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Curiosità linguistiche ed espressioni intraducibili

curiosità linguistiche ed espressioni intraducibiliOggi parliamo di tutte quelle stranezze e meraviglie che ci offre la lingua francese e che non si imparano sui libri di scuola, ma solo una volta che si vive nel suddetto Paese.

Farò una piccola lista delle curiosità linguistiche e delle espressioni intraducibili che adoro!!

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> TU M’ETONNES!

Trad. letterale: “Tu mi meravigli!”, dal verbo étonner (meravigliare).

È la classica risposta che si ha quando si dice qualcosa di veramente vero, nel senso di “Wow, hai proprio ragion” o “Eh, a chi lo dici!”. L’unico problema è che io, prima di capire la sfumatura, ogni volta mi domandavo “Ma perché li meraviglio tanto? Che ho detto?”. Ed è solo dopo mesi e mesi, quando ho avuto il coraggio di chiederlo veramente a qualcuno, che finalmente ho capito che in realtà non stupivo nessuno, ma mi davano semplicemente ragione!

> N’IMPORTE QUOI

Trad. letterale: “Non importa cosa”, intraducibile in italiano!!

È l’espressione secondo me più bella che esista… e anche la più utile! Si usa in un sacco di situazioni, per esempio:

- qualcuno ti dice qualcosa che proprio non ha senso e tu vuoi rispondere con un “Ma che stai a dì?”

- vedi qualcosa che secondo te è assurdo, che proprio non tolleri o non capisci

E poi in un sacco di altre situazioni che si capiscono solo con un po’ di pratica.

> JE ME SUIS FAIT VOLER LE/LA/LES…

Trad. letterale : “Mi sono fatto rubare il/la/le…”

Questa più che un espressione è una sfumatura che ho notato. In italiano è una terza persona che mi ruba qualcosa, in francese invece sono io che mi sono fatto rubare qualcosa, il che presuppone che la colpa è tua che non sei stato attento! E qui ci va un bel: “N’importe quoi!”… cominciate a capire? ?

> DE QUOI JE ME MELE

Trad. letterale: “Di cosa mi mescolo”

A prima vista questa frase verrebbe da tradurla: “Di cosa mi impiccio”, solo che in realtà quando si dice “de quoi JE me mèle”, è riferito all’altro per dire “di cosa ti impicci TU”.

> HEY OH HEY OH ON RENTRE DU BOULOT

Sono i sette nani che cantanto “Andiam andiam, andiamo a lavorar”, che in francese diventa “Hey ho hey ho, torniamo da lavoro”. E qui l’italiano vince! Il nano francese torna da lavoro, vuol dire che ha fatto il suo dovere e se ne va a casa… il nano italiano invece a lavorare ci deve ancora andare, è fresco fresco e a dirla tutta può anche fare una deviazione e non andarci proprio a lavorare!

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Poi ci sono tutte quelle situazioni quotidiane che, se non si conoscono i giusti termini, possono diventare veri e propri scenari porno!

VIETATO AI MINORI!

- Quando ci si saluta con un bacetto sulla guancia on se fait la bise e no “on se baise”, perché baiser, che letteralmente vuol dire bacio, nella lingua parlata comune vuol dire scopare!

Bise: faire la —, dare un bacino; se faire la —, baciarsi (reciprocamente) sulle guance; (fig.) rappacificarsi; allez, on se fait la —?, allora, facciamo (la) pace?

- Quando si va dal dottore non si va “a farsi visitare”, perché la visite può essere interpretata in altro modo! Quando si va dal dottore si va a farsi esaminare.

- Quando non se ne può più perché si è mangiato troppo una donna non dovrà mai dire “Sono piena”, perché “je suis pleine” vuol dire piena di qualcos’altro che non vi starò a spiegare qui! :-) Quando “si è pieni” (di cibo!!) si dice caler, je cale.

- Quando si parla di UNA Chat su intenet attenzione ad usare il MASCHILE (LE CHAT / UN CHAT), perché LA chat, se pronunciato male diventa chatte, che letteralmente vuol dire gatta, ma nell’uso comune indica l’apparato sessuale femminile! :-)

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E poi ci sono tutte quelle paroline che ogni volta che cerco di tradurle in italiano o di spiegarne il senso a qualcuno proprio non ci riesco perché io le ho capite dopo un’illuminazione zen… chi mi aiuta?

Stò parlando per esempio di quand même, o del quoi alla fine delle frasi (“C’est une blague ou quoi?”, « Voilà quoi »), ecc…

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76 Commenti a “Curiosità linguistiche ed espressioni intraducibili”

  • imolese scrive:

    Il mio infortunio linguistico più imbarazzante avvenne nei sotterranei del Louvre, al Carrousel, alla cassa di Nature et Decouverte. Ero ai primissimi tentativi di bofonchiare due parole di francese in autonomia ma ero veramente un disastro. Non ricordavo benissimo come si coniuga il verbo “achéter” (sono sicura che gli accenti sono sbagliati, ma abbiate pietà). Bene, al posto di dire alla cassiera “Je l’achète” ho detto “Je l’achatte”. Anche se il mio istinto mi disse subito che avevo commesso qualche errore, fu solo quando chiesi a mio marito lumi sulla corretta coniugazione del verbo che capii cosa avevo in realtà detto alla cassiera. Come mio marito mi fece notare, essa avrebbe potuto commentare: “Moi aussi, madame”.
    Devo dire comunque che la ragazza fu di una nonchalance ammirevole. E dire che di solito i parigini sono tanto, ma tanto, ma tanto compiaciuti quando possono correggerti e farti fare la figura del “con”.

  • Andrea scrive:

    Ciao e complimenti per il blog!
    Un’altra espressione interessante é “avoir beau” (letteralmente “avere bello”), che viene utilizzata per dire di aver inutilmente fatto qualcosa (j’ai beau acheté les billets –> ho inutilmente comprato i biglietti)

    Ma c’è una frase che una volta mi è stata detta che e racchiude in se molta “francesità”: “bon bah, c’est des pates quoi!”. A parte il fatto che pates è l’unica cosa sensata nella frase, troviamo:
    - bon bah… detto all’inizio di qualsiasi cosa ovvia o di cui non si sa la risposta con certezza
    - il quoi, usato in fine frase a caso
    - il concetto di pasta per il francese (= robaccia)

    …al che, dopo aver spiegato che cìè una differenza colossale tra i rigatoni, gli spaghetti e le trofie ad es, ho replicato che finché mangiano pasta scotta senza olio ne sugo ne alcun tipo di condimento, mettendoci sopra 1kg di emmental grattuggiato (spesso il tutto passato al microonde e perché no con un po di ketchup!!!)… “bon bah c’est de la merde quoi!!” :-)

  • Sara scrive:

    Bellllllissimo post! E’ interessantissimo cercare di capire tutte queste strane espressioni…N’importe quoi è la migliore! Vorrei segnalare anche “c’est chiant!”, che letteralmente vuol dire “è cagante” (mi fa molto ridere la traduzione in italiano)…un modo per commentare una situazione che non ci piace :)

    • bretonne scrive:

      Concordo, questo post é utile quanto esilarante.
      Adesso pero’vi spalanco un nuovo mondo:

      LE TRUC – CE TRUC – TON TRUC….

  • viviana scrive:

    ……. minchia morire dal ridere, sballo quando il mio fidanzato francese mi dice: je t’adore toi…

  • Isà scrive:

    E “rincoglionito” come si potrebbe tradurre? ;-)

  • Karlheinz scrive:

    Potete indicarmi se esiste un libro, un sito, ove possa trovare elencati tutti gli intercalari o, per lo meno, un certo numero di essi? Ve ne sarei molto grato!
    Salut à tous!

  • STEFANO scrive:

    ci ho messo anni ma alla fine ho capito cosa vuol dire “pour le coup” e
    “comme quoi” !!!!!!!!!

  • Stella scrive:

    Favoloso e utilissimo questo blog! Aggiungo “c’est nickel”, sentita da un fotografo con cui ho lavorato. Suppongo voglia dire figo, o addirittura fighissimo. Sono rimasta molto interdetta, e soprattutto io (ingenua) cercavo delle associazioni con il metallo nickel ahahahahah

  • saretta scrive:

    che figo!!!belle spiegazioni…ma invece perchè dicono TON MIEUX riferito a qualsiasi persona…cioè se io lo voglio dire per me stessa devo usare sempre TON che effetivamente significa “tuo”…boh!
    oppure se voglio dire mi dispiace però non nel senso di dèsole,nel senso mi dispiace per te!
    help me!!merci

    • IP scrive:

      è semplicemente perché dicono “TANT” mieux! :-)
      Mi dispiace per te invece si dice “tant pis pour toi” (peggio per te) o “désolée” va bene uguale.

  • jo scrive:

    e invece per le paroline un pò più spinte..?? non si sentono mai quelle francesi ma quelle inglesi invece sono conosciute …qualche suggerimento? hihi

  • barnux scrive:

    Dopo quasi 5 mesi a Paris, posso dire che le espressioni linguistiche più interessanti che abbia trovato riguardano il verbo “emmerder”, infatti può avere almeno tre significati a seconda dell’uso che se ne fa:

    - Je m’emmerde = mi annoio / mi sto annoiando a morte
    - Tu m’emmerdes = mi stai rompendo i **** / mi stai facendo incazzare
    - Je t’emmerde = vaffan**** / vai a farti fottere

    Ne hanno discusso anche su Wordreference: http://goo.gl/WUdm2

    È incredibile quanto poco basti cambiare a livello grammaticale per avere tre espressioni diverse tra loro usando lo stesso verbo, e anche quanto queste siano lontane dal significato letterale del verbo emmerder, cioè “coprire di merda/immerdare”!

    • giada scrive:

      eh si Barnux!
      le espressioni con emmerder sono fantastiche! un po’ simili a “chier” anke:
      je me fais chier= mi annoio
      tu me fais chier= mi hai rotto
      ma io ho bisogno di un termine ke non riesco a tradurre dall’italiano…
      la tipica espressione “oggi sono scazzata!” come cavolo si puo’ dire in francese?

      • barnux scrive:

        Dipende da cosa significhi “scazzato”, visto che a seconda delle regioni italiane assume significati leggermente diversi. Ho trovato che molti gli attribuiscono il valore di “annoiato”, dalle mie parti credo che, quando si è scazzati, non si abbia voglia di fare niente ma si sia nervosi al tempo stesso, quasi irascibili.

        Comunque il sempre santo Larousse ha una possibile soluzione (con tanto di audio): http://goo.gl/dlawR

  • Claudia scrive:

    Bellissimo il post, utilissimo il blog! Io che sono innamorata della Francia e del francese ma non ho mai avuto il coraggio di far il salto di qualità e trasferirmi à Paris!!!

    Bravo!

  • giadagu scrive:

    e avete mai fatto caso al verso ke fanno in genere con il “mercihhhhhh” soprattutto le donne!Una spece di getto d’aria palatale che prolunga la “i” Mi fanno morire, lo odiavo prima e adesso mi so’ resa conto che lo faccio anke io….
    Eh si il “Quoi” l’ho capito e anke il “N’importe Quoi”, fantastico! Ma il “Quand Même” mi dà ankora dei problemi, l’ho capito nel senso di “addirittura!”, o di “davero!”, e a volte “almeno”, ma lo mettono un po’ ovunque sto Quand Même!
    E poi c’è “genre…”, che è “tipo….”
    e poi c’è il “gueule”! ehhh e anke questo lo ficcano ovunque! “(ferme)ta gueule”= “sta’ zitto”, “tu te fout de ma gueule”=”mi prendi per il culo”, “la gueule de bois”=”i postumi della sbornia”, “pourquoi tu fais la gueule?”=”xké fai il muso, il broncio, xké ti incavoli”, “he ma gueule!”= “hey amico!”(un po’ racaille..lol), o anche “il pense que a sa gueule”=”pensa solo à se stesso”…. uhh e questa è solo la punta dell’iceberg della “gueule”!!!!
    uhhh! quante cose! bello sto forum!

  • dario scrive:

    non sono ancora riuscito a decifrare il TERRIBLE / PAS TERRIBLE…
    per indicare una cosa positiva o meno…dovrebbe essere tipo il “tu m’étonnes”….te lo sparano quando non li hai etonnati per niente!

    ma il terrible? il pas terrible?
    un film è pas terrible quando è… bello? brutto? orribile? fatto benissimo?

    MAH !

    • IP scrive:

      Ciao Dario, allora “pas terrible” vuol dire “così e così” e “terrible” vuol dire “figo/bello!”, quindi quando qualcosa ti entusiasma puoi dire “c’est terrible!” e quando una cosa non ti convince molto o la trovi così così dire “c’est pas terrible”.

  • francesco scrive:

    Ciao e complimenti per il blog.
    Ho appena terminato di leggere i vostri post e non vedo l’ora di leggerne altri.
    Do il mio contributo nel segnalare “mercì pour le buff” (grazie per il pranzo) A me fa molto simpatia in quanto somiglia alla nostra abbuffata !
    Inoltre per quanto concerne le abbreviazioni aggiungo “a tut” abbreviazione di “a toute l’heure” (sono certo che non si scrive così)

  • Fra scrive:

    Ciao, tantissimi complimenti per il blog… è davvero interessante!
    Sto studiando la lingua francese!
    Volevo chiederti se potevi aiutarmi con alcune espressioni a me sconosciute che non riesco a rendere in italiano:
    - se prendre pour le dessus du panier?
    - lâcher au détour d’une phrase anodine?
    - poser son homme?
    e il termine “boboïsante” (aggettivo riferito a una giovane donna)?
    Spero tu possa aiutarmi, ti ringrazio anticipatamente!!!
    Au revoir! :)

    • IP scrive:

      Ciao Fra,
      io non ho mai sentito queste frasi, allora mi sono rivolta ai miei colleghi francesi e… neanche loro! :-)
      Allora mi domando se non siano espressioni che non si usano più e quindi pas la peine di tradurle, eheheh…
      Qualcuno ha mai sentito queste espressioni??

      • Fra scrive:

        Ciaooo,
        grazie! Sei stata gentilissima! :)
        In effetti, ho visto che sono espressioni un po’ datate… ti ringrazio comunque per la disponibilità!! :)
        A presto!!! Attendo con piacere novità e curiosità sul tuo blog dalla Ville Lumière!!!

        Fra

  • Spaccapisci scrive:

    Ma perchè vogliamo parlare dell’espressione: “Ah bon?!”
    come ah dire: “davvero?” ma anche “ah, ok!” troppo divertente…

    una statua d’oro a chi ha spiegato il “N’importe quoi”

  • Giandomenico scrive:

    il “quand meme” lo usano anche quando per chiedere un’informazione dici pardon senza prima dire bonjour e ti rispondono “bonjour quand meme” per la serie “prima salutami e poi chiedi”

    Ciao

  • simo scrive:

    ciao a tutti!
    durante la mia permanenza in bretagna anche a me aveva colpito l’espressione “quand meme!”, io l’ho sentita anche nella seguete situazione: dovevo prendere il treno per tornare in Italia e ho chiesto al mio amico se mi avrebbe accompagnato alla stazione e lui mi ha risposto: “quand meme!”, quindi come in italiano: ci mancherebbe!

    Un’altra espressione che mi è rimasta in fretta è “dis-donc!”, ad esempio l’ho sentita in questa situazione: una sera mi ero messa la minionna per uscire e la mia padrona di casa mi ha guardato e ha detto: “dis-donc!”, come quando in italiano si dice: “ah però!”

    Grazie a IP per aver spiegato il signoficato di tu m’étonnes, anche io me lo chiedevo ancora!;)

    C’è anche un’altra frase che mi piace ed è: “c’est pas gagné!”, che da quello che ho capito vuol dire in italiano: “ce ne vuole!”

    Questo post mi piace un sacco continuate a scrivere!

    ciao!

  • peace&love scrive:

    e allora “péter un plomb” o “péter un cable”? c’est du n’importe quoi :)
    un’espressione, non tanto un intercalare, che mi fa morire dal ridere è “dormir sur la béquille” :D
    il mio boyfriend parigino mi diletta con tutte queste espressioni…

  • Mauro scrive:

    In veneto abbiamo una locuzione similare al n’imporrte quoi, che però non è particolarmente educata: diciamo “Ciava un casso”, grossomodo significa “Tale argomento non riveste il benché minimo peso nella situazione contingente”, appunto n’importe quoi. La usiamo sia per dire “non me ne importa nulla” come per dire “pazienza” o “tanto peggio” e così via.

  • Dana scrive:

    Un’altra cosa, a proposito di “n’importe quoi”
    Una volta nella metro c’erno due bambini, penso 7-8 anni, che giocavano, dai gesti ho capito che giocavano a “carta – forbice – sasso” e dicevano ogni volta, prima di fare il gesto con le mani, che tenevano dietro la schiena, “un deux trois n’importe quoi!”
    Sono stata un pezzo a guardarmeli… troppo divertenti! :)

  • Dana scrive:

    Una cosa che forse non sapete e che ho sentito dai colleghi al lavoro è uno di quei modi di dire che abbiamo anche noi spiegando certe sigle…
    RATP (sapete tutti a cosa si riferisce, sono i trasporti pubbl.)viene spiegato così… Rentre Avec Tes Pieds!!! :) )
    Per ora ho sentito solo questa, ma sono sicura che ne avrete sentite anche voi…
    Ciao ciao!

  • rosa scrive:

    Je cale!!! :) ))) ;)

  • haruki scrive:

    eheheh sempre divertentissima… ed io aggiungo che trovo troppo simpatica l’espressione o meglio l’effetto sonoro con sputacchio che immancabilmente tutte le volte che sono stato a Parigi ho sentito almeno una volta tutte volte che ho scambiato due parole con qualcuno(ma prorio due, visto il mio livello linguistico:D) …. la fatidica “PERNACCHIETTA” :D

  • Momò scrive:

    come sempre è un piacere confrontarsi con la tua esperienza di vita parigina,il tuo blog è…TAPIS!
    proprio in merito a quest’espressione,vorrei lanciare un appello:
    avete mai sentito utilizzare TAPIS (=TAPPETO,ALL-IN A POKER)come espressione di emozioni traducibili con “spacca!”,”ci sta dentro!”,”fichissimo!”(scusate non riesco a trovare sinonimi migliori in italiano,visto che per queste espressioni,data la mia estrazione terrunciella,solitamente utilizzo solo il dialetto,ma spero d’aver reso l’idea)…
    c’è un mio carissimo “pote”(altra espressione meravigliosa dell’argot di strada) del 93 (the original ghetto boy)che non fa altro che ripeterlo!
    TAPIS,PARIS!

  • Francesco scrive:

    Secondo me il “quand meme” detto per esprimere stupore si traduce perfettamente col romaesco “mecojoni!”
    ahahahahahahahahahahahah

  • Dina scrive:

    ciao a tutti proprio oggi ho detto a un ragazzo on se baise e lui ha capito e mi ha spiegato la differenza fra dare un bacetto e sco…:)

  • susanna scrive:

    Io sto qui a Roma, ma vado spesso a Parigi… è fantastico seguirvi… è troppo interessante, troppo divertente…

  • sergio580 scrive:

    Ciao,
    Innanzitutto complimenti, hai raccolto una serie di espressioni che io e la mia ragazza abbiamo sempre sbeffeggiato, su tutti il “n’importe quoi!”; effettivamente è una frase meravigliosa, una volta capito il significato ti si apre un mondo. Per quanto riguarda il “quoi” concordo pienamente con Stefano L, mentre per il “quand meme” per tutti quelli che capiscono o parlano napoletano, l’espressione perfetta per tradurlo è “AZZ!!!”
    Altra espressione che adoriamo è “Bon behhhhh” che quando lo senti suona “Bombaaaaaaaaa”, si utilizza tipo quando ci si congeda da qualcuno, esempio: “allora ci sentiamo”, “bon behhhhhhhh, on s’appelle quoi!!”
    In ogni caso potremmo scrivere un vero e proprio manuale con tutte le espressioni di questo genere.
    Un saluto a tutti

  • Dana scrive:

    Non solo ci sono queste espressioni… e all’inizio anche io non capivo perchè parlassero così, ma loro abbreviano tutte le parole, sembra che facciano fatica a dirle per intere… tipo: d’hab… p’t dej… e ancora altre, adesso non mi vengono, ma giuro che all’inizio mi facevano impazzire e mi chiedevo, e mi chiedo ancora, perchè parlano così?

  • Graziella scrive:

    veroooooo!!! scritto cosi’ è esilarante :D

  • Joy scrive:

    Bombaaaaa Ecuuutttteu… onFetteuh. Onvaulà? Onfequalà?… :-)

  • Graziella scrive:

    ovviamente “tu m’étonnes”, la é mi è scappata :-P

  • Graziella scrive:

    “tu m’étonnesé” e “n’importe quoi” son le ie preferite… ma anche “il faut faire avec”, che non si traduce!

    bravissima, carinissimo il tuo blog… mi piacerebbe conoscerti di persona!

    ciao
    graz

  • Stefano L. scrive:

    Ciao,
    per TU M’ETONNES direi che si potrebbe tradurre con CI CREDO, esempio.
    “Je me suis levé à 5h45 j’ai voyagé deux heures,je suis allé au boulot et j’ai bossé jusqu’à maintenant, je suis crevé” risposta “TU M’ETONNES” (CI CREDO che sei stanco).

    per quanto riguarda il QUOI nel tuo esempio “c’est une blague ou quoi?” (è uno scherzo o cosa?)ma alla fine delle frasi è un rafforzativo di cio’ che si è appena detto,io lo tradurrei con CIOE’/INSOMMA esempio:
    “Voilà quoi” (ecco insomma)
    “J’ai fait la vaisselle,nettoyé la salle de bain et j’ai tout rangé, j’ai fait le menage QUOI!” (Ho lavato i piatti pulito il bagno e ho messo tutto in ordine, ho fatto le pulizie insomma!/cioè ho fatto le pulizie!)

    per QUAND MEME è più complicato perché dipende dalle situazioni, a volte è COMUNQUE altre volte è un’esclamazione di stupore (positivo) per qualcosa che non ci si aspettava esempio:
    Un giorno un amico francese mi ha chiesto se c’è la metropolitana a Milano, gli ho mostrato la pianta su google e lui quando l’ha vista ha detto “QUAND MEME” come a voler esprimere uno stupore perché la immaginava più piccola.
    Le sfumature è vero, sono difficili da spiegare.

    Ciao
    Stefano

  • cami scrive:

    ahahha n’importe quoi e’ il migliore….che puo’ anche essere abbreviato “n’imp” il che fa molto “banlieue”!

  • fra scrive:

    traduzione gergale di “n’importe quoi”: “la qualunque”. a bologna si usava :)

  • Nicole scrive:

    Sempre divertente!! Brava! Comunque io ho deciso che il “quoi” finale si avvicina un po’ al nostro intercalare di fine frase “no”: “hai visto, no?” “è carino, no?” non è proprio la stessa cosa del “quoi”, ma per spiegarlo credo che questo no (che i francesi non dicono) si avvicini un po’. Comunque complimenti, questi tuoi post sono per me fonte di grande ispirazione nella mia vita parigina!!

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