Befana VS galettes des rois

2 gennaio 2013 16 Commenti StampaStampaStampaPDF by IP

Mentre noi la notte del 5 gennaio aspettiamo che la Befana con le scarpe tutte rotte riempia le calze di delizie cioccolatose o carbone zuccheroso (forse ai miei tempi… misà che ora i bambini nella calza aspettano l’i-Pad!), in Francia il 6 gennaio… si va a lavorare (tranne quest’anno che è domenica!).

In compenso però c’è un’altra tradizione, di origine romana, pensate un po’, che si è conservata fino a oggi: la Galette des rois, un dolce che viene mangiato qualche giorno prima e dopo il 6 gennaio per festeggiare l’Epifania.

La galette tradizionale è una torta di pasta sfoglia ripiena di frangipane (pasta di mandorle + crema pasticcera) al cui interno veniva nascosta una fava, che oggi si è trasformata in figurine di ceramica o plastica.

La tradizione

Il rito vuole che la galette venga tagliata in tante parti quanti sono gli invitati, poi il più giovane si nasconde sotto il tavolo e nomina un invitato a caso per ogni fetta: chi trova la fève (evitando di spaccarsi un dente possibilmente) diventa re per tutto il giorno e può indossare la corona di cartone che viene venduta insieme al dolce. Il re dovrà offrire la galette l’anno seguente.

Un po’ di storia

Questa usanza, come dicevo prima, esiste dai tempi di Roma antica, quando nel periodo delle Saturnali (fine dicembre, inizio gennaio) si organizzavano delle feste in famiglia e la fève serviva per eleggere il re della festa. Per assicurare una distribuzione aleatoria delle fette di dolce veniva usato il trucchetto del bambino sotto al tavolo, che veniva soprannominato Febo (o Apollo), per simbolizzare il fatto che grazie alla sua giovane età e alla sua innocenza potesse essere un oracolo rappresentante di Apollo.

Oggi

A partire da gennaio le boulangeries e i supermercati si riempiono di questo dolce: chiaramente se lo comprate in boulagerie è buonissimo ma anche abbastanza caro, come tutti gli altri dolci. Vengono vendute a seconda del numero di parti, quando andate a chiederla dovete quindi sempre specificare per quante persone vi serve.

L’usanza attuale vuole che ci si riunisca il pomeriggio della prima domenica di gennaio per mangiare la galette ed eleggere il re, ma se lavorate in azienda, in questo periodo vedrete galettes fiorire ovunque, offerte dai colleghi, dal capo, dai clienti, ecc…

Alla galette tradizionale oggi si sono aggiunte numerose varianti: alle mele, al cioccolato, alle albicocche… ma la più buona, secondo me, rimane quella al frangipane…

Ecco la ricetta (non sperimentata) per chi volesse provare a farla.

Ingredienti per 6 persone


- 2 fogli di pasta sfoglia (anche congelata va bene)
- 1 uovo per la doratura

Per la crema frangipane:
- 125 gr di burro, fatto ammorbidire
- 125 gr di zucchero
- 2 uova
- 125 gr di mandorle in polvere
- 2 cucchiaini di rum

Preparazione:
- Lasciate riposare i fogli di pasta sfoglia una ventina di minuti a temperatura ambiente

- Riscaldate il forno a 220°

- Preparate la crema frangipane: sbattete lo zucchero con il burro, aggiungete le 2 uova, poi le mandorle in polvere e il rum. Mescolate bene il tutto.

- Srotolate il foglio di pasta frolla e mettetelo in una teglia lasciandolo sulla carta da forno della confezione. Dorate i bordi con l’uovo sbattuto e poi stendete la crema fino a 2cm dal bordo. Inserite la fève.

- Disponete l’altro foglio di pasta sfoglia sopra alla base. Schiacciate delicatamente i bordi per farli aderire uno con l’altro. Dorate con l’uovo tutta la superficie e decorate a piacere la galette con la punta di un coltello.

- Mettete in forno per 25- 30 minuti a 220°.

Gustate la galette ancora tiepida con un bicchiere di sidro bello fresco!



15 Commenti

  1. Antonella
    137 giorni ago

    Ciao a tutti ! Sono tornata venerdi’ dall’Italia cosi’ mi sono persa ancora una volta questa bella festa “befanesca”. Io direi che i bambini, quasi quasi, attendono con più ansia questa nonnina cosi’ poco avvenente che Babbo Natale … Insomma, la calza con o senza carbone mi manca molto e la “fève” per quanto bella sia non potrà mai sostituirla.

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  2. Davidogno
    137 giorni ago

    e comunque il captcha prima d’inviare il commento è infido… cf. qui http://www.zerocalcare.it/2012/10/01/captcha/ (io ce l’ho fatta al 3° tentativo però :) )

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  3. Davidogno
    137 giorni ago

    Ettepareva che ce doveva sta’ qualcuno per puntualmente rivendicare la supremazia dell’italica cucina :D la galette è italiana, come gli spaghetti, il telefono, la pila elettrica, la bombatomica “et tutti quanti”, e un giorno l’Italia dominerà sto monno ‘nfame!

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  4. elisa
    141 giorni ago

    Appena trasferiti a Parigi, abbiamo assaggiato la nostra prima Galette di frangipane. Buona, ma il sapore mi sa tanto d’Italia e pochissimo di Francia. Le origini non mentono. La corona è andata alla piccola di casa e in questo caso era una corona da principessa e non da re…
    Buon anno a tutti e grazie per il post, apprezzato!

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  5. marianna
    862 giorni ago

    Troppppppo bbbuona …ho trovato anche il confettino !!!!
    Non sapendo ho pensato: ma che ci mettono questi nelle torte !!!!!
    poi una signora in una panetteria mi ha spiegato tutto e mi ha dato pure la corona !!!!!
    aahahahah

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  6. katia
    869 giorni ago

    Evvai ieri sera ho trovato la mia prima “fava” proprio nell ultimo boccone :) prima di iniziare a mangiare mi sono espressa un desiderio e ho pensato se trovo la fava si avvererà :) una mia variante personale alla gallette du roi :)

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  7. Marco
    870 giorni ago

    Buona davvero, peccato che la prima volta acquistata, inconsapevole della “sorpresina”, rischiavo di distruggermi tutti i denti : ) magari, un avviso sulla confezione per chi non conosce questo dolce, non farebbe mica male eh?!

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  8. Barbara
    871 giorni ago

    Grazie per la ricetta e per il ricordo… Mi sa che qui in Italia me la devo fare io, a meno che riesca a trovare qualcosa di mooooooooolto industriale all’Auchan!?!? La prima volta che l’ho assaggiata? Ritorniamo indietro al 1986 quando, ultimo anno di scuola, ho fatto uno stage di 15 giorni a Parigi in famiglia… La corona è andata ad Amelie, la piccola della famiglia, mentre noi grandi ci siamo sbaffati tranquillamente il dolce!?!?
    Barbara

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  9. Terry
    987 giorni ago

    ciao a tutti…. anch’io non sapevo l’esistenza di questa tradizione…sono proprio curiosa di assaggiare questo dolce….ma qualcuno mi saprebbe dire com’è ancora l’atmosfera a Paris.. Ci sono ancora gli addobbi di natale oppure viene tolto tutto???

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  10. Dana
    1229 giorni ago

    E io che non conoscevo affatto questa tradizione… la prima volta che passo l’epifania con le mie colleghe di lavoro mi offrono questo dolce… e per poco non mi spacco i denti!!!
    Ho sputato immediatamente nel secchio quello che mi sono ritrovata in bocca senza sapere cosa fosse! …e ho sentito le mie colleghe strillare NOOOOOOOO!!!
    Poi mi hanno spiegato… ma prima non me lo potevano dire no eh???

    Sì sarà anche buono… ma quanti dolci più buoni abbiamo noi!!!

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  11. luigina
    1233 giorni ago

    ho davvero apprezzato questa tradizione, troppo buona la galette!!! :)
    solo che ora sarebbe tempo di mettersi un pò a dieta :(

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  12. nene
    1234 giorni ago

    la galetteeeeeeeeeeee :) stupenda :) quella dell’invitato che va sotto il tavolo non la sapevo…

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  13. Isabelle
    1291 giorni ago

    ti manca però…. la Couronne des rois, che sarebbe lo stesso concetto, ma la torta è una grossa ciambella di brioche farcita di cubetti di frutta candita, e sopra ci osno ciliege candite e pezzi di canditi di vari colori, che simboleggiano le pietre presioze sulla corona…forse la mangiamo solo noi francesi meridionali? non saprei, cercala in panetteria per la prossima… è una delizia!

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  14. Italiani Pocket
    1595 giorni ago

    Hai visto quante cose si imparano? :-)
    Io ho trovato la fève due anni di fila! Ma quest’anno ancora niente…

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  15. Suomitaly
    1596 giorni ago

    Buona la galette des rois!! Tempo fa ho avuto occasione di indossare la corona di cartone. :)
    Non sapevo che la tradizione risalisse ai tempi dell’antica Roma.

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Un Trackback

  1. [...] mi sento terribilmente pigra, vi rimando ad un bel post scritto da Italiani Pocket [...]

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