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Il concetto di carta di credito e l’approccio al soldo

Noi italiani abbiamo un rapporto con la carta di credito un po’ particolare: non ci fidiamo a usarla su Internet (non quanto all’estero per lo meno), non la usiamo spesso per fare acquisti (soprattutto se la somma non è molto elevata) e soprattutto abbiamo l’abitudine di girare con addosso sempre un mucchio di contanti (che in alcuni casi però può salvare la vita: vedi l’avventura di IP contro il vulcano islandese!).

Quando arriverete in Francia (per turismo o no), la prima cosa da fare è di cambiare completamente ottica in quanto la carta di credito sarà la vostra nuova migliore amica.

Partiamo dal fatto che qui non esiste la differenza tra carta di credito e bancomat, ma c’è una sola e unica Carte Bancaire, tradizionalmente chiamata Carte Bleu (e abbreviata in CB) perché in origine erano tutte blu in onore della squadra di calcio francese, pensate un po’!

Le caratteristiche principali della CB sono:

  • la presenza del chip che vi permette di fare svariate cose (compreso per esempio l’abbonamento al Velib’ che non è possibile senza il chip)
  • un codice PIN a quattro cifre
  • l’associazione a un circuito internazionale (Visa, Mastercard, ecc…)

Per ottenere una CB dovrete aprire chiaramente un conto in banca e la pagherete annualmente a seconda delle offerte (per sapere come fare leggete il post In banca).

Con la CB puoi acquistare tutto, dal biglietto della metropolitana all’automobile, con lei puoi fare spesa e nel 90% dei casi non c’è minimo di acquisto per usarla (se sei proprio sfortunato, il minimo di acquisto varia da 1€ a 15€ a seconda del negozio), con lei ritiri i contanti ai distributori automatici e puoi anche prelevare solo 10€, con lei ci vai al ristorante, ci paghi da bere in discoteca, ci spedisci le raccomandate da Internet, e tanto altro.

Il parigino (e mi annovero anche io in questa categoria) non sa cosa sono i contanti, può uscire senza un euro, ma mai senza la sua CB! Anzi, se è obbligato a pagare in contanti creerà lo sconcerto e lo sconforto della cassiera che non è tanto abituata e a volte sarà lentissima a dare il resto.

Il concetto di carta di credito è poi secondo me legato intimamente all’approccio verso il soldo che hanno qui e che condivido totalmente!

Una differenza enorme che ho notato rispetto alla mia ex vita a Roma è che qui c’è un sottile e finissimo concetto di giustizia verso il soldo. Per farvi capire meglio vi faccio degli esempi pratici, come al solito generalizzando al massimo e prendendo spunto dalla mia esperienza personale.

1. A cena/pranzo fuori

Alla fine del pasto c’è un rapido momento in cui si calcola sempre se si è preso più o meno tutti la stessa cosa (e in quel caso si divide tutto) oppure no, ed è sottinteso che il conto non andrà diviso per il numero dei commensali, ma ognuno pagherà quello che ha mangiato se ci sono differenze visibili.

In questo modo io vegetariana non sarò costretta a pagare il doppio perché il mio vicino si è sbafato una bistecca. E chi non beve alcool non vedrà il suo conto esplodere per pagare una bottiglia da 25€ che non ha neanche assaggiato (l’alcool se si mangia fuori è carissimo!).

Mi ricordo che un giorno siamo andati a cena con i colleghi del mio uomo, eravamo almeno una decina e ognuno ha mangiato cose e quantità differenti. Alla fine del pasto, quando è arrivato lo scontrino lungo 2 Km, Marlène, la mia vicina, se ne è impossessata, ha tirato fuori una penna e dopo averci interrogati uno a uno su cosa avevamo preso, ha fatto i conti per ognuno di noi ! Un genio ! E senza calcolatrice ! :-p

Infine, quando si va a pagare il conto, ognuno paga la sua parte con la sua CB. Se ci sono contanti che girano sul tavolo è segno che c’è un italiano nel gruppo. :-p

2. La colletta

Quando ho prestato soldi ad amici italiani mi è capitato a volte di non riceverli indietro, perché in generale non ho abbastanza faccia tosta per starli a richiedere ogni tanto, o fare battutine per ricordare all’interessat* che mi deve dei soldi, è una cosa che proprio non riesco a fare e quindi, a volte, rimango fregata.

Anticipare dei soldi a un francese equivale a ricevere nelle 72 ore successive la somma anticipata in contanti o ancora più spesso con bonifico, senza stare a chiedere niente! E questa è una cosa che apprezzo tantissimo!

Non per niente qui dicono 

Les bons comptes font les bons amis
e questo vale anche se si presta un euro o un buono pasto!

3. In viaggio

Quante volte vi sarà capitato di passare un week end o un viaggio tra amici, e pagare cose a destra e sinistra facendo finta di tenere dei calcoli approssimativi, perché altrimenti vi faranno passare per taccagn*? E alla fine trovarvi a pagare più del dovuto? Ecco a me è capitato, sempre per la solita storia per la quale non sono a mio agio quando si tratta di soldi!

Poi un giorno ho scoperto Tricount, una app in cui si segna chi paga cosa e alla fine ti dice chi deve quanto a chi. L’ho trovata semplicemente fantastica e proposta :

  • alle mie amiche francesi che l’hanno subito adottata e adorata. In men che non si dica durante il week end abbiamo speso, segnato, spinto un pulsante e poi fatto i vari bonifici a chi aveva speso di più ;
  • alle mie amiche italiane, per le quali era tutto troppo complicato.

Conclusione del tutto personale : evviva la carta di credito ed evviva i conti alla non-romana! 😉

28 Commenti

  1. Walter Kurtz ha detto:

    Precisione: la differenza tra bancomat e carta di credito esiste anche in FR, solo che in Francia le banche non propongono le 2 funzioni nella stessa carta fisica, purtroppo.

    Bancomat=carte avec débit immédiat o carte de débit. 90% delle cb francesi.

    Carta di credito=carte avec débit différé o carte de crédit.

    NB.
    Alcune società di autonoleggio per la garanzia accettano solo le carte di credito, quindi con le comuni carte francesi ci sono delle difficoltà. Se possibile, meglio quindi avere 2 carte con sé, una débit immédiat e una di credito (utile quando non ci sono più soldi sul conto).

    Ciao

    • IP ha detto:

      Ciao Walter grazie per la precisione, mi sono espressa male e volevo piuttosto porre l’accento sulle abitudini. 😉 Rarissimi sono i casi in cui si sceglie di avere due carte con due diversi débit, di solito se ne ha una e molto più spesso a débit immédiat perché più facile da ottenere. 🙂 Personalmente in 16 anni non ho mai avuto bisogno del débit differé che non mi hanno mai chiesto da nessuna parte, ma è solo la mia esperienza. 🙂

  2. Isà ha detto:

    Ciao IP!
    Sono d’accordo con te sulla comodità di utilizzare le carte di pagamento invece dei contanti. Rimango comunque molto diffidente sull’uso del bancomat: a due mie amiche l’hanno clonato (a una è successo proprio a Parigi) pagando in negozi insospettabili e se ne sono accorte solo quando la banca le ha avvisate di strani movimenti sul loro conto (per lo più si trattava di acquisti fatti su internet, per i quali non serve conoscere il codice segreto).
    Io sono da sempre una fan delle carte prepagate o “carte di debito” (tipo Postepay, per intenderci): ci paghi tutto senza mettere a rischio il tuo conto.
    Il problema è che in Francia le carte prepagate sono pensate solo per i ragazzini (plafond bassissimi, limiti di ricarica, etc..). Almeno, questa era la situazione un anno e mezzo fa.
    Scoraggiata, sono rimasta con la mia Postepay. Il problema è che abitando a Parigi posso ricaricarla solo via internet e sono dunque costretta a mantenere il mio conto BancoPosta di cui vorrei invece disfarmi.
    Qualcuno mi sa dire se nel frattempo è uscito un prodotto equivalente alla nostra Postepay?
    Grazie fin d’ora per l’aiuto…e AUGURI!!!!

    • nico ha detto:

      Uso bancomat e carte di credito da 30 anni e fino ad oggi non me le hanno mai clonate…….non è cosi’ semplice

    • Lyd ha detto:

      Ciao, anche la Banque Postale ha delle ricaricabili praticamente identiche al PostePay. Io ho ordinato la mia la settimana scorsa 😉

      Resto diffidente come te, soprattutto per i cloni e per il fatto che non so cos’abbia il mio corpo, ma smagnetizzo le carte nel giro di un anno anche se le tengo benissimo e separate dal resto delle mie cose. :/

  3. ilenia ha detto:

    ragazzi io mi devo trasferire a giorni e dovrei farmi un conto adatto per studenti che lavorano part time… io nn capisco niente di banche. secondo voi quale banca può fare per me? he di tipo di conto devo chiedere? insomma mi serve un libretto delle istruzioni sul conto in banca francese…. grazieeee

  4. silvia ha detto:

    Questo post è davvero utile, grazie carisima IP, cmq anke io sono molto “parigina” in questo senso…. carta di credito a go-go…….. è una comodità per tutti, sia x ki fa acquisti ke x la cassiera ! ( ho fatto la cassiera x 3 anni….. ). Sono x il denaro virtuale a oltranza…. certo ke in Italia in molti esercizi nn sanno neanke cosa sia una carta di credito…… a volte te la rifiutano pure nonostante il documento d identità !!! mah….. purtroppo in Italy siamo indietro d un milione d anni luce…. ma ovviamente esistono le eccezioni, per fortuna….

  5. ValeM ha detto:

    Io lo vivo come l’ennesimo simbolo dell’egocentrismo e mancanza di spirito d’adattamento dei parigini…ma io nn amo Parigi 🙂

  6. dany50 ha detto:

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=8129&ctg_id=93
    spartire equamente fra amici una spesa comune’ (per esempio, in occasione di una cena)

    • dany50 ha detto:

      Doveva essere la risposta alla domanda: cosa si intende per pagare alla romana, posta in un commento.
      Purtroppo mi è scappato un click di troppo 🙂

  7. NICO ha detto:

    Sul prestito denaro ai francesi e la presunta restituzione in poco tempo.
    “Anticipare dei soldi a un francese equivale a ricevere nelle 24 ore successive la somma anticipata in contanti, bonifico o assegno… senza stare a chiedere niente !”Non concordo.Ho prestato 12 euro e me li hanno ridati spedendo un assegno ben due mesi dopo…ho prestato vari DVD a diverse persone e sono rientrati solo dopo 7-8 mesi e alcuni non ancora.
    Tutto il mondo è paese.Non si possono generalizzare comportamenti negativi ma nemmeno quelli positivi.

    • IP ha detto:

      Ma certo Nico, sono d’accordo con te, ma non posso scrivere post sul comportamento di ogni singola persona no? 🙂
      Io scrivo delle MIE personalissime e soggettivissime esperienze… come al solito! 🙂

      • Guido ha detto:

        Si, ma mi sfugge dove sia l’automatismo che ti permette di riportare a casa il prestito fatto con la carta di credito. Se il tuo debitore decidesse di scroccarti i soldi lo farà sia che tu gli abbia dato in mano del contante, che gli abbia pagato qualcosa con la carta di credito. Non essendoci alcun automatismo di rientro, non cambia nulla! Inoltre anche nel pagare alla romana il proprio pranzo, tramite contanti o carta di credito, non cambia proprio in nulla: una volta che il cameriere ha evidenziato che la tua quota parte é di 20€, che tu gliele dia tramite cash o con una carta di credito a lui cambia solo che se paghi tramite la carta, una piccola percentuale gli verrà trattenuta dalla banca. Non per niente le banche spingono a far utilizzare le carte di credito, perché fa figo e perché puoi ricevere qualche beneficio, se superi un margine di utilizzo! Di sicuro c’é che ad ogni striscio della carta incassano parte dei guadagni, che in fondo non gli competerebbero, quindi un bel business per le banche, oltre a tracciare potenzialmente i nostri bisogni ed abitudini. Evviva quindi il denaro frusciante

        • dany50 ha detto:

          Non c’è “automatismo”, c’è solo l’approccio diverso al problema. L’italiano che ha ricevuto un prestito se ne frega e se ne dimentica, mentre il francese è più attento a ricordarsi il prestito ricevuto che restituisce alla svelta (magari spedendo un assegno come detto in un altro commento)

  8. sK ha detto:

    in uk pagando con la carta è possibile chiedere fino a 25£ di “cash back”, insomma, come se si prelevasse al bancomat. in francia si può fare?

    • miciametis ha detto:

      No, in Francia non è possibile. Ma può succedere che al momento del conto uno dei commensali possa pagare con la sua CB anche per quelli che hanno dei contanti e tenere per se i soldi (evitando di andare a prelevare al distributore).

    • Lyd ha detto:

      No, finora questo metodo l’ho visto solo in UK e Canada.

  9. Davide ha detto:

    Ciao!

    Vivo a Paris da 4 anni e confermo in pieno, i Francesi non sanno usare i contanti.
    Vero, la CB è comdissima, ma ritengo che sia essenziale in certe situazioni sapere usare le banconote.
    Mi spiego.

    I francesi, la maggior parte, ragionano a schemi e obbediscono a regole senza porsi domande su cosa sia la cosa più “intelligente” fare.
    Gli hanno insegnato che i contanti sono “il male”, la “mafia” e quindi non li usano.
    Per esempio i bancomat distribuiscono solo banconote da 10, 20 e 50 euro, se prelevi 300 euro rischi di vederti distribuire solo banconte da 10 e 20 euro.
    La maggior parte dei miei colleghi non ha mai visto una banconota da 100 e non sanno di che colore sia.
    Mi è capitato di pagare con biglietti da 200 la prima rata delle tasse (circa mille euro) e ne è nata una discussione perchè secondo la cassiera, ripeto la “cassiera”, della tesoreria nazionale (l’equivalente del ministero delle finanze) non esistono tagli da 200 euro. Abbiamo dovuto chiamare il direttore e mi hanno additato di mafioso e intrallazzone italiano.

    Isomma hanno il tabù dei contanti, sono complessati ma vi assicuro che la valigette piene di 500 euro e le tangenti sono anche qui la regola.

    Mi capita di viaggiare all’estero per lavoro e quando ci sono problemi di soldi i francesi stanno sempre fregati “aiuto non prendono la carta cosa faccio?” mentre io e i miei colleghi ebrei e libanesi ce la caviamo sempre….

  10. alice ha detto:

    E’ anche vero che a volte si esagera al limite del ridicolo..non esageriamo idealizzando i francesi, le cui abitudini adotto da tempo, ma diverse volte ho visto pagare UNA BANANA con un assegno…
    Quindi..il buon senso conosce anche una misura 😉
    Per il resto, anche io mi associo a “ciascuno paga quello che ha preso” e detesto a morte il conti alla romana, che ti fanno venir voglia di restartene a casa più che uscire in pizzeria!

    • Guido ha detto:

      Perdonami l’appunto, ma pagare “alla romana”, non equivale a dire che “ciascuno paga quello che ha preso” ? Qui al nord Italia, quantomeno lo usiamo in questo modo

  11. haruki ha detto:

    Ho preso l’abitudine di pagare tutto con CB durante l’ormai lontano soggiorno parigino durato, purtroppo, solo 6 mesi.
    Al rientro in Italia, e più precisamente a Roma, ho proseguito a pagare anche la minima spesa con CB ma a volte, anche ora che sono passati diversi anni, ancora mi arrivano delle occhiatacce! 🙂

    Comunque confesso che ho sempre un gruzzoletto di liquidi a portata di tasca 😉

  12. Guido ha detto:

    Sarà che uso poco la carta di credito, ma supponiamo che un mio amico mi chieda di prestargli 50€ per pagargli la cena che ha consumato, io acconsento e mi sobbarco i suoi 50€ + i miei 30€ (tanto per mettere cifre a caso), per cui mi troverò addebitato 80€ invece di 30, a questo punto se il mio amico fosse uno di quelli “che si dimenticano” i prestiti ricevuti, quale dovrebbe essere l’automatismo che mi farebbe tornare i miei soldi senza dover andare a ricordarglielo? Mi sfugge qualcosa che non conosco?

  13. Giuseppe ha detto:

    Che Paese lo adoro. Ma lo sai IP quanto sei fortunata? E noi qui a Roma…

  14. Fra' ha detto:

    C’è solo da capire la loro passione (che per fortuna va scemando) per il pagamento in CHEQUE. Cosa avesse di pratico l’assegno, lo sanno solo loro…

  15. Ale ha detto:

    “Il parigino (e mi annovero anche io per questa volta in questa categoria) non sa cosa sono i contanti, puo’ uscire senza un euro, ma mai senza la sua CB!”

    verissimo…ma sarà capitato anche a voi diverse volte di avere bisogno di qualche soldo (anche 1 euro per la baguette), di aprire il portafoglio e di trovare IL NULLA TOTALE! 😀

  16. Max Giordan ha detto:

    “les bons comptes font les bons amis”: mi piace!

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