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Leginews – Divorzio all'italiana o alla francese?

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1. Divorzio all’italiana o alla francese?

Può accadere, purtroppo, che un matrimonio si concluda prematuramente con un divorzio o una separazione della coppia.

Oltre al trauma della rottura, ai divorziandi che hanno contrattato un matrimonio all’estero, si pone anche il problema di intraprendere la giusta procedura per evitare di perdere più tempo del necessario e diventare l’ostaggio della tanto temuta burocrazia dei tribunali, che in Italia come in Francia (anche se con tempi alquanto diversi) ruba il sonno a tante persone.

La situazione di partenza, spesso può apparire abbastanza semplice salvo poi diventare alquanto più complessa in itinere.

Esempio : il Signor Mario Rossi, sposatosi con la Signora Maria Bianchi, sotto il regime della comunione legale, vive a Parigi. La coppia ha un figlio minorenne, nato in Francia ed è proprietaria di due appartamenti, uno in Francia, ove la famiglia risiede ed uno in Italia. Il figlio dei Coniugi Rossi è al liceo in Francia ma pensa di tornare in Italia per l’Università. Dopo alcuni anni dalla celebrazione delle nozze, il Signor Rossi decide di porre fine al matrimonio o comunque alla vita comune. Come fare ?

Il primo problema che dovrà essere delucidato riguarda la determinazione della competenza giurisdizionale e, conseguentemente, della legge applicabile alla procedura di divorzio o di separazione. In altri termini, l’avvocato del Signor Rossi, avrà il compito di individuare quale sarà il giudice competente (Il Tribunale di Roma ? Quello di Parigi ? ) e chi tra la legislazione italiana o francese si applicherà alla procedura. Ovviamente la scelta non è casuale né libera, un Regolamento comunitario indica con precisione quale Tribunale sarà competente.

L’avvocato del Signor Rossi lo sottoporrà poi ad una vera e propria anamnesi legale, per sapere : da quanto tempo gli sposi non vivono più assieme, se siano d’accordo sul principio del divorzio e sui suoi effetti legali (affidamento dei figli, divisione dei beni e pensioni alimentari).

2. Il Divorzio per mutuo consenso (solo per il diritto francese)

Se dall’anamnesi trasparisse, che i due sono d’accordo sul fatto di separarsi e su come amministrare prole e beni materiali, l’avveduto avvocato del Signor Rossi proporrà certamente una procedura di divorzio per mutuo consenso. Tale procedura è possibile oggi solo in diritto francese e permette ai due divorziandi, indipendentemente dalla durata del loro matrimonio, di determinare, entro certi limiti, praticamente tutti i loro futuri rapporti mediante la redazione di un accordo che sarà omologato dal giudice, alla fine di un iter giudiziario compreso tra i sei (quasi mai) ed i nove mesi, poca cosa rispetto ai tre anni in media necessari in Italia per divorziare. Per questa procedura i due sposi potranno anche avvalersi di un solo legale, con un’ulteriore riduzione delle spese.

3. Je t’aime….moi non plus. Gli altri casi di divorzio nei due diritti.

Qualora invece non ci sia accordo tra i coniugi, le cose si complicano non poco, sia che si applichi il diritto francese (3.1) o il diritto italiano (3.2).

3.1) Gli altri casi di divorzio in diritto francese

A parte il divorzio per mutuo consenso, il diritto francese prevede altre tre specie di divorzio: per accettazione del principio del divorzio, per alterazione definitiva del legame coniugale, e per colpa.

i) Il divorzio “accettato”

Il divorzio accettato è possibile quando i due coniugi siano d’accordo sul principio del divorzio ma non sui suoi effetti. E’ una procedura in cui l’attenzione delle parti e del giudice sarà soprattutto rivolta agli aspetti patrimoniali.

ii) Il divorzio per alterazione definitiva del legame coniugale: procedura, in cui il giudice constata che il legame coniugale è “definitivamente alterato” cioè che i due sposi non convivono più insieme, sia a seguito di una separazione giudiziale e di fatto, da più di due anni.

iii) Il divorzio per colpa: il divorzio per colpa, in genere, è pronunciato quando ad uno dei coniugi siano attribuibili gravi mancanze agli obblighi nascenti dal matrimonio.

3.2) I casi di divorzio nel diritto Italiano

La legge sul divorzio del 1970 ed il Codice civile prevedono cinque casi principali di divorzio a seguito di celebrazione del matrimonio civile.

i) Condanna penale di uno dei due coniugi per reati di particolare gravità in danno dell’altro coniuge o di un figlio ;

ii) Mancata consumazione del matrimonio ;

iii) Divorzio ottenuto in forza di un giudizio di uno Stato estero ;

iv) Cambio di sesso di uno dei due coniugi ;

v) Omologazione di un accordo di separazione consensuale o passaggio in giudicato di una sentenza di separazione giudiziale, in questo caso pero il periodo di tempo intercorrente tra l’inizio della separazione e la pronunzia del divorzio non può essere inferiore a tre anni.

4. Gli effetti del divorzio

La procedura del Signor Rossi avanza ma tre nuove questioni appaiono subito: i beni all’estero (4.1), la disciplina degli alimenti (4.2) ed infine la sorte dei figli minorenni (4.3).

4.1 Che fare della casa al mare (ovvero i beni degli sposi) ?

Abbiamo visto che in Signor Rossi si è spostato sotto il regime della comunione dei beni, si pone il problema dell’eventuale suddivisione del patrimonio con la sposa. Qualora il patrimonio comune comprenda anche dei beni immobili la presenza di un Notaio è indispensabile e la domanda che il nostro Signor Rossi porrà al suo legale è quella di sapere quale sarà la legge applicabile agli effetti patrimoniali del divorzio (per i beni immobili, la legge dello Stato in cui sono situati, mentre per i beni mobili non registrati, la legge del giudice del divorzio, salvo contratto di matrimonio.

4.2 Il mantenimento economico, “l’epopea” degli alimenti

In materia economica, il principio dovrebbe essere che il coniuge più fortunato paghi un certa somma a quello più in difficoltà. Il quantum di tale somma dovrebbe poter rappresentare un contributo sufficiente per il coniuge ricevente senza depauperare troppo il debitore. La pratica, sia essa di “origine” Italiana o Francese, dimostra il contrario.

Comunque in linea di principio, il diritto francese prevede il versamento di due pensioni, una prima chiamata préstation compensatoire a favore del coniuge più demunito, sotto forma di capitale o rendita ed un’altra, sotto forma di assegno mensile, per i bisogni della prole.

Nel diritto Italiano la disciplina è più articolata. Oltre ad un assegno di mantenimento versato dal coniuge più fortunato all’altro durante la fase di separazione (la stessa obbligazione esiste anche in diritto francese, con la differenza che in quest’ultimo caso non vi è l’obbligo per i due sposi di separarsi prima di chiedere il divorzio) e che ha come scopo quello di far conservare al ricevente un livello di vita simile a quello precedente la separazione, dopo la pronunzia del divorzio il coniuge più fortunato dovrà pagare un assegno divorzile sufficiente a far mantenere al ricevente un livello di vita dignitoso, ovviamente a tale assegno di si sommerà quello in favore della prole.

4.3 La sorte dei figli minorenni

In Italia come in Francia, salvo casi particolarmente drammatici, i figli Minorenni in linea di principio saranno affidati ad uno dei genitori, l’altro potrà vederli solo in certi periodi dell’anno. In ambo i paesi il genitore affidatario sarà al 70% la madre. Il giudice comunque prima di decidere sentirà il minore qualora la sua età ed il suo grado di maturità lo consentano.

Conclusioni

Per concludere la scelta, ove possibile, di un divorzio “all’Italiana” o “alla Francese” dipenderà oltre che da fattori giuridici anche da scelte proprie a ciascuna della parti (paese di residenza dei figli, situazione dei beni immobili, preferenze personali ecc…), anche se da un punto di vista meramente “matematico” i tempi di realizzazione della procedura ed i suoi costi (salvo le spese legali) appaiono più favorevoli al diritto Francese.

Ernesto BENELLI
Avocat à la Cour d’appel de Paris
Avvocato Stabilito al foro di Perugia.
www.benelli-law.com

4 Comments

  1. Anna Maria Raia ha detto:

    Sono italiana sposata in francia in comunione dei béni, vorrei sapere se io torno in italia senza divorziare in italia risulto sposata ? Grazie

  2. Elisa ha detto:

    Vorrei chiedere la separazione a mio marito abbiamo 3 figli 9,7,3 anni ieri sera mio marito ha spaccato un computer ha spaccato il piatto sul tavolo con la pasta e bicchieri dicendo che lui in questa casa si stressa che io e i bambini gli stressiamo la vita.(lui a casa ci sta per poco lavora torna la sera mangia e va in camera.)Il matrimonio è stato contratto in un paese ExtraEuropeo registrato in Italia mi occupo h 24 dei miei figli.Abbiamo il mutuo per 25 anni .Attualmente sono in chômage ho paura che mi vengono tolti i miei figli perché lui è l’unica fonte sicura di entrare economiche. Potrei avere più informazioni?

  3. Valentina ha detto:

    Può la moglie CN 2 figli ottenere l annullamento del matrimonio (CN il padre dei figli)? In che modo? Che conseguenze può avere il marito essendo straniero?

  4. Maria grazia ha detto:

    italiana sposata ad un francese 1998 abitanti in Francia 3 figli minori 17. 16. 13 anni. madre casalinga. coniuge polizia municipale. in caso di divorzio come avviene il mantenimento? nessuna proprietà. divisione de beni. grazie.

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