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Italiani pocket vs lo scambio di valigie

Amici lettori! Era da tempo che non mi capitava una disavventura degna di essere condivisa (per fortuna!), l’ultima risale infatti al 2010 e all’eruzione del vulcanoho un nome impronunciabile perché sono islandese”, che ci aveva bloccati dall’altra parte del mondo.

Sono quindi entusiasta di raccontarvi oggi questa storia che vi farà riflettere su cosa va in giro per il mondo! E chiaramente spero di farvi fare qualche risata, perché si sa che col senno di poi tutto diventa meno tragico…

Mi scuso in anticipo con i signori uomini che non capiranno al 100% il livello di tragedia di questo evento. 😉

Tutto comincia a Orly.

Arrivo alle 22h25 da Roma Fiumicino dopo una settimana di stacco dalla vita parigina, sono quindi sorridente e bendisposta verso il mondo (durerà poco!). Felice e contenta mi dirigo verso il nastro dei bagagli e aspetto il mio. Nel frattempo chiamo il mio uomo, felice di ritrovarlo di lì a poco, e mi riconnetto al mondo dopo ADDIRITTURA due ore senza wifi ne dati, immergendomi in mails, whatsapp e tutto il resto.

Dopo una quindicina di minuti vedo la mia valigia che, PER ULTIMA, viene vomitata sul nastro, ripongo il cellulare in borsa e gioiosa di tornare a casetta la aspetto mentre si avvicina a me: una curvetta, un’altra, un pezzettino di nastro, eccola, mi sporgo, prendo la maniglia, la tiro via dal nastro e…NON E’ LA MIA VALIGIA!!

Stesso modello della mia, solo che la maniglia è diversa, è mezza vuota e non c’è il lucchetto!

Pausa.

Cari uomini, sapete qual’è uno dei peggiori incubi per una donna (o almeno per me)? Rimanere senza beauty case!!! Perché il beauty è vita! Perché lì dentro ci sono tutte le creme cremette cremine trucchi trucchetti pinzette mollette, che noi povere femmine accumuliamo per mesi/settimane/anni a forza di saldi e promozioni per non aprire un mutuo!! C’è tutto il kit di sopravvivenza senza il quale la maggior parte di noi non può sopravvivere nella giungla urbana! Senza contare che, essendo appena tornata da un matrimonio, dentro alla mia valigia avevo il vestito (che mi sarebbe servito per un altro matrimonio due settimane dopo), svariate altre cose, ma soprattutto il carica batteria del computer con il quale lavoro!

Ora che avete una panoramica della “gravità” della situazione (soprattutto voi lettrici)…

…possiamo riprendere.

Con la mano ancora attaccata alla non-mia maniglia della non-mia valigia, in un secondo ho il quadro della situazione: qualche deficiente ha preso la mia valigia scambiandola per la sua e se n’è andato! Chi è? Dove abita? Dov’è? Idiota!!!!!

Lacrimoni grossi come prugne cominciano a voler sgorgare dai miei occhi, blaterando bestemmie in francese e raffiche di “merde merde merde!!!” mi guardo intorno manco fossi posseduta, alla ricerca della mia valigia, ma non c’è più nessuno! Corro allora al servizio bagagli nella speranza di trovare il contatto dell’intelligentone…continuando a blaterare tra i denti “merde merde merde merde…” e trattenendo i lacrimoni per gestire il personale di Orly.

Faccio la mia fila, minacciando pericolosamente un uomo che cerca di passarmi avanti, e arriva finalmente il mio turno.

“Signore mi aiuti, un deficiente ha preso la mia valigia scambiandola per la sua! Voi avete di sicuro il suo numero di telefono, può chiamare la compagnia, qualcuno, la prego faccia qualcosa!”.

Il tipo neanche mi lascia finire: “Venga di qua”, apre una porta, prende la valigia e mi richiude la porta in faccia…io resto interdetta e in tilt penso: “Ma che sta a fà? Che devo fà? Dò devo annà?”.

Il tipo risbuca dietro al bancone e comincia a farmi domande: “Nome? Cognome? Indirizzo?”, io gentilmente rischio un “Scusi? Ma non avete modo di contattare la persona? Magari è ancora all’aeroporto”… e lui “No, è tardi, è tutto chiuso. Nome? Cognome? Indirizzo?”…che persona servizievole!

Dopo 5 minuti mi lancia un foglio sotto al naso “Firma qui”…io, anche se in tilt, controllo il modulo e scopro che il cretino (un altro) si è completamente inventato l’indirizzo!! Oltre ad essere servizievole è anche molto intelligente.

Riscrivo l’indirizzo giusto, dopodiché lui stampa un altro foglio e frettolosamente mi dice “Questo è il numero da chiamare domani, questo è il numero del tuo reclamo, appena ritrovano la tua valigia ti chiamano…quando la ritrovano questo non si sa! Può anche darsi che non la ritrovano proprio!”…prende e SE NE VA!

Oltre ad essere servizievole e intelligente si dimostra anche estremamente sensibile e pieno di tatto…

Avete presente nei cartoni animati giapponesi quando c’è il primo piano degli enormi occhi del personaggio che lentamente si riempono di lacrime giganti? Ecco…io che fino a quel momento ero riuscita a controllarmi, resto basita cò stò foglio in mano, le lacrime cominciano a sgorgare da tutti i lati, grosse, silenziose e mi avvio verso l’uscita per riuscire almeno a recuperare l’autobus.

Passo il tragitto in autobus smocciolando sulla mia vicina, consumando un pacchetto di fazzoletti e piangendo manco mi avessere annunciato la fine del wifi e di Internet nel mondo! Ma tra un singhiozzo e l’altro mi attacco al telefono alla ricerca del Sig. Cretino X sul web (di cui conosco nome e cognome), perché in un mondo in cui la privacy ormai è una chimera, ho la speranza di trovarlo e contattarlo…

Oh…non ci crederete mai…il tipo oltre ad essere scemo non è neanche reperibile su Internet!! Trovo un vago profilo FB che capisco essere inattivo e su LinkedIn c’è un profilo bloccato, quindi impossibile da contattare. Mi dico che se questa persona ha un paio di neuroni in testa riuscirà a contattarmi lei, visto che sulla mia valigia ci sono nome e cognome e che in UN SOLO CLIC sul web è possibile contattarmi, visto il mio lavoro…non posso far altro che aspettare

…dopo 12 ore di attesa

La mattina dopo, nessuno si è fatto ancora vivo. A Orly (chiaramente) se ne fottono e mi dicono che la ricerca è in corso (ma tanto loro non la troveranno mai la mia valigia visto che non si tratta di una perdita all’aeroporto ma di un cretino X), mi devo quindi inventare qualcosa IO (come te sbaji!).

Rifletti, rifletti, rifletti…la compagnia aerea ha per forza la lista dei passeggeri! Chiamo EasyJet! Risponde una tipa che alla domanda

“Scusi avrei bisogno di contattare il passeggero del volo tal dei tali che si chiama ‘cretino X’, mi può aiutare?”

risponde “No mi dispiace ma per questioni di privacy non posso darle il contatto di un passeggero”

e io “Ah ok, ma può almeno cercarlo lei e contattarlo da parte mia? La situazione è questa e questa e lei è la mia sola speranza!”

e lei “No mi dispiace ma per questioni di privacy non posso darle il contatto di un passeggero”… ok ho beccato la sottosviluppata mentale, che non ha voglia di aiutarmi…decido quindi di riattaccare e di richiamare finché non trovo qualcuno con un cervello disposto ad aiutarmi…

E qui entra in scena Clément! Oh Clément! Che se non fossi già sposata ti avrei chiesto di sposarmi! Oh Clément che mi salvasti da mille tormenti! I love you Clément!

Il suddetto Clément in 10 minuti di orologio ritrova ‘cretino X’ (che nel frattempo non aveva mosso un dito per ritrovarmi!), lo contatta, gli dà il mio numero di telefono e cretino X (o anche detto da adesso in poi Samuel) mi chiama!!!!!

La gioia di aver ritrovato infine la mia valigia e l’idiota che l’ha presa viene attenuata quando scopro che

1. Samuel abita a 2 ore da Parigi e quindi la cosa si complica;

2. Samuel oltre ad essere rimbambito (mi spiega che ha preso la valigia, l’ha messa in macchina, ha guidato 2 ore, è arrivato a casa senza neanche aprirla, si è messo a dormire e ha scoperto la mattina che non era la sua!), è anche presuntuoso ed egoista !

3. Samuel non ha intenzione di tornare a Parigi prima di una settimana, fregandosene altamente del fatto che io sono senza le mie cose!

Per fortuna io posseggo un’informazione che mi ha dato Clément e che gli farà cambiare idea: “Caro Samuel, se non vai a recuperare la tua valigia a Orly entro 4 giorni EasyJet la manda a Londra e allora addio valigia! Ah e poi sai cosa? Se non gli porti la mia loro non ti danno la tua, vedi un po’ te che puoi fare”.

E lui “Senti fai una cosa, vai a Orly e chiamami quando sei al bancone così capiscono che sono il proprietario della valigia, la prendi e poi ci mettiamo d’accordo tra di noi, perché sai io sono un dirigente e mi scoccia proprio rifarmi due ore di tragitto fino a Parigi.”… ceeeeeeerto!!! Perché secondo te :

1. Mi danno veramente la tua valigia ;

2. Aspetto che tu sia comodo per riavere la mia valigia

3. Mi sbatto a fare 2 ore tra metro e bus per te che sei così comprensivo

Morale della favola: il signorino si è degnato di passare a Orly dopo 4 giorni, arrivando la mattina, dopo avermi detto che sarebbe arrivato il pomeriggio… paura di prendere botte? E alla mia frase “Ho recuperato la valigia, ma certo che in 4 giorni mi aspettavo almeno delle scuse” mi ha risposto “Vabbé che vuol dire, scusa scusa, ma sono cose che capitano, e poi anche a me ha scocciato parecchio rifare il tragitto sai, perché io sono dirigente”… lo avessi avuto a tiro credo che lo avrei ucciso…ho giusto riattaccato godendomi la visione della mia valigia sana e salva nell’Orlybus e vicina vicina a me.

Epilogo

La mia avventura potrebbe finire qui, invece la faccio finire con la ciliegina sulla torta grazie al personale di Orly che è di una comicità inaudita!

Sapete quanto ci ho messo a recuperare la valigia che era fisicamente dall’altra parte del bancone a cui stavo appoggiata? 45 minuti!!! Sapete perché? Ora ve lo dico…

Faccio la fila, il tipo al bancone, dopo avermi fatto firmare i vari moduli, mi dice di passare dalla porta accanto e venire a recuperare la valigia, la porta è chiusa, torno dal tipo che mi dice “Allora guarda, vai al banco informazioni dell’aeroporto che è 50m laggiù e chiedi a loro se ti aprono”… bho…mi pare un po’ strana come cosa, ma che devo fare? Vado al bancone a 50m da lì, faccio un’altra fila, spiego, la tipa ride di disperazione e dice “Ma perché continuano a mandarmi gente? Io mica ho il codice della porta!”, fa una chiamata, arriva un tipo vestito di arancione con un walkie-talkie, spiego, e lui mi dice “Ma scusa? Basta fare il giro da qua, è aperto!”… e con questo passo e chiudo.

2 Commenti

  1. Michela ha detto:

    Come diciamo da noi: VOGLIA DI LAVORARE, SALTAMI ADDOSSO!!! Hanno il lavoro e lo fanno male! Poi si lamentano se li licenziano!!!
    …e comunque il sig. X si meriterebbe una bella settimana di “mal di pancia” continuo! 😀

  2. Domo ha detto:

    Sono sconvolto, benchè non abbia mai avuto problemi in partenza da Beauvais, il tuo racconto mi ha terrorizzato . Tra un paio di mesi farò un petit tour- Beauvais – Barcellona – Roma – Palermo – Trapani – Beauvais e sono veramente terrorizzato . Grazie 🙂 .
    Fortunatamente ho solo il bagaglio a mano e lo preservo come se fosse mio figlio ma hai gettao un’ ombra di panico. In ogni caso lodo il tuo self- control e la capacità di sdrammatizzare. Credo che al tuo posto avrei dato in escandescenze e sarei nei guai… ma sai io non sono un dirigente 🙂

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