in cui dovete vendere al meglio le vostre competenze e l’interesse che avete per il posto, ma questo non vuol dire che il recrutatore ha il diritto di chiedervi n’importe quoi!

La legge francese contro la discriminazione protegge il futuro impiegato in 4 settori:

– La sessualità e la situazione matrimoniale (“sei sposato/a?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere, a meno che non lo avete indicato nel CV)
– le attività sindacali (“appartieni a un sindacato?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere)
– le opinioni politiche (“quali sono le tue opinioni politiche?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere)
– la religione (“la tua religione potrebbe ostacolare la tua giornata lavorativa?” è una domanda alla quale avete il diritto di non rispondere)

Il dettaglio del testo lo trovate nella L1132-1 del Codice del lavoro e dice:

“Aucune personne ne peut être écartée d’une procédure de recrutement ou de l’accès à un stage ou à une période de formation en entreprise, aucun salarié ne peut être sanctionné, licencié ou faire l’objet d’une mesure discriminatoire, directe ou indirecte […] en raison de son origine, de son sexe, de ses moeurs, de son orientation sexuelle, de son âge, de sa situation de famille ou de sa grossesse, de ses caractéristiques génétiques, de son appartenance ou de sa non-appartenance, vraie ou supposée, à une ethnie, une nation ou une race, de ses opinions politiques, de ses activités syndicales ou mutualistes, de ses convictions religieuses, de son apparence physique, de son nom de famille ou en raison de son état de santé ou de son handicap.”

O anche nella L 121-6 del Codice del lavoro:

“Les informations demandées, sous quelque forme que ce soit, au candidat à un emploi ou à un salarié ne peuvent avoir comme finalité que d’apprécier sa capacité à occuper l’emploi proposé ou ses aptitudes professionnelles. Ces informations doivent présenter un lien direct et nécessaire avec l’emploi proposé ou avec l’évaluation des aptitudes professionnelles. Le candidat à un emploi ou le salarié est tenu d’y répondre de bonne foi.”

Se qualcuno vi fa domande indiscrete o che possono essere discriminatorie, per evitare qualsiasi tipo di conflitto diretto, avete due possibilità:

Rispondere con un “Mi chiede questo in quanto è importante per il posto che mi stà proponendo?”
Mentire: il candidato infatti ha il diritto di mentire quando la domanda non è in stretta relazione con il posto proposto.

A lavoro

Una volta entrati nella nuova azienda ricordatevi sempre che in quanto lavoratori avete dei diritti e che non siete obbligati a subire certi comportamenti se per sfortuna doveste esserne vittime.

Ecco qualche esempio:
Mobbing sessuale
Mobbing psicologico
Discriminazione
Burn out
– Ecc…

La fine del contratto

Il contratto di lavoro può prendere fine in vari modi, ecco i principali.

CDD (contratto a tempo determinato)
Dimissioni
Rupture conventionnelle du contrat
Prise d’acte della rottura del contratto

Alla fine di ogni contratto l’impiegato deve ricevere:

certificat de travail (un foglio in cui c’è scritto che l’impiegato ha lavorato da tale a tale data), comprese le ore di CPF accumulate
l’attestazione per il Pôle emploi per il calcolo della disoccupazione
– la liquidazione (solde de tout compte)

CDD

Un CDD può finire o per una rottura anticipata, oppure perché è arrivato al termine prestabilito e non si trasforma in CDI. La fine di un CDD può essere soggetta al versamento di indennità che variano a seconda delle condizioni che hanno messo fine al contratto.

Rottura anticipata (casi autorizzati)

Accordo tra l’impiegato e il datore di lavoro
Domanda dell’impiegato che giustifica un’assunzione in CDI in un’altra azienda o nella stessa azienda
Colpa grave dell’impiegato o del datore di lavoro
Forza maggiore
Inattitudine constatata dal medico del lavoro

Preavviso
L’impiegato deve rispettare un preavviso se rompe il CDD per un CDI.
La durata è di un giorno lavorato (dal lunedì al venerdì) per ogni settimana lavorata e in ogni caso il preavviso non può essere maggiore di 2 settimane.

Indennità in caso di rottura autorizzata
Se la fine del contratto dipende da un caso di forza maggiore, l’impiegato ha diritto a un’indennità che corrisponde allo stipendio che avrebbe percepito fino alla fine del suo contratto, ma se mette fine al contratto in modo non autorizzato, l’impiegato può essere condannato a versare al datore di lavoro una somma che corrisponde al danno subito dalla perdita dell’impiegato.
Idem se è il datore di lavoro che mette fine al CDD al di fuori dei casi autorizzati.

Durata del CDD
Se l’impiegato conserva il suo posto dopo la data di fine del contratto e che nessuna comunicazione viene fatta dal datore di lavoro, il contratto si trasforma automaticamente in CDI.

Indennità di fine contratto
L’impiegato ha diritto a una prime di precarietà se il CDD finisce e non si trasforma in CDI, tranne se:

– L’impiegato rifiuta un CDI che gli viene proposto con una remunerazione equivalente o maggiore
– Rottura anticipata del CDD all’iniziativa dell’impiegato
– Rottura anticipata per colpa grave dell’impiegato o per forza maggiore
– Rottura del CDD durante il periodo di prova
– Impiego stagionale o per il quale non è previsto un CDI
– Contratto durante le vacanze scolastiche o universitarie

LA FINE DI UN CDD PERMETTE DI RICEVERE LA DISOCCUPAZIONE.

Dimissioni

Ogni impiegato in CDI ha diritto alle dimissioni senza doverle giustificare, ma non devono essere prese per nuocere al datore di lavoro. Per essere valide, devono rispettare alcune regole. Gli impiegati in CDD non possono dare le dimissioni.

Condizioni
L’impiegato deve avvertire il datore di lavoro della sua volontà di lasciare il lavoro sia oralmente che per scritto. È vivamente consigliato di scrivere una lettera e inviarla in raccomandata con ricevuta di ritorno per evitare ogni contestazione.

Preavviso
La durata del preavviso è fissata dalla convention collective o accord collectif dell’azienda. A volte può trovarsi anche nel contratto di lavoro, a condizione che la durata sia più corta di quella prevista dalla legge o dalla convention.

Si può non effettuare il preavviso per :
– Gravidanza
– Crescere un bambino
– Creare la propria azienda
– Accordo con il datore di lavoro

Assenza per la ricerca di un lavoro
La convention collective può prevedere delle assenze per la ricerca di lavoro durante il preavviso.

LE DIMISSIONI NON DANNO DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE

Rupture conventionnelle du contrat

Il datore di lavoro e l’impiegato possono decidere di mettere fine al contratto di comune accordo. Le due parti stabiliscono le condizioni della rottura convenzionale attraverso diversi colloqui obbligatori.

Durante ogni colloquio l’impiegato può farsi assistere da una persona di sua scelta che può essere un collega, un rappresentante del personale, un avvocato, ecc… ma deve avvertire il datore di lavoro della sua scelta. Il datore di lavoro ha lo stesso diritto.

Le due parti devono stabilire e firmare una convenzione di rottura, che deve definire tutte le condizioni e soprattutto :
– la data di fine del contratto (fissata non prima del giorno dell’omologazione)
– il montante delle indennità

Le due parti hanno 15 giorni per contestare la convenzione.
In assenza di contestazione una delle due parti invia una domanda d’omologazione alla DIRECCTE.

La DIRECCTE ha 15 giorni per verificare che tutto sia a norma. L’assenza di risposta vale come tacita accettazione della convenzione. In caso di rifiuto la DIRECCTE deve giustificare il suo rifiuto.

LA RUPTURE CONVENTIONNELLE PERMETTE DI RICEVERE LA DISOCCUPAZIONE

Prise d’acte de la rupture du contrat de travail (au tort de l’employeur)

L’impiegato che non è soddisfatto dell’esecuzione del contratto e che non vuole dare le dimissioni, può prendere atto della rottura del contratto di lavoro a causa del datore di lavoro. La fine del contratto è provocata da una colpa del datore di lavoro che non ha rispettato una o più clausole del contratto o del codice del lavoro.

L’impiegato invierà quindi una raccomandata al datore di lavoro spiegando il perché è stato forzato a lasciare l’azienda a causa sua.

La prise d’acte rompe immediatamente il contratto e libera l’impiegato da qualsiasi obbligo (preavviso incluso).

Niente impedisce al datore di lavoro di contestare le colpe che gli sono indirizzate dall’impiegato.

Per l’impiegato, la prise d’acte è rischiosa in quanto la colpa del datore di lavoro deve essere provata e convalidata da un giudice, che deciderà se trasformare la prise d’acte in dimissioni (se le prove non sono abbastanza forti e convincenti) o in un licenziamento senza causa reale, che permetterà quindi il versamento delle indennità all’impiegato.

Per ottenere le indennità di fine contratto l’impiegato dovrà quindi ricorrere obbligatoriamente al Prud’hommes e la procedura può durare anche svariati anni.

LA PRISE D’ACTE senza una decisione ufficiale che prova la colpa del datore di lavoro NON DA ACCESSO ALLA DISOCCUPAZIONE.

 

89 Commenti

  1. Gaetano ha detto:

    Lavoro in Francia da circa 2 anni ho notato che i datori di lavoro non rilasciano il TFR come faccio a fare là dichiarazioni dei redditi in Italia ? Come fare per recuperare il TFR ?

  2. antonio ha detto:

    Buongiorno mi chiamo Antonio , vi scrivo perchè dopo circa 8 Mesi di malattia in seguito ad un intervento , torno a lavoro ma dopo 4 gg. vengo chiamato dalla medicina del lavoro il quale mi fa un modulo di in atto al lavoro in pratica non posso più lavorare .
    Attualmente sono di nuovo in malattia fino alla fine di Settembre ma il mio datore di lavoro stà facendo le pratiche per il licenziamento !
    Ora la mia domanda è lui può licenziarmi pur essendo in malattia ? Se si ho diritto alla liquidazione ?

  3. Daniele ha detto:

    Ciao! 🙂
    Ho lavorato a Parigi con un CDD per circa due mesi e mezzo.
    Ho diritto a qualcosa di simile a un TFR, oppure al pagamento delle ferie accumulate?
    Grazie mille!

  4. Elena ha detto:

    Ciao a tutti,
    Dopo 3 mesi di lavoro con il contratto CDI come commessa ho dato il preavviso di dimissioni (30gg) e alla fine del quarto mese tornata in Italia. Sono passati 4 giorni e non ho ricevuto lo stipendio mentre le mie colleghe sono state già pagate come sempre l’ultimo giorno del mese. Qualche consiglio? Mi stanno freghando?

    Grazie mille,
    Elena

  5. Antonio ha detto:

    Buongiorno a tutti…
    Mi chiamo Antonio,e lavoro in Francia da circa 10 mesi,come operaio edile di cantiere.ho l’assunzione qui in Francia,siccome il 30 di giugno mi scade il contratto..e x problemi familiari sono costretto a rientrare in Italia!vi chiedo se è possibile avere la disoccupazione.grazie

  6. Jean ha detto:

    Buongiorno
    Sono un lavoratore stagionale iscritto al pole emploi e ricevo lo chomage.
    Attualizzo ogni mese e rimango sempre alla ricerca d un lavoro in quanto il mio lavoro non è mai a tempo pieno.
    Mentre lavoravo non mi sono presentato ad un rendez-vous e m son presentato giorni dopo portando il contratto d lavoro.
    Il mese sucessivo sono stato radiato per 30 giorni e poi riammesso alla lista dei ricercanti lavoro.
    Quando mi sono stati ricaricati i giorni di chomage le ore riguardanti il lavoro fatto nella stagione in cui sono stato radiato non mi sono state contate.
    Secondo voi è plausibile come atto nonostante avessi presentato il contratto di lavoro?
    Grazie

  7. CLAUDIO ha detto:

    buongiorno!ho lavorato in francia 5 mesi come parrrucchiere. avendo usufruito dei giorni di ferie a mia disposizione è successo che per la morte di mio padre son tornato a casa per il suo funerale,e nel frattempo mi è stato inviato un avviso di licenziamento per assenza ingistificata nonostante io abbia avvisato il mio capo del fatto.sono passati due mesi e ad oggi non ho ancora ricevuto i miei stipendi arretrati ne la lettera di licenziamento,vorrei sapere se è normale o c’è qualche anomalia.grazie

  8. Antonio ha detto:

    Ciao,sto lavorando da due mesi in Francia,il mio datore di lavoro mi ha detto che sei in regola in francia,ma io non ho firmato nessuno contratto di lavoro fino adesso,come posso verificare se sono assunto?

  9. Anna ha detto:

    Buongiorno. Ho lavorato per una copagnia francese per diversi anni con contratti cdd, di cui l’ultimo è terminato il 23/09/2017. Ora sono rientrata per ragioni personali in italia ma conto di tornare in Francia nei prossimi mesi: entro quanto posso mandare la domanda di disoccupazione e quali sono i requisiti/documenti richiesti? Grazie

    • IP ha detto:

      Ciao Anna, le ultime notizie che ho parlavno di un anno ma per essere sicura ti consiglio di verificare sul sito del pôle emploi.

  10. Omar ha detto:

    Sono stato licenziato dopo aver lavorato 4 anni in italia senza aver fatto domanda all inps per ottenere l indennita di disocvupazione .adesso mi sono spostato in francia e sto lavorando perô ho un contratto di solo 2 mesi ..
    Finiti questi 2 mesi avro il diritto per la disoccupazione(chomage) qui in francia????? Qualcuno mi sa rispondere
    Grazie

  11. andrea ha detto:

    buongiorno e grazie per il vostro servizio informativo..una domanda lavoro da 2 anni e 8 mesi presso un ristorante in francia come pizzaiolo con contratto indeterminato ma voglio interrompere il rapporto di lavoro,per le troppe ore circa 12 al giorno etc etc…avro’ diritto a liquidazione? o é cmq tutta una questione di accordi tra le parti..merci

  12. Clara ha detto:

    Ciao, ho trovato lavoro come nounou presso una famiglia. Dovrei lavorare dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.30 accudendo due gemelli di un mese. Lo stipendio lordo è di 1700 euro, loro tratterranno 600 euro per l’affito di un piccolo appartamento che mi fornirebbero. Quindi sarebbero 1100 lordo. Sai dirmi al netto più o meno quanto può essere? Non ho idea delle trattenute che vengono applicate in Francia. Inoltre ti pare uno stipendio adeguato? Per le responsabilità e la mole di lavoro che comporta accudire due gemelli di un mese, credo che minimo debba essere di 2000 euro. Sapete darmi delle indicazioni. Non ho idea di come possa funzionare in Francia.
    Devo decidere velocemente, grazie a chiunque possa darmi una mano ad orientarmi, e fare la scelta giusta

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