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Il concetto di piscina

Ho cominciato a testare seriamente le piscine parigine solo un paio di anni fa, quando il lavoro di freelance mi ha permesso di andare in vari orari fuori dalle ore di punta.

Parliamo quindi oggi della piscina… e come al solito ci tengo a precisare che tutto quello che scrivo è frutto della mia personalissima esperienza, che generalizzo, e che le eccezioni esistono (per fortuna!)!

Ci tenevo veramente a preparare psicologicamente i non francesi/parigini che si trovassero ad affrontare questa esperienza… :-p

Buona lettura!

Gli orari

Andiamo per ordine e cominciamo con il dire che le piscine municipali parigine sono le piscine che usano le scuole e quindi gli orari sono dipendenti dai ritmi scolastici: si può andare a nuotare solo in certi orari e cambiano frequentemente; la cosa migliore da fare è verificare sempre prima di andare (per telefono è più sicuro!).

Quando le scuole chiudono per le vacanze scolastiche o in estate, allora potete sbizzarrirvi!

Il luogo

Per un italiano che sbarca in una piscina parigina, all’inizio può essere difficile abituarsi a un po’ di cose, ecco la lista di quelle principali:

– Gli spogliatoi possono essere comuni (uomi e donne), con le cabine chiuse. Se sono separati può capitare di non avere cabine per cambiarsi, o allora ce ne sono 4 o 5;

– Le docce sono separate dagli spogliatoi ed esattamente all’uscita della piscina. Prevedete quindi di portarvi dietro l’asciugamano (se vedete qualcuno con l’accappatoio e le ciabatte di sicuro è straniero ^_^) e una bustina con bagnoschiuma e shampoo;

Borsa e vestiti vengono lasciati in armadietti con un codice che scegliete voi (sempre più raramente serve il gettone);

– Le docce sono al 90% comuni e aperte, scordatevi quindi la doccia vera senza costume;

– In alcune piscine fate attenzione ai cartelli all’inizio delle corsie che indicano corsia veloce, stile libero, attrezzature, ecc… anche se poi il 90% della gente se ne frega e si mischiano tutti!

La pulizia

Ecco qui tocchiamo uno dei tasti dolenti!

Vi avevo già parlato del concetto di spogliatoio nelle palestre e scuole di danza, ma credo che la piscina sia molto peggio! Avendo testato parecchie piscine per trovarne una decente so di cosa parlo purtroppo. 🙁

Non sono in generale una persona schizzinosa o fissata con l’igiene, e anzi credo fortemente che noi italiani siamo veramente esagerati da questo punto di vista, ma ci sono pur sempre dei limiti!

Qualche esempio? Pronti? Spero non abbiate mangiato…

– Tutti sono a piedi scalzi e senza ciabatte, e questo potrebbe anche non essere un problema…se non andassero anche al bagno a piedi scalzi!

– Nelle docce giacciono sempre e dico sempre chili di capelli appallottolati negli angoli e sui filtri dell’acqua;

– I pavimenti sono quasi sempre un mix di acqua stagnante, polvere e varie cose che si trascinano dietro i piedi scalzi delle persone;

– Una volta ho trovato una donna delle pulizie che per pulire inondava il pavimento (sporco) con un tubo, risultato: tutta la sporcizia fluttuava sul suolo inondato…compreso un tampax usato!!!!!

Voilà!

Per fortuna che ho testato un po’ di piscine per voi, alla fine del post vi dico quelle meno zozze fra quelle che ho provato! 🙂

Gli utenti

Nelle corsie vigono le stesse regole che in metro o per strada: il più forte vince, mors tua vita mea, ammazziamo tutti io sono il più forte, uaaaaaaahhh!!!!

Non vi stupite quindi se:

– la gente non aspetta e parte attaccata al vostro culo per poi superarvi con scatto violento, disturbando nel frattempo la gente che nuota in senso contrario;

– o al contrario, la gente si mette nella corsia nuotatori rapidi (quando c’è), con la tavolettina e si fa la passeggiatina;

Insomma in regola generale, in piscina è come per strada: zero concetto di spazio, zero concetto della presenza altrui, zero rispetto…

…per quello vi conviene testare tutti gli orari possibili e immaginabili (se potete) per evitare le ore di punta.

A tutti quelli che fanno orari da ufficio sconsiglio vivamente questa attività, a meno che questo tipo di stress non vi piaccia… a me no!

Piscine testate

Chiaramente ho testato quelle più comode per me, non posso testarle tutte, ma se ne conoscete altre di belle e pulite no esitate ad aggiungerle ai commenti!

– Alfred Nakache (20°): per ora la mia preferita. Spogliatoi grandi, misti, con tantissime cabine per cambiarsi, docce comuni e aperte, pulita.

Georges Vallerey (20°): spogliatoi separati, ma poche cabine per cambiarsi. Docce separate con due cabine chiuse, pulita. La cosa interessante di questa picina è che è di 50m e anche quando un pezzo si trasforma in “piscina bassa”, la corsia è comunque più lunga e spaziosa. L’estate il tetto si apre quando fa bel tempo!

Roger Le Gall (12°): è quella del tampax! Non ci tornero’ mai più. Spogliatoi separati con qualche cabina chiusa, docce aperte ma separate, sporca!

Catherine Lagatu (11°): spogliatoi misti ma con tante cabine. Docce miste con qualche cabina chiusa. Pulizia non il massimo, ma fattibile. Il problema è che è vecchia e “scura”, non penso ci tornero’.

Link utili

– Tutte le informazioni su tutte le piscine municipali: equipement.paris.fr
– Sito di commenti di nuotatori: www.nageurs.com
– Le apps del Comune di Parigi: iPhonAndroid

10 Comments

  1. Anna ha detto:

    Ciao IP! Il tuo sito è davvero fantastico!! Ormai cammino scalza in piscina e non mi fa più strano avere le docce in comune ( sarà che vado ad un orario frequentato da ragazzi con addominali da urlo ;-);-);-) )… Quasi un anno di colocation con 2 maschi francesi mi ha immunizzata contro ogni sorta di schifezza!

  2. valentina ha detto:

    Ieri leggevo questo post, oggi scrivo la mia esperienza. Dopo tanto decido di tornare in piscina per problemi alla schiena. Abito nel 18 e la piscina più vicina è Piscine Hébert 2, rue des Fillettes. Devo dire che sono partita molto demoralizzata, aspettandomi il peggio. E invece.. ..sorpresa!!! L’ambiente non è niente male, e la pulizia rientra nella normalità. Tra l’altro le due piscine si trovano sotto a grandi lucernari e oggi con la bella giornata si stava davvero bene. Il sole passa dalle vetrate regalando all’ambiente un’atmosfera particolare.
    Non so se sono stata fortunata per quanto riguarda la pulizia, ma in ogni caso la mia prima impressione è buona. Ci ritornerò.

    Ps. e per farmi riconoscere infradito e accappatoio..proprio in stile italiano!!!

  3. Jeppy ha detto:

    le stesse cose che leggo succedono qui a Marsiglia, ah….io sono lo straniero che cammina con accapatoio e infradito, amici e non mi guardano come se fossi un alieno, passi per l’accapatoio, ma noi italiani siamo cresciuti con la paura o la terreur che in questi posti ci si prende i funghi sotto il piede, non so a Parigi, ma qui durante l’estate o durante les vacances scolaires c’è un’invasione di ragazzini che pagando la metà il biglietto, vengono a passare i loro pomeriggi in acqua rompendo les couilles a tutti

  4. Domenico ha detto:

    Io non ho capito una cosa. Ma vista sia la nota idiosincrasia dei francesi verso la pulizia, non hanno il bidet, e la loro arroganza, io posso camminare con le infradito o anche io sono obbligato ad andare a piedi nudi. Un ‘ ultima cosa, abito a Beauvais e qui e nei dintorni hanno la pessima abitudine di sputare ad ogni dove con estreme légereté. lo fanno anche in piscina ? Qui c’è un apiscine molto grande e organizzata ma ho un certo timore ad andarci e questo post non mi rassicura . Qualcuno può ragguagliarmi perfavore ?

    • IP ha detto:

      Mai vista gente sputare in piscina.
      Per le infradito, siamo fortunatamente in un paese libero quindi ognuno fa come gli pare! :-p
      Paese che vai, usanze che trovi…è d’obbligo l’adattamento, altrimenti…bhe…si cambia paese per trovarne uno che ci aggrada. 🙂

      • Domenico ha detto:

        Grazie mille IP,
        per l’ adattamento il n’ y a pas des problems. Al di là degli scherzi se vuoi vivere altrove ti devi adattare, peccato che alle volte non c’ è scelta all’ emigrazione. Per le infradito e la non sputazzata mi rassicuri molto. Penso che andrò in piscina allora.

        Grazie sempre.

  5. Simone ha detto:

    Vivo nel 18ème da ormai qualche anno e, benché alcuni aspetti effettivamente, soprattutto all’inizio, mi disturbavano e non poco (piedi scalzi ovunque, nuotatori isterici, nuotatori lumaca che ti si piazzano davanti occupando tutta la corsia..), ho trovato una piscina pulitissima in cui andare regolarmente, la piscine des amiraux (metro simplon o marcadet poissoniers). È in un edificio bellissimo dell’inizio del secolo scorso, ogni utente ha una cabina in cui cambiarsi (ce ne sono tantissime su due piani) e lasciare le proprie cose, l’acqua è generalmente molto pulita, le docce sono miste ma anch’esse sempre pulite, ed evitando i fine settimana si riesce ogni tanto (è raro ma è successo!!) a ritrovarsi in 3-4 nuotatori in tutta la piscina!

    • IP ha detto:

      Grazie Simone! 😉

    • Gio ha detto:

      Anch’io andavo aux Amiraux, alla mattina presto prima di andare al lavoro. Che bei ricordi. E’ davvero un posto fantastico. A Parigi non abito più da dieci anni e non passa giorno che non mi ripeta quanto cretina sono stata a tornare in Italia!

  6. elisa ha detto:

    Io non ho ancora testato nessuna piscina ma ora mi passa la voglia. Per me la pulizia è fondamentale, ne va della nostra salute. Forse per quello ancora non ho assimilato l’idea di vivere qui. Comunque, abito a Clamart e volevo farvi sapere che tra poco aprirà questa: bisogna provarla!
    http://www.clamart.fr/cadre-de-vie/votre-ville-se-transforme/la-piscine-du-jardin-parisien/

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