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La folle storia dell’acqua Perrier

Ci sono due eventi che mi hanno fatto pensare alla Perrier in questi giorni:

1. La canicule che ha trasformato Parigi in un forno a micro onde e ha fatto capire ai parigini (e ai francesi in generale credo), che cosa significa veramente la parola estate. E queste sono le immagini apparse nella mia testa:

2. La nuova pubblicità che ho visto al cinema e che mi piace tantissimo!

Premetto che a me la Perrier neanche piace e che come tutti i post di questo blog nessuno mi paga per fare pubblicità, ma la storia di questa marca è talmente caratterizzata da follia, creatività e soprattutto provocazione, che ho avuto voglia di raccontarvela!

Prima dei cenni storici vorrei pero’ fare una dedica speciale a mio cugino, che mi ha fatto notare che nel libro de Il secondo tragico Fantozzi l’acqua Bertier che appare nel film è in realtà… la Perrier!

Godetevi questa chicca intanto:

Era una tranquilla serata nei dintorni delle feste natalizie di qualche anno fa, quando, imbambolata davanti alla televisione, ho visto passare la pubblicità più assurda che abbia mai potuto vedere in prima serata su una televisione pubblica… la famosa mano dell’acqua Perrier, l’acqua francese super frizzante.

Siccome le immagini valgono più di mille parole, guardatevela e cercate di chiudere la bocca alla fine che rimarrà sicuramente spalancata:

Ripresa dallo sbigottimento mi sono ripromessa un giorno di studiare questo caso mediatico… e il giorno è appunto arrivato!

Un po’ di storia

La fonte della Perrier era famosissima fin dall’antichità, e gratuita fino al 1863 quando ne venne autorizzato il commercio. La fonte era soprannominata bouillens dagli abitanti di Vergèze (paesino vicino Nîme, nel sud della Francia), a causa del gorgogliamento (bouillonnement) dovuto alla presenza delll’anidride carbonica naturale.

Nel 1888 la fonte viene comprata da un certo Rouvière, coltivatore, che si associa con il Dottor Louis Perrier, che ne scopre le virtù terapeutiche.

Nel 1903 Sir John Harmsworth si associa al Dott. Perrier e finanzia lo sviluppo della sua acqua terapeutica, tanto che il Dottore diventerà ben presto Fornitore brevettato di sua Maestà il re d’Inghilterra…e quindi una società inglese.

L’acqua Perrier all’inizio è famosissima soprattutto all’estero (Londra, Delhi, Singapore…), ma alla morte di Sir John nel 1933 gli eredi vendono la società a Gustave Leven, che si associa con due amici: Maurice Epry e Jean Davray, che sarà il pubblicitario storico della marca. L’acqua Perrier torna a essere quindi francese.

Il primo colpo di genio di Gustave Leven è di trasformare una fonte modesta di acqua in un’enorme azienda, e di vendere una materia prima più cara del latte o del vino! L’acqua è naturalmente gassata, gli impiegati la imbottigliano e la chiudono manualmente, finché nel 1950 Gustave Leven fa costruire una vera e propria fabbrica.

Nel 1970 Jean Davray lancia lo slogan più famoso della marca « Perrier, c’est fou ! » a cui faranno seguito le prime pubblicità folli (lo spot della mano è del 1976 e riproposto rimasterizzato nel 2009). La comunicazione della marca comincerà a essere famosa, senza avere pertanto un vero e proprio dipartimento marketing, che sarà creato solo nel 1987!

Nel 1973 le bottiglie di plastica vengono imposte per il commercio delle acque minerali e il sistema di recupero delle bottiglie di vetro viene abbandonato. Perrier non può imbottigliare nella plastica a causa del gas, e continuare a utilizzare le bottiglie di vetro avrebbe necessitato l’aumento dei prezzi, che erano pero’ bloccati dallo Stato… Gustave Leven decide quindi di fabbricare le proprie bottiglie e Perrier diventa anche una bottiglieria! In meno di 5 ore si passa dalla sabbia che arriva in fabbrica fino alla bottiglia di vetro finale piena d’acqua!

Nel febbraio del 1990, tracce infinitesimali di benzene vengono scoperte da un laboratorio americano in 13 bottiglie di Perrier. Gustave Leven decide di ritirare TUTTE le bottiglie in sei Paesi (Stati Uniti, Canada, Giappone, Germania, Olanda e Danimarca) e abbandona la direzione del gruppo.

Nel 1992 Nestlé prende il controllo della marca, e a partire dagli anni ’90 la comunicazione passa sotto la responsabilità dell’agenzia Ogilvy & Mather, che resterà l’agenzia storica della marca. Sono suoi gli spot più celebri come “La donna e il leone” e “L’assalto al frigorifero” di Jean Paul Goude, o “La danza dei pianeti” e “Il tennista” di Ridley Scott.

Nel corso degli anni Perrier ha sempre mantenuto un’immagine particolare e provocatoria, tanto che ormai all’uscita di ogni nuova pubblicità ci si attende il solito fiume di pareri e articoli (compreso il mio! Ehehehe).

Per riassumere

Un rapido e simpatico documentario (in francese) trovato su Youtube:

Fonti e link simpatici

Prodimarques

Les copains d’abord

La reclame

3 Comments

  1. Lascio un mini commento per precisare che non verró a vivere a Parigi, andró nel Centre, nello Cher… non sarà certamente movimentato come da te, però sono sicura che starò benone!

  2. Ciao! Ti seguo da circa un annetto e mi sono decisa a commentare solo adesso per due motivi: il primo è che mi sono sbellicata dal ridere con questo post, complimenti!
    Il secondo è che, da settembre, anche io verrò ad ingrossare le fila degli italiani in Francia e, a questo proposito volevo ringraziarti per l’ottimo aiuto che mi hai fornito grazie al tuo sito. Ho trovato un sacco di informazioni, curiosità, idee, che mi saranno molto utili nei mesi a venire e che mi sono già state preziose per tutte le operazioni burocratiche (e non) che ho dovuto compiere per avviare il mio inserimento lavorativo e sociale nella comunità francese. Quindi GRAZIE!
    Sei stata preziosa!
    Ti auguro una buona estate (parigina o meno), et à bientôt!
    p.s. Mi sono piaciute molto le tue foto del Tour de France di ieri, anche se io non sarei resistita tra tutta quella folla!

    • IP ha detto:

      Ciao Elisa,
      ma grazie! Che bel commento!! :-))
      Sono contenta di esserti utile, ma soprattutto…di farti ridere! Ehehehehe…

      Buona Parigi!

      p.s. la folla al Tour de France era sostenibilissima sinceramente, ho visuuto di peggio. 🙂

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