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La mia Notte dei Musei 2017

Ogni anno, i giorni che seguono la Notte dei Musei o altri eventi parigini conosciuti sono pieni di commenti tipo: “È l’ultima volta che ci provo, due ore di fila per entrare al Louvre, ho abbandonato!”, “No vabbé, ma a mezzanotte era tutto chiuso!”, ecc… e io puntualmente me la ridacchio sotto i baffi pensando che queste persone, se avessero seguito i miei consigli, non avrebbero fatto questi commenti! :-p

Allora, per dimostrarvi che con un minimo di organizzazione si può approfittare al 300% di questi eventi, eccovi il mio personalissimo resoconto della giornata/serata del 20 maggio, la mia Notte dei Musei che come al solito ho adorato !

Le regole di base

Come non mi stancherò mai di ripetere, eventi come questi si preparano almeno una settimana prima, e anche di più se si vogliono fare le visite guidate a numero limitato. Appena il programma è uscito mi sono dunque presa una mezz’oretta del mio tempo, me lo sono studiato, e ho identificato i musei che proponevano visite o performances particolari solo la sera del 20 maggio. Exit il Louvre, il Museo d’Orsay & Co. che potete visitare gratis ogni prima domenica del mese.

Altra regola importante: per notte si intende qualche ora dopo la chiusura normale dei musei, la Notte dei musei finisce a mezzanotte e dalle 23h/23h30 si comincia ad uscire dai vari posti. Bisogna cominciare presto la giornata, scegliere un museo principale e se proprio si ha tempo farne un secondo. Inutile arrivare agli ingressi a mezzanotte commentando con aria disgustata “Ah, ma non era tutta la notte?”. 😉

Prima tappa - La tournées des Grands Ducs a Maubert

Alla scoperta dell’evoluzione del quartiere dal Medioevo al XIX° secolo attraverso la criminalità, la prostituzione e la repressione politica e giudiziaria.

Siccome a me piacciono queste cose un po’ sinistre, appena ho scoperto questa visita organizzata dalla Prefettura del V° arr. ho scritto per avere i posti. Alla loro risposta negativa (tutto pieno già due settimane prima!) non mi sono lasciata abbattere e mi sono detta che quando non si paga c’è sempre qualcuno che alla fine non viene e non si degna neanche di avvertire, quindi noi ci siamo comunque piazzati lì alle 15h, ora dell’appuntamento, incrociando le dita ed effettivamente siamo riusciti a partecipare, grazie agli assenteisti! :-p

Un’ora e mezza di passeggiata nei dintorni di Maubert Mutualité, quartiere che non conosco molto, alla scoperta di strade e stradine mai viste in cui vissero avvelenatori di Re, celebri prostitute e futuri Presidenti della Repubblica !

Tra l’altro grazie a questa visita ho scoperto che esiste un Museo della Polizia completamente gratuito al terzo piano della Prefettura del V° arr. A me non interessava e quindi non sono entrata ma è sempre buono a sapersi!

Seconda tappa - Visita ai depoiti storici degli Archivi Nazionali

Finita la visita nel V° arr. ci siamo diretti al Museo degli Archivi Nazionali, perché avevo letto che si potevano visitare i depositi che di solito non sono aperti al pubblico, previo recupero di un biglietto magico all’ingresso. Sapendo che la prima visita era alle 18h30 noi un’ora prima eravamo lì e siamo chiaramente riusciti a recuperare il prezioso biglietto!

Pausa Spritz e patatine meritatissima aspettando l’inizio della visita e poi via per un’ora di magia pura per me che sono una feticista dell’oggetto libro e dell’amministrazione!

Terza tappa - Il museo del Quai Branly tra racconti e leggende

Essendoci mossi presto, dopo la visita dei depositi e un rapido giretto nei giardini degli Archivi, abbiamo avuto ancora un po’ di tempo per un’altra visita e ci siamo diretti al Museo del Quai Branly dove c’erano due possibilità:

  1. Visita flash dell’esposizione super gettonata del momento (Picasso primitivo) ogni 30 minuti… due ore di fila ;
  2. Visite guidate delle collezioni permanenti ogni 15 minuti sotto forma di racconti e leggende dei vari continenti… zero fila

Provate a indovinare quale opzione abbiamo scelto? ;-p

Risultato: un’ora di goduria ad ascoltare, seduti per terra nella penombra in mezzo a totem, maschere e statuette, une ricercatrice/raccontatrice bravissima che ci ha fatto entrare magicamente nelle leggende dell’Oceania.

E dopo tutto questo girovagare si son fatte le 23h30, il museo ha cominciato a svuotarsi e noi abbiamo finito la serata in bellezza davanti a una birrozza fresca.

E indovinate uscendo dal Museo del Quai Branly chi abbiamo incrociato? Una tipa che con aria disgustata diceva al guardiano: “Ah, ma non era tutta la notte?”. 😀

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