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Tutti

Il concetto di caffé

Anni fa se qualcuno mi diceva

Dai, andiamo a prenderci un caffé
 quello che visualizzavo era un salto rapido al bancone di un bar, in piedi, per ingurgitare in mezzo secondo una gocciolina di caffé buonissimo e potentissimo. Adesso non è più così, ma sinceramente amo questo mio nuovo modo di concepire il caffé.

La bevanda.

Avviso a tutti gli italiani che si lamentano che il caffé all’estero non è buono: è normale, non siete in Italia, quindi vi dovete adattare a quello che offre la casa, e se non vi piace bevete altro! :-p

Qui un caffé normale è una tazzina riempita fino all’orlo, quindi al bar (anzi no, al café), non dimenticatevi di aggiungere bien serré (ristretto) alla vostra ordinazione se volete che la tazzina sia riempita solo a metà e che il gusto sia un po’ più marcato, ma dimenticatevi l’espresso dei bar italiani ok?

Dove si beve il caffé.

Un po’ di glossario prima di cominciare:

  • il nostro bar si chiama café
  • il nostro bar in francese si avvicina piuttosto al concetto di pub, oppure vuol dire… spigola (il pesce)!

Il café può essere anche un café tabac, cioé con un angolino di tabaccheria (di solito i café tabac sono molto grezzi e a volte pure un po’ squallidi), oppure un café brasserie, cioé dove c’è servizio ristorazione e di solito si può mangiare a qualsiasi ora.

I cafés hanno quasi sempre una terrasse, dei mini tavolini fuori, tutti allineati con le sedie in riga per permettere a quelli che ci si siedono di ammirare il passeggio.

Molto spesso le terrasses sono munite di potenti riscaldamenti da esterno, e anche in pieno inverno, a -10°, c’è sempre qualcuno fuori che si fuma una sigaretta col suo bel caffé bollente. A volte, quando comincia a fare freddo, le terrasses dei cafés si trasformano in vere e proprie verande: i proprietari montano delle strutture fatte di ferro, con dei teloni di plastica per proteggere dal vento e anche se ci si siede fuori, grazie ai riscaldamenti, si ha l’impressione di essere dentro.

I cafés di norma aprono molto presto e chiudono più o meno dopo cena (dipende da quanto è turistico il quartiere).

E ora passiamo al concetto vero e proprio che mi piace tanto.

Ci sono tre tipi di atteggiamento da café:

  1. All’italiana: si ordina il caffé al bancone, lo si beve e si parte (costa un po’ meno caro);
  2. Il comodo : ci si siede al tavolino, si aspetta il cameriere e poi ci si gode il passeggio sorseggiando con calma la bevanda. Quando si finisce si va via;
  3. Lo squat. La cosa bella dei cafés parigini è che con un caffé si può stare seduti anche tutto il pomeriggio senza che (quasi) nessuno ti rompa le scatole (dipende sempre da quanto turistico è il posto, più è turistico più vi romperanno le scatole per ordinare o andare via). Capita allora di vedere molta gente da sola che lavora sul computer o legge un libro o telefona, e la scusa del caffé serve per approfittare un po’ di una seconda casa/ufficio.

La colazione

Ultima cosa non meno importante che frega sistematicamente gli italiani che arrivano a Parigi: LA COLAZIONE AL BAR NON ESISTE, visto che non esiste il concetto di bar come lo intendiamo noi! Ma questa è un’altra storia, che troverete QUI. 🙂

31 Commenti

  1. Sara ha detto:

    Ciao Italianipoket, mi sono trasferita a Parigi da circa una settimana e riguardo al caffè il delirio mi assale: ho una moka, ma non riesco a trovare il caffè adatto! al franprix sotto casa ho preso un pacchetto sottovuoto qualunque salvo poi scoprire una volta che l’avevo aperto che era adatto alle caffettiere con il filtro.. risultato: il caffè non è “salito”, era troppo fine… mannaggia a me che non ho voluto ascoltare mia madre quando voleva infilarmi un pacchetto di caffè nello zaino!
    cosa mi consigli di comprare? ho visto il segafredo ma anche quello è consigliato per la macchina a filtro @_@ Mille merci e complimenti, sei fantastica!

  2. Cristina ha detto:

    Vorrei consigliarvi un ottimo caffè, naturalmente chiedetelo bien serré, Chez
    Léa nel V arr. 5, Rue Claude Bernard. L’ho scoperto casualmente più di cinque anni fa e da allora, tutte le volte che mi trovo a Parigi, soggiorno in questo adorabile quartiere (vicino a Rue Mouffetard).
    Chez Léa è diventato per me una tappa quotidiana e il barista Pierre, un amico che rivedo con gioia!
    Ciao Cristina.

  3. Elisa ha detto:

    Stavo sognando ad occhi aperti (sul web) di trasferirmi a Parigi e mi sono imbattuta nel tuo blog.Ti faccio i complimenti davvero fantastico 🙂 e utili anche a chi come me va spesso a parigi per lavoro, ora capisco tante cose! Ritornando a questo post, mi avete fatto venire un’idea geniale: apro un locale a parigi e lo chiamerò ” la colazione” un perfetto connubio tra bar e pasticceria francese..visto che adoro i dolci francesi ma mi manca da morire il cappuccino! ehehehe…va bhe stavo sognando! però sarebbe bello

  4. Mauro ha detto:

    Devo dire che il concetto è chiaro ed è naturale fare la distinzione sul fatto che siamo in Francia ma il concetto del caffè è uno, una persona lo può preferire in mille maniere diverse. Quello che non riesco a capire è l’assoluta mancanza di interesse nello scoprire l'”arte” del fare il caffè. Nei bar di Parigi ci si trova delle macchine (espresso) favolose e costosissime, miscele di caffè che sono le migliori (segafredo, lavazza e soprattutto Illy), allora non comprendo il perché non ricercare anche il modus operandi corretto per farlo (intento in tutte le varianti, anche quella francese per intenderci). A conti fatti e stando a tutte le opportunità che ci offrono i cafè di Parigi direi che riuscirei a spendere anche 5 euro per una tazzina fatta ad arte!

  5. Giuseppe ha detto:

    Cari amici, ma ci rendiamo conto che per 2,50 euro ve ne state seduti a vedere uno dei più bei pezzi di Francia che si muove davanti a voi. E poi se il caffè non è buono ma chi se ne frega , ho noleggiato per un’ora una sedia e un tavolino da bistrot. A Roma lo pagate uguale per vedere cosa? E poi a Roma, dieci minuti e fuori dalle balle altrimenti prendete qualcos’altro per rimanere altri dieci minuti. E’ un ‘altro mondo…che adoro.
    W i cafè di Parigi! W questo sito! W Elena!

  6. Mariu ha detto:

    la cosa importante da fare, è dimenticarsi di essere in Italia.
    Godetevi questa città magnifica che è Parigi! rallentate, e sedetevi a godervi quello che c’è di fronte a voi.. .se proprio vi volete lamentare del caffè che non ‘è come quello di mamma, statevene a casa!

    consiglio, se proprio volete far colazione, anche le peniche, c’è ne una di fronte a notredame magnifica.

  7. Valeria ha detto:

    Io vado in boulangerie a comprarmi una pasta e poi mi siedo al primo café…. nessuno ti dice veramente nulla se hai la colazione…. al sacco 😀
    Poi, almeno nella mia zona (19esimo) boulangeries e café sono fianco a fianco, forse per ovviare alla mancanza di friandises 🙂

    • Federica Voci ha detto:

      Buon suggerimento, proverò presto… grazie! Un’altra possibilità parigina attinente il caffé con cibo al sacco è quella della maggior parte delle biblioteche che permettono appunto di prendere un caffé e mangiare ciò che si vuole. Per me che sono vegetariana da 16 anni e, lo ammetto un po’ fissata e difficile di gusti, è una liberazione!

  8. Federica Voci ha detto:

    Condividevo precedentemente (mai sopportato il caffè invisibile e accellerato dei bar romani… con tanto di barista che se non te ne vai entro sette secondi comincia a “imbruttirti”) e avallo ssolutamente oggi il concetto di caffé con seduta prolungata, nell’ottica del dono a se stesse di un po’ di tempo per riflettere…

  9. Tony ha detto:

    Ah quando tornate in Italia x disintossicarvi vi rimpinzate di Vera Pizza e caffè…andate tutti a Napoli….

  10. Manuel ha detto:

    Ciao e complimenti per il sito molto utile e ben fatto.
    IO sono a Parigi da 5 mesi e mi sono accorto di una cosa: fare la colazione all’italiana ( ovvero caffè espresso + brioches )è possibilissimo a patto di rispettare gli orari. Quasi tutti i bar-caffe-brasserie, alla mattina, mettono sul bancone dei cestini con croissant e/o pain au chocolat. Arrivi li, e per la modica cifra di 2.5 euro circa ti fai caffè e pasta.
    Se si arriva dopo le 8.45…9.00… i cestini non ci sono più….scompaiono letteralmente. Penso che i gestori dei locali comprino 20 croissants e non di più al giorno… ma perchè? Questo rimane l’arcano mistero.
    Quindi se volete farvi la colazione all’italiana spendendo 2.5 euro SVEGLIATEVI PRESTO.

    • IP ha detto:

      Ciao Manuel, grandissimo per l’informazione!! Effettivamente la voglia di colazione al bar a me viene quando mi sveglio con calma e quindi… no way! 🙂

  11. Pierpa ha detto:

    Complimenti per il sito!
    Mi sono trasferito a Parigi da una settimana e si sta rivelando veramente utilissimo.
    Volevo chiederti un consiglio: dato che soffro spesso di mal di testa mi sono portato una scorta di di ibuprofene, ketoprofene, nimesulide (cioè Oki, Aulin, Brufen, etc.). Potresti consigliarmi gli equivalenti francesi?
    Grazie Pierpa

    • jdoe ha detto:

      Occhio alla Nimesulide .E’ un anti infiammatorio che in molti paesi del mondo è vietato per via dei rischi correlati .
      Per il mal di testa non è adatto (anche se ti offre beneficio).
      Occhio al paracetamolo (da provare prima di farmaci più forti.Ma 3 grammi al giorno sono soglia di tossicità.
      Se soffri spesso di emicrania consulta un centro specializzato nella cura emicranie (a Parigi ce ne sono di sicuro).
      Voilà

  12. irene ha detto:

    Bonjour!
    io infatti in questa ultima settimana prima di partire per parigi e starci per 10 mesi, mi godo tutte le mattine la colazione al bar con caffè/cappuccio e cornetto!!
    il mio ragazzo mi ha già detto di portare su a parigi la nostra moka di casa, almeno in casa il caffè sarà buono!!
    ciao a tutti!!=)

    • IP ha detto:

      Portati se puoi anche del caffé buono che qui il più decente che trovi è Segafredo se non vuoi spendere una fortuna! 🙂

      • chiara ha detto:

        l’illy è ottimo e facile da trovare (lo prendo al franprix o al monoprix vicino casa)! certo, è un po’ caro, ma è il solo lusso che mi concedo (più o meno)

  13. Max ha detto:

    La cosa più bella di Parigi sono assolutamente i cafè, proprio quelli in cui puoi sederti fuori e guardare la gente che passa, magari leggendo un giornale locale! Ah come mi manca Parigi!!

    • haruki ha detto:

      aaaaah come mi piaceva stare seduto in un café leggendo o guardando i passanti, era come stare al cinema, i parigini sono uno spettacolo :)…. mi piceva tanto che non mi importava della ciofega che mi stavo bevendo.
      comunque devo dire che quest’estate ne ho trovati vari più che accetabili… migliorano con il tempo 😉

  14. Auramaga ha detto:

    La formula magica l’ho trovata, bisogna andare al café e chiedere un espresso. Secondo me il caffe’ non e’ caro e se ne trovano di buoni (ma ripeto dovete chiedere un espresso); il cappuccino, invece, lo sconsiglio, disgustoso.
    Io adoro prendere un caffe’ aux noisettes e una crepe e passare i rarissimi pomeriggi vuoti che ho, a guardare la gente passare, per esempio a St. Germain.
    Alternativa, per chi ha solo voglia di fare colazione, trovare una catena che propone menu con caffe’ e croissant (come Casino, Monoprix ecc.) a prezzi ragionevolissimi.

    • Italiani Pocket ha detto:

      Bhe, il principio è che se si ha voglia di cercare, qualcosa si trova sempre! Basta identificare il buon caffé e poi si torna sempre lì!
      Il caffé non è caro, è la colazione al “bar” che ti ammazza… siccome parecchi dei miei amici ci sono cascati, meglio prevenire che curare. 🙂

  15. urania ha detto:

    Grazie mille a tutte e due!
    😀

  16. Italiani Pocket ha detto:

    Dunque dunque… se fa caldo propongo di analcolico il “Diabolò” in tutte le salse (acqua e sciroppo di “grenadine”, menta, mora o tutto quello che vuoi).
    E di alcolico, per un bell’aperitivo, propongo un Pastis (di cui vado matta!), che è un liquore all’anice allungato con l’acqua.
    Se fa freddo… concordo con Alessia! 🙂

  17. urania ha detto:

    Eh si, speriamo in un bel tempo!
    Capita la lezione, meglio stare lontana dai capuccini a parigi!
    grazie mille, così non avrò brutte sorprese!

  18. Alessia ha detto:

    vai di the, oppure cioccolata calda con panna, ma visto che saremo a maggio, spero sia il tempo adatto per una bella menhte à l’eau

  19. urania ha detto:

    Ciao, quindi mi state altamente sconsigliando di prendere cappucini durante la mia futura e brevissima visitina a maggio a parigi?
    Cosa potrei prendere di simile?
    Io per fortuna ho la colazione inclusa nell'”albergo”, ma anche di pomeriggio mi piace sorseggiare un bel cappucino…
    Datemi qualche dritta
    😉

  20. Italiani Pocket ha detto:

    Esatto, io ogni volta che torno in Italia faccio il pieno di caffé al bar, di pizza vera che non costa 1000€ e di gelato. Mi ingozzo come i cammelli così la riserva mi dura per qualche mese!

  21. Alessia ha detto:

    hai toccato un tasto dolente. i prezzi dei café sono veramente astronomici, l’ultima colazione che ho fatto al “bar” è stata per le analisi del sangue di 3 anni fa, visto il conto ora mi porto la brioche in borsa. sul cappuccino ci ho rinunciato , a volte spiego il modus operandi al barista, ma alla fine ho deciso che me lo godo quando vengo in Italia
    ciao Alessia

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