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Leginews – La residenza fiscale

La residenza fiscale determina il luogo in cui gli Italiani debbono pagare le tasse. Qualora siano residenti all’estero questo è nella maggior parte dei casi il luogo di residenza, tuttavia è d’obbligo qualche piccola precisione.

La determinazione della residenza fiscale, contrariamente alla residenza effettiva, non può essere determinata dal solo interessato, ma dalla sola amministrazione fiscale (per la definizione di residenza si veda il post sulla differenza con il domicilio e la dimora in diritto italiano e francese).

Una persona viene considerata risiedere in Italia se non è iscritta all’AIRE e, anche se inscritta, passi de facto più di 183 giorni in Italia (184 negli anni bisestili), e abbia nel Paese il centro principale delle proprie attività economiche e familiari.

Quindi una persona, iscritta all’AIRE lavorante all’estero, che trascorra in Italia 180 giorni con la propria famiglia potrebbe essere considerata residente fiscale in Francia? La risposta è articolata ed ancora, purtroppo, incerta.

Fino alla recente sentenza della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione Italiana del 31 marzo 2015 n°6501, ai fini della valutazione della residenza fiscale non contribuivano solo l’iscrizione all’AIRE ed il tempo trascorso tra un lato e l’altro delle Alpi, ma anche il luogo in cui il contribuente avesse il centro privilegiato dei suoi affetti e della sua vita familiare, criterio quest’ultimo determinante per la definizione di un altro elemento importante, il domicilio fiscale, definito a sua volta come il luogo presso il quale un soggetto manifesta la volontà di stabilire il centro delle proprie relazioni o interessi familiari, sociali ed economici. Nel caso in cui gli interessi economici, sociali e familiari di un soggetto si collochino in Paesi diversi, prevaleva, secondo la Giurisprudenza di legittimità, la collocazione degli interessi familiari.

In altri termini, un cittadino italiano, da sempre residente in Francia, regolarmente iscritto all’AIRE ma con famiglia in Italia, avrebbe potuto far oggetto di una procedura di controllo ed eventualmente essere sanzionato per evasione fiscale. La Corte di Cassazione, con la citata sentenza del marzo 2015 ha dunque ridotto, e non di poco, la portata della valutazione del centro degli affetti familiari sulla determinazione della residenza fiscale.

La determinazione della residenza fiscale in termini puramente economico-amministrativi (anche se non è detto che l’Agenzia delle Entrate faccia da subito propria la conclusione della Corte di cassazione) incide ovviamente sul luogo di pagamento delle tasse e sul quantum, ma non sull’eventuale sottomissione a un obbligo di pagamento.

Il cittadino italiano, fiscalmente residente in Francia, sarà comunque sottoposto a un obbligo dichiarativo dei suoi redditi di fonte italiana (indipendentemente dalla loro natura), ed eventualmente sarà anche sottoposto al pagamento dell’imposta, qualora la convenzione internazionale tra Italia e Francia del 1989 (la convenzione di Venezia) ne preveda l’obbligo, producendo poi all’amministrazione fiscale francese, per i soli redditi pagabili in Italia, idonea documentazione giustificativa per ottenere un crédit d’impôt.

Per concludere, nonostante la residenza fiscale italiana sia determinabile, sulla base di meri indizi economico-amministrativi, ciò ovviamente non esime il contribuente dal pagamento di alcune imposte in Italia, anche in caso di residenza all’estero.

Per maggiori informazioni

In Francia : Bureau du Trésor public, expert comptables, avocats fiscalistes.
In Italia : Agenzia delle entrate, CAF, commercialisti, avvocati tributaristi.

4 Comments

  1. Martina ha detto:

    Buongiorno,

    concordo con Silvia: questo sito è davvero ben fatto e più di una volta si è rivelato provvidenziale.
    Mi trovo in Francia, non a Parigi però, per lavoro.
    A chi potrei rivolgermi per tutte le questioni burocratiche? Ho parecchie domande e numerosi dubbi (dichiarazione dei redditi, iscrizione all’AIRE, residenza e domicilio, tessera sanitaria e carte vitale, ecc ecc) e per questo cerco il corrispettivo francese del CAF, ma non riesco proprio a capire quale sia…
    Grazie infinite dell’aiuto!
    Martina

    • IP ha detto:

      Ciao Martina, tante risposte (credo quasi tutte) le trovi nel blog, cerca con le parole chiave e spulcia gli articoli. 🙂
      Se ti serve consulenza personalizzata, a distanza, posso fornirtela io, contattami su Paris pocket. Altrimenti per questioni più tecniche (tipo tasse da pagare in Italia se sei in Francia per esempio) ci sono i patronati, ma non conosco la lista di quelli fuori Parigi (sul sito del Consolato magari la trovi). a presto

  2. Silvia ha detto:

    Buongiorno,
    innanzitutto complimenti per questo fantastico sito: le informazioni sono date in modo chiaro e accessibile a tutti!
    Vorrei capire una cosa per la questione dell’iscrizione all’AIRE, avevo scritto al consolato italiano, mi hanno mandato un modulo da compilare da spedire (dove?) con una fotocopia della carte d’identità e un giustificativo di residenza qui in Francia. Io ho un lavoro (CDI, il miraggio italiano), conto in banca, carte vitale etc, ma vivo con il mio ragazzo (non siamo legalmente una coppia, viviamo solo assieme) e tutte le fatture sono, ovviamente, intestate a lui.
    In questo caso come devo fare?
    Mi potete anche dire l’indirizzo a cui spedire i documenti?
    Grazie mille et bonne journée!!!

    Silvia

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