Il parigino, questo personaggio così poco amato
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Italiani Pocket vs il vulcano islandese!

il vulcano islandese EyjafjallajökullAnche questo post, come quello su Ryanair, esula un po’ dalla tematica del sito, ma siccome ormai tra me e voi c’è un legame di amicizia virtuale e siete in tanti a seguire nel bene e nel male le mie avventure parigine (e non solo), ho deciso che un’avventura del genere andasse trasmessa ai posteri, anche perché c’è molto da imparare su come va il mondo in certe situazioni! 🙂

Come alcuni di voi avranno seguito sui miei profili Facebook e Twitter, il 9 aprile io e il mio pacso siamo partiti per il nostro viaggio di pacs che sarebbe dovuto durare una settimana: tralascio la parte paradisiaca del viaggio con la quale potrei farvi troppo rosicare (eheheheh) per passare direttamente al momento del ritorno.

Due giorni prima della nostra partenza, dopo 7 giorni di completa assenza dal mondo, mi connetto un attimo su internet causa pioggia e scambio due parole con Serena che mi dice: “Rimanete là! Qua tra lo sciopero della SNCF da una settimana e il vulcano è un casino assurdo…”.

Lì per lì mi dico: “Vulcano?? Vabbé… Serena è impazzita, ma già lo sapevamo!”.

Sabato 17 prepariamo le valigie per lasciare la camera alle 12h e prendere la barchetta per l’aeroporto alle 16h30.

Alle 11h59, valigie e noi fuori dalla porta, squilla il telefono: “Yes, it’s the reception, you have a problem with your flight, come here NOW!”. E noi, sempre fuori dal mondo: “Ma cosa sarà successo mai?”.

Arriviamo alla reception e ci dicono che il volo è stato cancellato e che Thomas Cook (l’agenzia con la quale avevamo prenotato il viaggio) ci paga un’altra notte, e noi: “FICO!! Bloccati alle Maldive e pagati dall’agenzia!”. Tutti contenti ci godiamo il sabato offerto e nel frattempo cominciamo a capire il bordello che sta succedendo in Europa (grazie Internet!!).

Non avendo notizie ne da Thomas Cook, ne dalla nostra responsabile assistente sul luogo (tale Mélanie), pensiamo ingenuamente che il tour operator stia gestendo la situazione, anche perché notizie alla reception… nada… e da Mélanie… nada…

Sabato alle 20h30 passiamo alla reception: “Any news?” e i tipi ci dicono che ce ne andiamo domani e che troveremo i dettagli in camera. Ecco quello che troviamo in camera (riassumendo):

Comunicazione da Thomas Cook
Gentili viaggiatori,
una nube di cenere dovuta all’eruzione del vulcano tal dei tali in Islanda ha causato la chiusura della maggior parte dello spazio aereo europeo. Ne il tour operator ne l’agenzia possono farsi carico delle spese supplementari e l’assicurazione “multi rischio” che avete sottoscritto non comprende la clausola “eruzione di vulcano”. Da ora in poi tutte le spese sono a carico vostro e visto che ci siete vi consigliamo di contattare le compagnie aeree per cercare un biglietto per il ritorno. Insomma, sbrigatevela voi, addio. Cordiali saluti, Tommaso Cucina”

Allucinati chiamiamo subito la suddetta Mélanie e scopriamo che nessuno si sta occupando di un bel niente a causa del caos totale! E tutto questo ce lo dicono alle 20h30 facendoci perdere una giornata??!!

Corsa alla reception dove l’hotel vuole farci pagare 350$ per ogni notte in più (bevande escluse bien sur): prezzo speciale e negoziato con Mélanie… all’anima della negoziazione!

Domenica 18 sveglia alle 7h30, 9h alla reception e seguente piano d’azione:

Mio uomo: telefonare alla Qatar Airways all’apertura degli uffici per trovare una soluzione.
Io: telefonare a Mélanie e cercare di farle fare il suo lavoro per non pagare 350$ una notte!

Mentre aspettiamo che qualcuno ci si fili, totalmente per caso, sentiamo un gruppo di italiani che sta per partire per Roma… Fiumicino è  APERTO!!! Sono un gruppo della Phone&Go e la rappresentante, Laura, è sul posto… un miracolo??

Andiamo subito da Laura, che ha due posti per il volo di mezzogiorno, ma il transfert in barca parte… dopo 3 minuti!

Disperati chiediamo se ha posti per un volo il giorno dopo (lunedì 19) e… gliene restano giusto due! Conferma alle 17h per sapere se parte oppure no.

Dopo una mattinata alla reception tra telefono con la Qatar airways, Laura, telefono con Mélanie e litigate con i membri del Resort che vogliono spremerci il massimo dei soldi, il risultato è:

primo volo disponibile per Parigi il 26 aprile (vi ricordo che a questo punto della storia siamo al 18 aprile!)
primo volo per Roma con la Qatar, che può cambiarcelo pagando solo le tasse aeroportuali in più, il 22 aprile
forse volo per Roma con Meridiana (altri 800€! sbram!) lunedì, da confermare però in serata
camera a 220$ ma… mezza pensione (sempre bevande escluse)

Rassegnati e con la sensazione di non poter fare di più, ce ne andiamo al mare per un paio d’ore a evacuare lo stress.

Arrivano le 17h, alla reception ci siamo noi e altri 4 italiani che aspettano la conferma per il volo di lunedì, la suspense è al massimo… entriamo mesti mesti nell’ufficio Phone&Go e… il volo a quanto pare c’è!

Ho un sussulto di gioia che si estingue immediatamente alla notizia che i nostri due posti ci sono, ma… bisogna pagare in contanti!!! Certo, noi andiamo sempre in giro con 800€ in contanti dall’altra parte del mondo in un posto dove non dobbiamo (in teoria) spendere nulla perché è già tutto pagato!

E se ritiriamo moneta locale all’aeroporto? No, perché qui la moneta locale non la cambiano.
E se chiediamo al Resort di darci dei dollari e di prenderseli dalla nostra carta di credito? No, ci hanno già provato due inglesi e non lo fanno neanche per piccole cifre.
E se facciamo un bonifico? No, non si può fare.
E con la carta proprio no? Il problema è che è domenica e le banche sono chiuse. In più, a causa del fuso orario, domani non ce la faremmo prima di partire.

Mi viene da piangere…

Poi, una scena di pura e genuina italianità: Davide, uno dei quattro ragazzi, dice: “Ragazzi, io 500€ ce li dovrei avere, pago il mio conto con la carta e ve li presto, poi me li ridate a Fiumicino”… non ho parole per il gesto di generosità a cui ho appena assistito, ringraziandolo commossi ci diamo appuntamento per le 21h30 alla reception.

Ora ci mancano eventualmente 200€ visto che noi, in due, arriviamo a 100€, come facciamo? Laura ci rassicura dicendoci: “Dai ragazzi un modo lo troviamo, al limite faccio il giro dei miei ospiti italiani e facciamo una colletta…”.

UNA COLLETTA per poter tornare a casa!! Rendiamoci conto!!

Per fortuna che alle 21h30 il nostro salvatore ci dice che ce li ha TUTTI! Credo che ne chiederemo la beatificazione a Benedetto XVI!

Ok, il biglietto per Roma quindi c’è (se l’aereo decolla), ma come ci arriviamo a Parigi? Con il treno bien sûr! Peccato che tutta Europa si deve muovere con il treno e che quindi sono tutti pieni e che per di più in Francia c’è lo sciopero SNCF che continua! Ma io dico… erutta un vulcano e questi continuano a fare sciopero??!! Vergognoso!

Insomma, lunedì 19 riusciamo finalmente a prendere stà cavolo di barchetta per l’aeroporto con i biglietti per Roma in mano e incredibile ma vero siamo contenti di lasciare le Maldive!

L’aereo decolla con due ore di ritardo ed è la prima volta che me ne frego altamente, l’importante è che sia partito. E chiaramente, visto che siamo solo italiani e che arriviamo a Roma, c’è la solita fiera del tufello dei soliti incivili e qualche pazzo che sbraita.

A Fiumicino all’arrivo (a mezzanotte!) sembra di stare in un lazzaretto: 10 voli sullo stesso nastro per recuperare le valigie, gente sbracata ogniddove e al T2 brandine messe a disposizione dalla Protezione Civile… ma intanto noi siamo a casa!

Il giorno dopo cerchiamo di trovare una soluzione per affrontare l’ultima tappa, la Roma-Parigi: treni tutti pieni fino al 27 aprile da qualsiasi città italiana, auto a noleggio non disponibili o a prezzi esorbitanti… allora che fare? Cavallo? Piedi? Rollers?

Meno male che IP father è in pensione ed è disposto ad accompagnarci in macchina!

Dopo 14 ore di viaggio i nostri eroi raggiungono finalmente Parigi il 21 aprile con in meno nelle loro tasche: un nuovo biglietto aereo, una notte in hotel + bevande a prezzo assurdo, tre giorni di ferie non pagati, le spese del viaggio in macchina…

MORALE DELLA FAVOLA

CHI CI HA GUADAGNATO UNA BARCA DI SOLDI GRAZIE ALL’ERUZIONE DEL VULCANO?

1) Il Resort: in quanto una marea di turisti sono stati bloccati sull’isola per almeno 3 giorni in più a prezzi esorbitanti.
2) Le compagnie aeree: che abbiamo scoperto ricomprare i biglietti dei tour operator a prezzi stracciati per poi rivenderli a prezzi esorbitanti ai poveri disperati che cercavano di tornare a casa (AVVOLTOI! VERGOGNA!).
3) Le assicurazioni (almeno quelle francesi): che come al solito si fanno pagare una fortuna ma poi quando devono tirare fuori i soldi c’è sempre qualche clausola non compresa nel contratto. E in questo specifico caso c’è stata una super riunione di tutte le parti ricche francesi che hanno deciso che la Francia non avrebbe tirato fuori un soldo!
4) Tutti quegli avvoltoi privati più piccoli (vedi i tassisti) che hanno offerto i loro servizi facendo entrare enormi somme nelle loro tasche (500€ per fare Fiumicino-Orte per esempio, un centinaio di chilometri!)

CHI CI HA PERSO UNA BARCA DI SOLDI A CAUSA DELL’ERUZIONE DEL VULCANO E SE L’È PRESA IN QUEL POSTO?
Tutta la povera gente come noi, disperata e bisognosa di tornare a casa!

Ora comincia la lotta al rimborso, la vedo mooooltooooo dura!!

Una cosa è certa, stò viaggio di Pacs ce lo ricorderemo per un bel po’!

9 Comments

  1. Agata ha detto:

    Mi è capitato di leggere questa storia cercando qualche notizia su Parigi e trovando il vostro blog.. Anche io rimasi bloccata nell’aprile scorso, viceversa in Francia, a Tolosa, con volo ryanair cancellato la sera prima. I treni erano intasati, ma mi era necessario tornare in Italia, perchè già le ferie accordate con il capo erano in esubero su un co.co.pro di 4 mesi! La salita senza biglietto sul Tolosa-Marsiglia ha avuto del western, ai binari i cartelloni mobili interdivano severamente la salita a bordo senza biglietto. Ma l’arrembaggio diede i suoi frutti. 7 treni diversi per raggiungere Udine, 25 ore di viaggio con lunga sosta a Ventimiglia per mancata coincidenza (causa sciopero sncf) e conseguente aperitivo di ripiglio con pregiato happy hour sul tirreno.. il bello è stato escogitare ogni intricato sistema per evitare quasi tutti i biglietti!

  2. VaKa85 ha detto:

    Ciao,

    davvero appassionante (anche se capisco che non lo sia stata per voi) leggere di questa avventura. Almeno nella sfortuna siete stati relativamente fortunati (la colletta ha dell’incredibile…). E per fortuna mantieni l’ironia anche a pensare a certe cose…
    Comunque, nella mia ignoranza in materia, credo che le compagnie aeree non possano permettersi di rimborsare problemi causati da questi “cause di forza maggiore”. Dovrebbero rimborsare ogni singolo volo annullato per qualsiasi cosa che blocca un volo (neve, uragani, nubi vulcaniche). Visto che sono cose che, ahimè, accadono sempre più spesso, provate a mettervi nei loro panni. Poi che vendano come degli avvoltoi dei biglietti a prezzi assurdi questo è un altro discorso 🙂
    Non voglio difendere le compagnie aeree, è un pensiero che mi è venuto guardando la cosa da fuori…

    Complimenti per il blog che leggo sempre volentieri 😉

  3. rosa ha detto:

    Caspita che faticata!!!
    Però il tuo racconto è esilarante come sempre!!!
    E anche nelle difficoltà, ci fai sorridere e soprattutto IMPARARE!!!

    La storia di Tommaso Cucina (!!! grande Ele!!!) e delle ERUZIONI NON COMPRESE nell’assicurazione sono davvero allucinanti!!! S’inventano di tutto! Ma non potrebbe essere paragonata a una calamità naturale? E allora? Le compagnie sicuramente sanno rimborsate per i loro (“finti”) voli persi (ci han guadagnato il doppio)!!

    W i Papini!!! Che son sempre là ad aiutarci!
    Un bacione e ben ritornati!

  4. Guido Monteferrario ha detto:

    Piacere di risentirti. A mio avviso avete fatto un bel casino, la situazione non potevate affrontarla,proprio come si fa quando succede un crollo di borsa e ti trovi con delle azioni in portafoglio? Ovvero per parallelismo, approfittare della situazione, evitando di seguire il popolo bue? Se il vs resort si è messo a speculare contro, non potevate cercare un B&B o una sistemazione alternativa ( anche un campeggio o qualsiasi altra sistemazione che vi permettesse di godervi qualche giorno in più alle Maldive) e tornare tranquilli solo quando la bufera fosse passata? Mi rendo conto che in quei momenti sembra che quella sia l’ultima occasione della vs vita, ma se riesci a guardarla freddamente, non lo è di certo e mettersi in viaggio nelle peggiori condizioni, può solo condurre ad uno scenario tragicomico.
    Mentalmente comportati come se avessi prenotato non una, ma due settimane di vacanza, uno al Resort ed uno al B&B e nella settimana di panico passatela in spiaggia tranquillamente. La borsa insegna.
    Al limite, se proprio non ce la facevi a startene in spiaggia, avresti potuto passare il tempo per documentare il tutto e vendere l’articolo come freelance a qualche giornale ( più inviata “sul fronte”di così ). Se la vita ti regala solo limoni, impara a vendere limonate.

    • Italiani Pocket ha detto:

      Ehm… forse non hai capito bene la situazione e neanche dove ci trovavamo, spiego: il Resort si trova su un atollo di 2 km di diametro in cui c’è SOLO il resort. Il transfert in barca fino all’aeroporto è organizzato dal Resort a seconda del tuo volo di partenza. L’aeroporto di Male è un altro atollo separato da Male, che è un ennesimo atollo, minuscolo, e pieno zeppo di bordello (ah, tra l’altro a Male addirittura pensavano che l’aeroporto di Roma fosse chiuso quindi immagina il casino ad andare là)… altro che B&B!!
      Secondo poi: si, bello essere bloccati in vacanza alle Maldive, se hai vinto al superenalotto!! 🙂
      Chi mi paga i giorni di ferie non pagati? Nessuno!
      Chi mi paga le notti “bloccati” nel Resort? Nessuno!
      Chi stà dietro alle scadenze importantissime che avevamo lasciato a casa? Nessuno!

      Bella la vita vista da fuori! 🙂

  5. francescolucchese ha detto:

    scusate ma ho dimenticato di scrivere il dettaglio importante di essere bloccato a Bangkok, che e tuttora un vero casino per le proteste delle red shirts che hanno causato un vero macello, non solo dal punto di vista logistico….era effettivamente una situazione di pericolo.

    Tra laltro ho anche chiamato l´ambasciata italiana ma mai nessuna risposta, cioe rispondeva una segreteria (da aggiungere ai 2200 euro della bolletta)

    Un vero schifo, i passeggeri erano veramente abbandonati a se stessi in tutto e per tutto

    • Italiani Pocket ha detto:

      Ciao Francesco, io purtroppo posso darti informazioni per quanto riguarda la Francia, ma dovrebbero essere uguali per tutti: secondo il regolamento la compagnia aerea ti deve rimborsare il biglietto che ha annullato (comprese le tasse), ma non è obbligata a rimborsarti tutte le altre spese a causa del carattere eccezionale della situazione… come dicevo nel post… ce la pigliamo in quel posto noi!! Credo che io cercherò di aggregarmi a qualche associazione consumatori per procedere a un’azione comune, ti consiglio di fare la stessa cosa… se riesci a rientrare!! 🙂

  6. francescolucchese ha detto:

    salve,

    io sono ancora bloccato a singapore. Il mio caro datore di lavoro non mi paghera per i giorni non presenti in ufficio quindi 4 giorni persi ammontano a 600 euro.

    Poi…non e finita qui…

    mi sono recato all ufficio della compagnia aera (AIR BERLIN) ma si sono rifiutati categoricamente di pagare alloggio, telefonate o pasti, dicendo che erano circostanze eccezionali.

    Stupidamente e senza saperlo ho utilizzato in quei giorni di caos il mio telefono di lavoro per controllare le notizie e lo stato del mio volo. Morale della favola mi e arrivata una bolletta da 2200 euro che adesso dovro pagare io. ( a titolo di esempio una connessione di 32 minuti e costata 105 euro utilizzando TRE)

    Insomma sto sborsando altri 3000 euro e per cosa?? qualcuno conosce qualche avvocato onesto perche ho intenzione di farmi rimborsare fino allultimo centesimo

    Grazie

  7. psico e mona ha detto:

    ..complimenti per l’avventura!..anche noi abbiamo avuto abbastanza problemi a causa di questo vulcano!..
    mona è rimasta bloccata in italia, e doveva tornare a parigi!
    psico era a parigi, con un’ amica che doveva assolutamente tornare in italia!
    per cui..ore di fila nelle biglietterie dei treni, sia in italia che qua a parigi, cercando ad ogni prezzo di sistemare le due cose!
    risultato: mona si è fatto mezzo viaggio stile profuga sul treno, dopo 3 giorni di ricerche, senza biglietto per metà tratta, insieme a tantissimi altri italiani che DOVEVANO, come lei, arrivare in francia!
    la nostra amica invece è rimasta 3 giorni in più, non trovando subito il biglietto del treno, spendendo tantissimo pur di tornare a casa!
    e sai qual è la cosa comica???
    http://www.ryanair.com/img/cday/100422/cday-IT.gif
    almeno esorcizzano l’accaduto 😀 ..

    sempre complimenti e grazie del sito fantastico 😉

    psico & mona

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