Il concetto di spazio
E dopo il concetto di spogliatoio, passiamo a un’ altra caratteristica a me cara di questa città: il concetto di spazio.
L’obiettivo del post non è quello di giudicare determinati comportamenti umani, ma di capirne il perché, di catturarne l’elemento motore, il motivo principale di certe, a mio modesto parere, assurdità, perché oggi non ho ancora trovato la risposta! Forse potete aiutarmi voi…
Mi accingo dunque semplicemente a elencare i fatti così come li ho sperimentati e lascio a voi risolvere l’enigma!
AL CINEMA
Quello che sto per raccontare succede sistematicamente ogni volta che vado al cinema, in qualsiasi tipo di sala, per qualsiasi tipo di film che vado a vedere (compresi quelli in giapponese sottotitolati in turco!).
Sala vuota, entrano tre persone che si mettono tutte nella fila centrale con due posti di distanza tra una persona e l’altra (voi siete una di quelle). Dopo 10 minuti entra la quarta persona che, sistematicamente, guarda con aria interrogativa il posto vuoto a fianco a voi (ricordatevi che la sala è vuota!), tira fuori il ditino indice dalla manica, piega l’avanbraccio, inclina un pochino la testa a destra (a sinistra se è mancino/a) e con vocina innocente dice: “Excusez-moi, est-ce qu’il y a quelqu’un ?” *.
Al che tu avresti voglia di dirgli: “Si, certo che è libero, ma il resto della sala è VUOTA! Perché mi ti devi appiccicare?”, ma resti talmente inebetito che lo/la lasci passare e addio l’idea di poterti spaparanzare e goderti il film…
… o allora ti alzi tu, ti sposti e aspetti che un altro ditino ti si punti in faccia, finché rassegnato non getti la spugna.
* Mi scusi, è libero?
AL RISTORANTE
Sempre sala vuota, tu entri e punti un bel tavolino spazioso vicino alla vetrata (che però, nonostante a te sembri da due, è per 4 persone).
Il cameriere ti blocca subito e ti impone un mezzo metro quadrato in un angolo in cui sono già ammucchiate 6 persone.
Normale: il parigino è metodico e deve ottimizzare spazio e clienti per guadagnare di più.
ATTENZIONE: quando entrate in qualsiasi posto non prendetevi la libertà di sedervi dove volete, a meno che non conosciate il posto e sappiate che la cosa è ben accetta, oppure se il cameriere vi autorizza apertamente a farlo. Una volta entrati, presentatevi al cameriere annunciandogli la vostra intenzione di bere qualcosa o mangiare e lui vi troverà un posto.
Se dimenticate questo dettaglio e vi sedete a caso, il cameriere sistematicamente vi farà spostare per piazzarvi in un posto migliore… per lui!
NEI MEZZI DI TRASPORTO
In qualsiasi mezzo di trasporto voi saliate, vi accorgerete che la gente si ammucchia come sardine restando impalata vicino alle porte, mentre mezzo metro più avanti il vagone (o l’autobus) è completamente vuoto.
Perché? Sempre per lo stesso motivo: ottimizzare, ottimizzare, ottimizzare!
Solo che in tal caso il parigino arriva a lavoro già sudato e stressato dopo aver passato 40 minuti a stretto contatto con altre 30 persone, e per di più maledirà la qualità dei trasporti e la frequenza dei treni e bla bla bla…
Io invece, che sono di Roma e so cosa vuol dire VERAMENTE l’inefficienza dei trasporti, avrò sgomitato un po’ per passare la barriera, avrò trovato un posto a sedere e mi sarò goduta il mio libro durante il tragitto.
Certo… capita anche che ci siano problemi sulla linea e che la posa sardina sia obbligatoria per tutti, ma è sempre meglio pensare positivo nella vita!
PER STRADA
Durante la settimana, se vi trovate disgraziatamente su un marciapiede un po’ più stretto e avete un’andatura rilassata quando camminate, vi accorgerete che il parigino vi si attacca dietro e cerca di passare facendovi spostare senza mai pensare di superare: neanche fosse sul Grande Raccordo Anulare in cui la distanza di sicurezza è un optional.
In questi casi avete due opzioni:
divertirvi e continuare a tenere la vostra andatura finché lui, spazientito, sbufferà e infine vi supererà
avere pietà di lui e spostarvi per lasciarlo passare
Queste sono alcune delle situazioni in cui mi sono personalmente trovata parecchie volte, sono sicura che molti “emigrati” come me avranno avuto le stesse esperienze e si riconosceranno nei miei racconti che, alla fine, non fanno altro che confermare parecchi clichés…




Ahaha! Concordo pienamente!
Approfitto per fare un po’ di pubblicità anche al nostro blog: http://cityglimpse.wordpress.com/
un’occhiata a Parigi!
a presto!
ahahah! è vero!
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a presto!
Carissima ItalianiPocket,
appena tornata da Parigi per una 5-giorni-non-stop alla ricerca di un appartamento, sarei tentata di fare un OT e di parlasrti del concetto di spazio….NEGLI APPARTAMENTI! Ma so che devierei il tuo simpatico post quindi, da brava, mi atterrò al topic. Ebbene, ho notato TUTTO quello di cui racconti tu. Ma tutto eh! E ho anche goduto come una pazza a camminare, nelle gallerie del metro e per strada, SENZA FRETTA, non a 200 all’ora, ma come cammina una persona sana di mente e che non sta perdendo il treno della sua vita….Ebbene, che sensazione inebriante! E che NOIA che davo ai parigini (avranno pensato: “ma questa non ha nulla da fare? non ha nessun posto dove correre? non ha nessuna operazione a cuore aperto a cui partecipare?? strano..).
E la cosa assurda invece cosa è? Che dopo averti pressata per strada, al cinema, sui mezzi, in ascensore…quando fai la cosa -chessò – da BHV…DEVI mantenere quella distanza di sicurezza prima della cassa, per garantire la privacy di quella che ha comprato la mutanda della nonna avanti a te…nemmeno fossimo in banca!
Voilà…il mondo è bello perchè è vario vero?
Ah ah ah! Grazie Ale del bellissimo commento!
Aggiungerei: il mondo è bello perché è vario e per fortuna Parigi non è Francia (ha un’identità tutta sua).
Appena si esce da questa città frenetica, ma nonostante tutto meravigliosa, ci si ritrova praticamente in un’immensa campagna perfetta per staccare un po’ dalla “pazzia” parigina.
E’ anche per questo che il parigino tipico passa tutti i suoi week end “à la campagne”!
“A la campagne” o anche….”a champagne”! Cioè bevono per rilassarsi!
Cmq città invidiabile. Sapendo come muoversi, si vive benissimo. E poi, nella tua zona (Bastille se non sbaglio) c’è il mio paradiso: negozi di mobili et déco (e mini boutique per bimbi, qui a Milano introvabili).
Grazie a te invece: sei precisa, utilissima e piena di humor. Evviva.
Si si, è proprio vero! Se ti capita fai un salto dalle parti di rue de prague, ci sono due o tre negozietti per bambini niente male… un po’ cari, ma hanno tante cose fatte a mano troppo carine!!
Segnato! Rue de Prague. E poi anche Av Keller dove ho appena visto su internet un negozietto incredibile, si chiama tipo Loulou qualcosa.
)
Cmq sia le ricerche immo continuano: sto imparando le sottigliezze (tipo tutte le sigle assurde che però – pare – significano poi qualcosa
Buona giornata e vive le pain au chocolat
Confermo tutto, e aggiungo che per quel che riguarda il cinema, le file centrali sono molto ambite (un mio amico diceva sempre ottava partendo dal basso). Se ti metti di lato nessuno ti disturba e nei cinema piú moderni, come UGC la Defense, lo schermo é curvato in maniera tale che la visuale non cambia. A me é pure capitato che mi hanno chiesto di spostarmi per ben due volte, per colmare i fatidici due posti vuoti.
E’ per questo che io cerco di entrare nelle loro teste e mi metto dove loro non si piazzeranno mai (di lato, in fondo, sotto le poltrone!).
Come sempre ogni post è uno spasso….haaha
Appena ritorno a Parigi andrò al cinema anche se non capisco una mazza di francese e proverò il fatto del marciapiede….
Non ti preoccupare, qui i film sono in lingua originale, non ti resta che beccare un film italiano!
Ciao, anche io ho notato tutto quello che hai detto, ma negli ultimi giorni mi sono accorta che i parigini soprattutto nei passaggi della metro si dividono in due categorie:quelli che corrono, ti superano (anche quando anche tu sei di fretta) e ti stanno appiccicati, e quelli che sono persi dal loro fantastico i-phone e si ono accorti che devono assolutamente controllare la mail mentre scendono le scale e contemporaneamente ascoltare la musica, quelli vanno alla velocità di una lumaca ed assumono l’andatura di un elefante, vie di mezzo non è possibile?