Scusi, grazie, prego, tornerò…
“Buongiorno, mi scusi, mi perdoni se la disturbo, saprebbe dirmi qual è la metro più vicina per favore? Grazie...”
“Buongiorno, scusi, pardon, mi dispiace molto ma non abito in questo quartiere, non lo so proprio, scusi sa.“
La caccia al tesoro di Parigi – 3 luglio 2010
I Noctiliens – gli autobus notturni
Perché stressarsi a usare un’automobile quando in questa città ci si può muovere con i mezzi pubblici a tutte le ore del giorno e della notte?
Perché pagare un taxi (anche se qui non sono per niente cari) quando si ha la scelta di tornare a casa in metro, autobus o Velib‘ a qualsiasi ora?
La fête de la musique – 21 giugno
Le Salon Emmaüs – 20 giugno 2010
I bar degli zozzi VS dress code parigino
Una delle cose che più detesto di Parigi (e di tutte le città in generale) e che cerco di combattere con tutte le mie forze, sono i locali con dress code « la direzione si riserva il diritto di selezione all’entrata ».
Innanzitutto chiariamo il concetto di dress code parigino: vestirsi fighetto per entrare in un locale vuol dire semplicemente non mettersi le famose baschèt (le scarpe da ginnastica), che anche se sono di una super marca, che hai fatto un mutuo per comprarle e che tutti i tuoi amici trendy te le invidiano, sempre baschèt rimangono.
Il concetto di tempo
Il concetto di tempo è strettamente legato al concetto di spazio di cui ho già parlato in un altro post e vorrei illustrarlo tramite un aneddoto (di vita vissuta chiaramente!).
Questa scena si è svolta sotto i miei occhi alla fermata dell’autobus 61.
Viva il riciclo! E i mercatini dell’usato!
A Parigi un sacco di gente (compresa me) arreda casa con le cose trovate… PER STRADA!
Si si, è proprio così, viva il riciclo, abbasso il consumismo sfrenato!
Aiuto! Il dottore!
Premetto che questo post, come al solito, è totalmente soggettivo e che non vuole in nessun modo rappresentare una qualsiasi verità. Aggiungo che lo scrivo nella speranza di sentirmi dire “Mamma mia, ma sei proprio sfigata!”, perché questo vorrebbe dire che mi sono capitate tutte le eccezioni possibili!
Dunque… questo post parla di dottori, e che dottori!!
Miroglio caffé – un vero apericena a Parigi
Prima di parlarvi del Miroglio caffé, voglio farvi una premessa: il mio pacso ha vissuto 12 anni a Torino e grazie a lui ho conosciuto questo gioiello di città troppo spesso bistrattata e vittima della sua immagine industriale ormai antiquata.
Grazie a Torino ho scoperto l’aperitivo come lo fanno al nord, anche perché quando sono andata via dall’Italia ancora a Roma questa usanza non era scesa e da quanto mi raccontano non ha molto a che vedere con gli aperitivi che fanno a Torino… diciamo che anche qui il tocco fiera del tufello colpisce ancora, ecco.







