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La mia “Paris face cachée 2016” – Fotoreportage

A nche quest’anno sono riuscita a partecipare a Paris face cachée e ne sono fiera perché riuscire a prendere i biglietti è sempre più difficile ! L’evento consiste in un week end di visite insolite e segrete (un po’ come le Journées du patrimoine, con la differenza che per PFC la maggior parte delle visite si paga, poco ma si paga). Se non ne avete mai sentito parlare, o se aveste voluto partecipare ma non ce l’avete fatta, ecco un piccolo fotoreportage di quello che abbiamo fatto per mettervi l’acquolina in bocca per l’anno prossimo.

Venerdì – Alla scoperta delle gallerie di ispezione delle cave sotto l’ospedale Cochin

Il week end è cominciato bene con la visita serale delle cave sotto l’ospedale Cochin. Il bello di Paris face cachée è che lo svolgersi della visita resta un po’ misterioso fino al giorno stesso e quindi non si sa mai cosa aspettarsi veramente… così è stato per l’ospedale Cochin! Abbiamo iniziato la visita in superficie, visitando gli antichi luoghi di vita delle suore di clausura di Port Royal, completamente al buio e attrezzati solo di piccole lampade tascabili.

Poi siamo scesi nel ventre di Parigi per un’ora e mezza di visita in questo luogo magico !

Per chi non lo so sapesse, i 2/3 di Parigi sono bucati ! Tutto comincia con i romani (chiaramente !) che cominciano a estrarre dalle colline le pietre per costruire Lutetia. Piano piano però ci si rende conto che è più comodo scavare sottoterra piuttosto che sul fianco delle colline e la campagna di Parigi (cioé l’attuale rive gauche e le zone di Belleville, Menilmontant e Montmartre) comincia quindi ad essere bucherellata ovunque, senza leggi e senza regole: chiunque poteva scavare un pozzo, tirare su i blocchi di pietra che gli servivano per costruire casa e poi abbandonare la cava e andare a scavarne un’altra! Durante tutto il Medioevo, il bisogno di pietra si fa più consistente perché Parigi si espande e bisogna costruire chiese e monumenti, la gestione delle cave diventa un vero e proprio business ma resta comunque uno sfruttamento selvaggio del sottosuolo, tanto che, dopo secoli di scavi, nel XVIII° secolo il sottosuolo si ribella e cominciano a susseguirsi crolli, cedimenti, disparizioni di carri risucchiati sotto terra e quant’altro… urge una soluzione !

Alla fine del 1700, sotto il regno di Luigi XVI, comincia un enorme lavoro di consolidamento delle cave che dura circa un secolo ! I buchi vengono riempiti di terra, i muri rinforzati con altri muri in pietra, i soffitti sorretti da colonne di pietra. E per permettere la circolazione degli operai e il controllo dei lavori, vengono creati circa 250km di gallerie di ispezione, tutte collegate tra loro… quelle che oggi tutti chiamano catacombe ma che altro non sono che passaggi di servizio !

Per concludere, una grande parte della Parigi odierna è ‘posata‘ su chilometri e chilometri di ‘vuoto‘ e si regge su dei pilastrini in pietra minuscoli! Un po’ inquietante, ma a quanto pare nel XVIII° secolo hanno lavorato bene perché ancora regge! :-p

Sabato – Chair de poule à Montmartre – no comment

Di questa visita non parlerò perché è stata altamente deludente. Siccome non è mia abitudine criticare pubblicamente e gratuitamente, l’associazione che ha organizzato la visita ha già ricevuto una mia email con la mia opinione e critiche (costruttive!) per evitare di fare lo stesso errore l’anno prossimo! :-p

Domenica – Le roi dans son royaume, visita insolita al Père Lachaise

Chiusura in bellezza con una passeggiata di tre ore tra le tombe del Père Lachaise accompagnati da Thierry Le Roy, il necro-romantico appassionato di cimiteri, per una visita espressamente concepita per Paris face cachée! Dopo una breve introduzione storica sul famosissimo cimitero ci siamo inoltrati tra sepolture bistrattate dal grande pubblico del turismo di massa: niente Chopin, Jim Morrison o quant’altro! Abbiamo ascoltato la storia della profanazione della tomba di Marcel Proust, scoperto quella del giovanissimo Victor Noir, ascoltato commossi la storia di Lucienne, vittima della liberazione.

E poi siamo entrati in luoghi di solito inaccessibili al pubblico, tra cui la sala principale del crematorium dalle fastose decorazioni laiche e soprattutto… siamo entrati in una tomba! Si si, avete capito bene! Jean-Louis Sacchet, ospite a sorpresa di Thierry, ci ha accolto nella tomba che si sta costruendo e decorando da vent’anni seguendo alla lettera i riti funerari egiziani (piramide, geroglifici, sarcofago e maschera funeraria compresi!).

La visita si è conclusa, direi cronologicamente, con la scoperta della tomba 3.0 (l’ho battezzata io così!), monumento funerario di André Chabod, secondo ospite a sorpresa di Thierry e fotografo di cimiteri, fondatore dell’associazione La mémoire necropolitaine sul cui sito si accede tramite… un QRcode sulla sua futura tomba!!

Come al solito il week end è stato intenso, grazie agli organizzatori di Paris face cachée e a tutti i partecipanti che ci hanno permesso di passare tre giorni (ehm… due!) magici!

Per saperne di più

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