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Leginews – domicilio, residenza e dimora

Domicilio, Residenza e Dimora… facciamo il punto

Una delle questioni apparentemente più banali ma dai risvolti pratici quanto mai importanti é la differenza tra domicilio, residenza e dimora. Questi tre termini, spesso usati come sinonimi, hanno ciascuno una loro individualità e identificano tre concetti differenti, sia nel diritto italiano che in quello francese. In generale, le definizioni di domicilio, residenza e dimora impiegate per il diritto italiano sono pressoché le stesse di quelle impiegate nel diritto francese, tuttavia è bene fare chiarezza su alcuni punti.

Le definizioni di Domicilio, Residenza, Dimora secondo il diritto italiano

Il significato del termine domicilio, così come espresso nell’art. 43 del Codice Civile, “è il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi“. In pratica è il luogo in cui vive e lavora, quando si tratta di studenti o lavoratori fuori sede.

La residenza invece è definita come “il luogo in cui la persona ha la dimora abituale, ovvero dove risiede abitualmente“. La residenza è l’indirizzo che crea maggiori conseguenze legali e infatti è quello riportato nei documenti.

Ultimamente, in tema di detrazioni IMU, il legislatore ha richiesto che per ottenere la detrazione per l’abitazione principale, ci fosse corrispondenza tra residenza anagrafica e dimora. Questo scinde dunque i concetti di residenza anagrafica e di dimora, ovvero il luogo in cui la persona abitualmente dorme e mangia. A prima vista sembrerebbe un po’ in contrasto con il testo del Codice Civile, che designa la residenza proprio come “dimora abituale”.

Questa divisione tra residenza e dimora serve per punire le false residenze, ossia per non fare sconti a quelle persone che hanno stabilito la residenza in un luogo, ma poi, in effetti, vivono in un altro.

Le definizioni di Domicilio, Residenza e Dimora secondo il Diritto Francese

Secondo l’articolo 102 del Code civil, il domicilio di ogni francese è il luogo del suo principale stabilimento, cioé il luogo in cui una persona ha fissato la sede principale dei propri interessi (il testo è del 1804, a quell’epoca il turismo di massa, il Progetto Erasmus e l’Unione Europea, non esistevano neanche nelle più sfrenate previsioni dei più avanzati progressisti).

Contrariamente alla residenza, il domicilio (come per altro in diritto italiano) assume connotazioni diverse a seconda degli ambiti in cui questo termine viene utilizzato. Il Domicilio si identifica spesso con la residenza, ma, altrettanto spesso, con luogo di lavoro (Domicilio professionale ) ovvero il luogo in cui ricevere atti giudiziari inviati nel corso di una procedura (Domicilio legale).

La residenza, invece, individua solo il luogo in cui una persona vive in modo stabile. Per usare una definizione della Corte di cassazione francese: la residenza è il luogo in cui una persona può dirsi “chez elle”.

Quindi, contrariamente al domicilio che è una nozione tutto sommato dinamica (ne possono infatti esistere più tipi), la residenza identifica solo e soltanto IL luogo in cui una persona ha scelto di vivere, sia esso un’abitazione tradizionale (appartamento, casa individuale, ecc..) o meno (caravan, tenda, automobile ecc…).

La pratica tuttavia conosce una vera e propria sovrapposizione dei dei due termini per la sola definizione dell’indirizzo abitativo (cioè del luogo in cui una persona vive stabilmente), tanto che a poco a poco residenza e domicilio sono diventati sinonimi. Difatti nei documenti amministrativi spesso viene richiesto il domicile e non la residence anche se, per correttezza formale, dovrebbe essere richiesta la seconda invece del primo.

La dimora, infine, nel diritto francese come in quello italiano, spesso coincide con la residenza, cioè con il luogo abituale di vita, tuttavia ciò non è sempre vero in quanto la prima contrariamente alla seconda potrà avere carattere temporaneo. Tipico è il caso delle camere di albergo prese in affitto per un periodo di tempo determinato, ovvero della persona ospitata a casa di terzi per qualche giorno.

In pratica

(nota di Italiani Pocket)

Finché non vi iscrivete all’AIRE, per l’Italia la vostra residenza resterà in Italia perché non avrete comunicato lo spostamento. Per lo Stato francese invece, dal momento in cui avrete un indirizzo francese che potrete provare (bolletta della luce o di telefono fisso, contratto d’affitto, ecc…), sarete residenti in Francia, in quanto come detto dall’avvocato Benelli, i due concetti di residenza e domicilio sono  praticamente diventati sinonimi.

Ernesto Benelli

Avv. stabilito al foro di Perugia e Parigi

+33 (0) 1 70 25 18 16


17 Commenti

  1. Elena ha detto:

    Ciao devo affittare un appartamento in Francia e viaggero’ avanti e indietro(io possiedo comunque il mio in Italia, dove ho la residenza attuale).
    Mi chiedono se nel contratto voglio mettere residenza principale o no. Vorrei un consiglio….

  2. stefano beneventi ha detto:

    per un pensionato autosufficiente e proprietario di un appartamento a parigi cosa devo fare per avere un domicilio temporaneo

  3. Laura ha detto:

    Salve, io sono in una situazione delicata. Sono stata cancellata dall anagrafe italiana, perché non resiedo più nell’ ultima casa in cui abitavo, e ora vivo in camper in Francia. Ho il passaporto scaduto e devo rinnovarlo e non riesco ad uscirne. Può aiutarmi?

  4. Laura Marina Mazzocchi Ruiz ha detto:

    Complimenti.
    La mia domanda riguarda lo stesso tema, con altri paesi coinvölti. Sono venezolana anche con cittadinanza italiana. La mia residenza e in Venezuela. Anche mia madre ha il passaporte e la pensione italiani. Forse dovremmo trasferirci a le Canarie ed io vorrei iscrivere mia madre nel sistema sanitario locale. Como faciamo per ottenere el modello S1? Siamo vissute un anno in Italia, 30 anni fa, ed abbiamo utilizzato i servici medici, penso allora che siame iscritte nell ASL. Ma chi mi puo rilasciare questo S1? L’ ASL in Italia o il Consolato ? Molta confusione. Tante grazie, se mi potete aiutare

    • IP ha detto:

      Ciao Laura,
      il Consolato sicuramente no. Devi rivolgerti alla ASL a cui appartieni attualmente (Venezuela o Italia). Mi dispiace se non posso esserti più di aiuto di così. 🙁

  5. Anna ha detto:

    Ciao IP!
    Fra un mesetto mi trasferirò a Parigi perché ho ottenuto un lavoro lì, dopo qualche tempo mi raggiungerà anche mio marito.
    Domanda: lui ha una proprietà immobiliare cointestata con i suoi genitori in Italia, se si trasferisce in Francia gli risulterà come seconda casa? O finché non saremo iscritti AIRE le cose restano invariate? Stesso discorso per una macchina, cointestata con qualcuno che vive permanentemente in Italia, è obbligatorio reimmatricolarla? Grazie per l’aiuto! Anna

    • Elena ha detto:

      Buongiorno!
      Io sono in una situazione molto simile ad Anna, ma non ho trovato la risposta al suo quesito.
      Come si è classificati in questo caso?

  6. van ha detto:

    Salve,

    Grazie e complimenti per il sito, molto utile!

    Io mi sono trasferita a fine maggio a Strasburgo per vivere con il mio fidanzato francese, non ho ancora un lavoro fisso perché sto ancora imparando la lingua. In Italia, l’ultimo lavoro con il contratto l’ho avuto nel 2013, ora dovrei fare tutta la procedura per poter vivere regolarmente in Francia e trovare un lavoro tramite Pole Emploi, ma questi ultimi mi chiedono il numero di sicurité sociale(carte vitale) per poter iscrivermi c/o di loro e per fare la carte vitale é abbastanza complicato da quello che ho letto e ci vuole un pó di tempo..Vorrei capire per cortesia passo a passo cosa dovrei fare per poter ottenere il numero di sicurité sociale in quanto sono molto confusa sul tutto
    ( iscrizione all’aire; richiesta del modulo S1 all’asl dal momento in cui il tuo comune riceve il tuo cambio di residenza…)
    grazie anticipatamente.
    V.

      • van ha detto:

        grazie mille Ip!

        Da quello che ho capito bisogna fare l’iscrizione all’aire per poter richiedere il modulo S1 e poi fare la carte vitale, correggimi per favore se sbaglio.
        Invece io mi sono licenziata a luglio 2013 e fino ad oggi non ho lavorato con il contratto, quindi, per poter iscrivermi al pole emploi, posso lo stesso richiedere il moddello U2 anche se mi sono licenziata io e non ho diritto alla disoccupazione o ci vuole qualche altro documento al posto del modello U2?
        scusami il disturbo e grazie ancora!
        V.

        • IP ha detto:

          Ciao Van

          Pôle emploi
          > non avendo diritto alla disoccupazione francese e non percependo quella italiana (da quello che ho capito) non hai bisogno di nulla (neanche del numero di sécu) per iscriverti.

          Se invece è solo per un’iscrizione basta un documento d’identità (il passaporto è meglio, perché le amministrazioni qui sono altamente ignoranti del concetto di Europa!) ed eventualmente la tessera sanitaria europea.

          > se invece ricevi la disoccupazione in Italia :

          Se nel mentre ricevete la disoccupazione in Italia potete continuare a riceverla in Francia per un periodo massimo di 3 mesi, prolungabili a 6 dopo l’accordo dei due Stati (Italia e Francia). Il versamento della disoccupazione non è obbligatorio, verificate prima di partire che l’esportazione in Francia sia possibile. Per esportare la disoccupazione in Francia avrete bisogno del modulo U2 da recuperare in Italia e da presentare al Pôle Emploi francese al momento dell’iscrizione.

          CARTE VITALE = non avendo un lavoro in Francia ed essendo straniera, fai parte del caso N° 1 del post sulla Carte vitale.

          AIRE = l’AIRE e l’amministrazione francese non hanno nessun legame (https://www.italianipocket.com/iscrizione-aire/)

          Spero sia tutto chiaro ora! 🙂

          • vane ha detto:

            Grazie ancora IP,

            Ora sto riuscendo a capire qualcosa .. Finché non trovo un lavoro in Francia non posso richiedere la carte vitale, quindi faccio fede alla tessera sanitaria italiana, ma a partire dal momento che lo troveró, potró fare la richiesta del mio numero di sicuruté sociale portando al CPAM la mia busta paga e il contratto di lavoro, giusto?

            Il consolato italiano di Metz mi aveva scritto questo: “Lei si deve iscrivere all´AIRE presso di noi, in seguito questa iscrizione viene registrata presso il suo comune in Italia ed in seguito la ASl le potrá rilasciare il modello S1.”

            In Italia, la responsabile dell´assistenza sanitaria all´estero mi ha scritto questo: “Il modello S1viene rilasciato nei casi in cui una persona sposta la residenza in un paese dell´UE ma rimane fisicamente a carico di un lavoratore in Italia o é dipendente di una ditta italiana e viene distaccato in un paese UE (anche senza residenza)o frequenta un corso di studio. Nel suo caso non é possibile il rilascio.”

            Sono informazioni e pratiche burocratiche abbastanza confuse e complesse..il consolato ti dice una cosa, e l´asl ti dice un´altra..a questo punto quando troveró un lavoro qui potró fare le pratiche per carte vitale :/

            grazie mille e buona giornata!

            • IP ha detto:

              Ciao vane, l’S1 a te non serve a nulla e neanche te lo possono rilasciare, quindi segui il procedimento che hai descritto nel primo paragrafo del tuo commento. 🙂

  7. Cristina ha detto:

    Ciao e complimenti per il blog.Ti volevo chiedere un chiarimento, dovrei trasferirmi a Parigi per uno stage di 6 mesi o un anno, ma chiaramente per ora manterrò la residenza in Italia, come si configura questa situazione per la legge francese?Ad esempio potrei provare all’aiuto per l’affitto del CAF?
    Grazie mille

  8. lidia ha detto:

    abbiamo un contratto d ‘affitto in francia…ma non ci siamo ancora inscritti all aire….
    Domanda? alla fine siamo o no residenti in Francia?
    poiche ci trasferiamo ad un paese vicino ….e indispensabile l iscrizione all aire x il cambio di residenza?

    grazieee

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